Se vince il no Renzi non si dimette. Il premier a Villalunga:
“Ho sbagliato a far credere che il referendum è su di me”

10/8/2016 – Un’intervista torrenziale di un’ora e 40 minuti. Non sono i record del Fidel Castro di un tempo, ma certo il premier Matteo Renzi ieri sera alla festa Pd di Villalunga ha dimostrato di essere un maratoneta della parola più ancora del suo intervistatore Enrico Mentana, che pure di maratone televisive se ne intende.

m<atteo renzi sul palco della festa di Villalunga (frame da Telereggio)

Matteo Renzi alla festa di Villalunga (immagine da Telereggio)

Renzi ha abbondato in toni propagandistici, ma si è tolto anche qualche sassolone dalla scarpa. Ad esempio nei confronti di D’Alema: “Se avesse impiegato contro Berlusconi un decimo del tempo che ha impegnato contro  Prodi e me, Berlusconi sarebbe stato sconfitto molto prima”. E nei confronti della minoranza interna usa il bastone e la carota: “Siamo l’unico partito che fa i congressi, dove la gente conta, questa si chiama democrazia. A chi non la pensa come noi dico che avete tutto il diritto di stare qui perché il Pd è la vostra casa. Dico per una sola cosa: se pensate che per dare retta a voi noi ci fermeremo, vi sbagliate. Noi andiamo avanti, non ci fermeremo mai” per chi vuole cambisare politica e strategia del Pd c’è una strada sola: il congresso, che si fa ” si fa ogni quattro anni, non tutte le mattine sui giornali e nelle trasmissioni televisive”.

Enrico Mentana, il direttore della 7 ha condotto l'intervista

Enrico Mentana, il direttore della 7 ha condotto l’intervista

Tutto è cominciato con un “auguri Professore” e un lungo applauso all’indirizzo di Romano Prodi, che ieri ha compiuto 77 anni (con festa in famiglia non nel buon retiro estivo di Bebbio, ma in Croazia). Da lì Renzi ha dipanato una rilettura di tre anni in vetta al Pd e al governo. Non trascurabile il riconoscimento di limiti ed errori: “In tre anni abbiamo cambiato l’Italia, oggi si sono alcuni diritti in più (non solo civili) e qualche tassa di meno. Ma molte cose sono da fare, chi dice che è tutto risolto è da portare al manicomio”. Ma di questo se n’è accorto tutto il Paese.

Ma il contenuto più rilevante dell’intervista di Villalunga riguarda l’autocritica sul legame ta referendum costituzionale e sorte del governo Renzi. L’assist è offerto da Mentana con la domanda sul “fuoco amico” all’interno del partito e da schiere di giuristi sulla riforma costituzionale: “Io penso di essere uno che spesso sbaglia, penso di aver fatto molte cose buone e in qualche caso di aver sbagliato”. Ebbene, penso aver fatto un errore nell’aver dato l’impressione che questo fosse il “mio referendum”, che sia un referendum su di me”.

Non è così, dice il premier: “il referendum è sul futuro del Paese”. Ma se è  stato un errore legare la consultazione alle sorti del governo, la conseguenza è che Renzi non si dimetterà in caso di vittoria dei No al referendum.

Il pubblico a Villalunga

Il pubblico a Villalunga

“Se al referendum vinceranno i No resterà tutto come adesso, con gli sprechi di adesso”. Ma se passa la riforma costituzionale, Renzi fa una promessa: i risparmi sui costi della politica andranno a rimpinguare il fondo per la povertà. E la minoranza Pd deve spiegare al Paese perché ora dice no dopo aver votato la riforma per sei volte in Parlamento.   

Sul tema del resto la polemica interna è accesa: la minoranza ha contestato lo slogan della festa di Villalunga: “SI all’Italia che cambia“. “Dicono che non si deve usare il sì. Ma è lo stesso slogan dell’anno scorso e non c’era ragione di cambiarlo. Ma avete mai sentito dire l’Italia che dice forse, oppure l’Italia che dice ci penso?. Siamo noi Pd che sitamo cambiando l’italia e dobbiamo dirlo forte” . E giù un’altra stangata, quella finale, agli avversari interni, a quelli che pensano  “che il nostro partito si debba snaturare e diventare una specie di club culturale“.

I giovani si mettano in gioco

“Il futuro è pieno di minacce, è vero: è chiaro che alla gente viene paura di fronte ai fatti di Nizza, della Germania o di Kabul. e i giovani si preoccupano quando sentono dire che l’innovazione tecnologica poterà via posti di lavoro. Ma l’italia è un Paese pieno di risorse e di opportunità. La disoccupazione giovanile era al 43% , ora l’abbiamo portata al 36. Vuol dire che il cambiamento è lento, ma inesorabile. Il mondo chiede l’Italia, nel mondo c’è bisogno di Italia, ma non abbiamo saputo difendere i nostri prodotti, per cui anzichè il parmigiano reggiano in America chiedono il parmesanE ci sono regioni nel sud ad esempio, che non hanno ancora un progetto strategico per il turismo . 

Vorrei un’Italia che non abbia paura a vincere lo scudetto, poi possiamo non farcela, ma dobbiamo uscire dalla logica del non ce la facciamo. Per questo ai ragazzi dico: non espettate che qualcuno scodelli la pappa per voi, provate a mettervi in gioco”.

L’Europa e l’identità dell’Italia

“Troppo spesso siamo andati in Europa a prendere i compiti da fare. Vi ricordate il sorrisino di Merkel e Sarkosy? Anche noi  avevamo il sorrisino perché attaccavano Berlusconi, ma col senno di poi bisogna dire che abbiamo sbagliato, perché in ballo c’era e c’è il nostro Paese”.

Dobbiamo dare una bella scossa all’ Europa: per un’Europa sociale, che parli di cultura e di valori. In Europa dobbiamo far sentire voce e valori in Italia. E se parlamentari facessero un po’ più di politica in Europa sarebbe  meglio: ogni riferimento a un certo Matteo (Salvini, ndr.) e puramente casuale.  

 Siamo entrati nel partito socialista europeo per cambiare le cose da dentro, ma che fatica. L’Europa non può essere solo a quella delle banche, ,ma dei diritti umani,sociali e della cultura delle banche, che parli della nostra identità. E noi dobbiamo smettere di pensare che “identità” sia una parolaccia di destra.

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 Migranti

“Difendo il nostro diritto-dovere a salvare vite umane in mare. Non me ne frega niente dei sondaggi, l’Italia non fa discorsi e va a salvarli. Però c’è un dato di fatto: non possiamo prenderli tutti noi.

Dire “aiutiamoli a casa loro” è una cosa sacrosanta: ma va pur detto che questo governo è l’unico ad aver rimesso dei soldi nella cooperazione internazionale. e bisogna dirlo  quelli che parlano e invece andavano a portare i diamanti in Africa (il riferimento è ancora alla Lega Nord, ma dei tempi di Bossi, ndr.)”.

Renzi e Berlusconi

“Nel 2013 Berlusconi era al 30% e noi al 30%, di lì a dieci mesi, nel giugno 2014, il Pd era al  40,8% e Berlusconi al 16,8. E’ stato possibile perché a un certo punto abbiamo smesso di avere l’ossessione di Berlusconi. Il patto del Narazeno? Lo ha rotto lui, non io, quando gli ho consigliato di votare Mattarella presidente della Repubblica”.

Renzi e Enrico Letta

“La discussione sulla vicenda Letta mi ferisce molto. Io so come sono andate le cose. Il problema era andare avanti con la legislatura sino al 2018 in una situazione molto ingarbugliata. Lui ha avuto paura a fare il governo istituzionale, e il mitico #staisereno al quale mi hanno impiccato, non era una minaccia: io ero davvero convinto che quello fosse lo sbocco possibile”.

Renzi e le banche

“Noi facciamo più fatica perché l’>italia non è intervenuta per tempo. La Merkel ha messo 247 miliardi di euro, quando era ancora possibile, per salvare il credito alle piccole imprese tedesche, e gli spagnoli hanno salvato le loro banche anche con i nostri soldi”.

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5 risposte a Se vince il no Renzi non si dimette. Il premier a Villalunga:
“Ho sbagliato a far credere che il referendum è su di me”

  1. Gian Paolo Rispondi

    10/08/2016 alle 10:55

    Siamo tutti più sollevati: dopo il cataclisma con milioni di morti della Brexit ci mancava solo la peste dovuta al l’abbandono di Renzi. Grazie ai politici di esistere e pensare tutti i giorni alla nostra felicità.

  2. Fausto Poli Rispondi

    22/08/2016 alle 13:51

    Certo, Renzi, non ci sta e si para il culo. Se vicne il no, lui vuole rimanere in sella. Lui e’ come Joan Lui, e’ sempre Lui, e non avrai Presidente all’infuori di me. Lui e’ sempre lui, Joan Lui. (Joan Lui era Celentano in un film in cui impersonava Dio). Lo aspndo cadra’ pure lui, perche’ gestire l’Italia in queta maniera, non la gestisce cosi’ nemmeno un muto.

    Lo aspetto sul fiume, il Renzi, quando lo scaricheranno, lo voglio vedere seduto sulla latrina insieme a Letta Junior e Senior.

  3. Fausto Poli Rispondi

    22/08/2016 alle 13:52

    A Renzi, basterebbe staccare la lingua………

  4. Fausto Poli Rispondi

    07/09/2016 alle 21:42

    Renzi e’ da non votare piu’.

  5. notizie sport Rispondi

    18/02/2017 alle 10:12

    ragazzi bellissimo sito e ottime risorse… complimenti

    http://lospione.it

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