Reggio ha tenuto gli ultrà serbi sotto controllo
Il vice sindaco tira un sospiro di sollievo e ringrazia con accenti lirici

di Matteo Sassi, vicesindaco di Reggio Emilia

19/8/2016Sono molte le istituzioni e le persone che devono essere ringraziate per aver garantito la sicurezza della città nella lunga giornata di giovedì 18 agosto, in occasione della partita di calcio Sassuolo-Stella Rossa.

Innanzitutto il mio ringraziamento va agli uomini e alle donne delle Forze dell’Ordine per la grande professionalità che, ancora una volta, li ha contraddistinti. Un ringraziamento particolare al questore Isabella Fusiello per aver assunto con equilibrio e saggezza decisioni importanti nel corso della giornata. Allo stesso modo la preziosa regia del Prefetto ha garantito la piena e fondamentale collaborazione delle autorità serbe e in particolare del Console generale di Serbia presente in città già da alcuni giorni.

I tifosi della Stella Rossa Rossa al Mapei Stadium: di spalle Ivan "il terribile" (ph. Elisabetta Baracchi)

I tifosi della Stella Rossa Rossa al Mapei Stadium: di spalle Ivan “il terribile” (ph. Elisabetta Baracchi)

Voglio inoltre sottolineare il contributo fondamentale dato dai volontari dell’associazione “Tricolore” nel rendere operativo il punto di accoglienza di via Filangieri da cui sono transitati circa un centinaio di tifosi serbi nel corso della giornata. Fondamentale è stata altresì la disponibilità con cui i commercianti hanno collaborato al piano di accoglienza e sicurezza. Irrinunciabile è stato anche l’apporto della Polizia municipale dalle prime ore del mattino sino a notte fonda, così come il contributo di Iren nel ripulire prontamente le piazze e nel mettere a disposizione i propri mezzi affinché non fosse consentito l’accesso a piazza Prampolini. Alcuni hanno ironizzato su questo, si è trattato invece di una lezione su come preservare l’ordine pubblico in modo intelligente senza escalation o provocazioni.

La città doveva essere in grado di dimostrare non solo che una partita di calcio non potesse mettere in pericolo la sicurezza collettiva, ma anche che è sempre possibile trovare un punto di equilibrio tra sicurezza e libertà, individuali e collettive.

Come abbiamo detto ai capi della tifoseria serba, Reggio Emilia ha una storia democratica così solida e radicata tale da non avere nemici. Ciò che chiediamo a chiunque arrivi in città, per qualsiasi ragione, è di avere rispetto di Reggio Emilia per poterne essere accolto come pochi altri sanno fare.

Reggio ha dimostrato di saper accogliere anche una tifoseria complessa come quella serba. È un dono di poche comunità quello di saper ispirare, a partire dalle istituzioni ma soprattutto dai propri cittadini, l’altrui fiducia, rispetto e un sempre prezioso sentimento di non belligeranza”.

 

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