Reggio ha domato gli ultrà della Stella Rossa
Momenti di tensione, ma niente danni: un giorno di fatica e gloria per le forze dell’ordine
Il racconto del questore Fusiello: “Sapevamo di Ivan il terribile: espulsione e Daspo sono scaduti nel 2015”

Reggio Emilia ha passato l’esame dei delije, la tifoseria più violenta e più nostalgica d’Europa. Nostalgica degli ustascia fascisti, ma anche del regime comunista-nazionalista jugoslavo di Tito. Gli ultrà della Stella Rossa di Belgrado se ne sono andati senza danni, lasciando dietro di sè solo una montagna di bottiglie di birra. Si temeva ben altro, al punto da sbarrare piazza Prampolini con i camion del rusco.

Reggio ha domato anche Ivan il Terribile, al secolo Ivan Bogdanov, il capopolo dei delije, tornato in Italia non clandestinamente ma da libero cittadino, sei  anni dopo la guerriglia urbana di Genova da lui fomentata e guidata  nell’ottobre 2010, in occasione di Italia-Serbia allo stadio di Marassi. Non è poco, e le forze dell’ordine oggi godono giustamente di un momento di gloria. Forse sono anche i delije a essere cambiati: la nuova generazione sembra avere meno rabbia in corpo.

I tifosi della Stella Rossa Rossa al Mapei Stadium: di spalle Ivan "il terribile" (ph. Elisabetta Baracchi)

I tifosi della Stella Rossa Rossa al Mapei Stadium: di spalle Ivan “il terribile” (ph. Elisabetta Baracchi)

La presenza di Ivan Bogdanov non è passata inosservata, ha dichiarato oggi alla stampa il questore di Reggio Emilia Isabella Fusiello. Evidentemente i servizi di intelligence e lo scambio d’informazioni con la polizia serba, hanno funzionato.

“Dopo aver scontato la pena in carcere a Genova, nel maggio del 2011 era stato accompagnato alla frontiera – ha spiegato –  Gli effetti dell’espulsione e del Daspo (divieto di frequentare gli stadi, ndr.) sono scaduti nell’ottobre 2015, quindi  Bogdanov aveva tutti i titoli per poter tornare in Italia e assistere alla partita”.

Non sono mancati i momenti complicati, quando al mattino gli ultrà di Belgrado hanno disertato il punto di ritrovo allestito nell’area Fiere, per putnare direttamente sul centro di Reggio, come annunciato nei social network. O quando, nel pomeriggio hanno rifiutato di salire sui pullman e si sono diretti in corteo tra fumogeni, slogan e cori verso il Mapei Stadium. Ma la capacità di assumere decisioni tempestive, dimostrata dai responsabili dell’ordine pubblico,  ha tenuto l’invasione dentro binari pacifici.

Il questore Isabella Fusiello

Il questore Isabella Fusiello

“E’ stato fatto un grande lavoro da parte di tutte le istituzioni, forze di polizia e Comune, con la preziosa collaborazione della polizia serba e del console generale di Milano – ha ha detto il questore di Reggio Emilia  – Siamo riusciti a gestire una situazione delicata, chiudere piazza Prampolini si è reso necessario per evitare che venisse vandalizzata,  com’era accaduto con i tifosi del Lucerna”. E sul corteo: “Gli ultrà hanno dato la loro parola, assicurando che non sarebbe successo nulla. E così è stato”.  La scelta della mediazione, anzichè fare muro,  e di autorizzare il corteo per tenerlo sotto controllo,  si è rivelata giusta.   Elogi alla Municipale,  mobilitata tutto il giorno con 180 agenti, anche per il lavoro svolto  lungo tutto il percorso per far spostare auto, cassonetti e altri  oggetti potenzialmente pericolosi. Alla fine non si è registrata nè una vetrina infranta nè un’auto danneggiata.

 
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