Quei notabili del volontariato cattolico
(con buoni stipendi e buona pace di Dossetti e La Pira)
Lo strano caso dell’assessore Notari e della coop sociale L’Ovile

di Dario Caselli

1/8/2016 – Polemiche ha suscitato a Reggio Emilia il fatto che Notari, dimissionario da assessore al Bilancio, abbia assunto l’incarico di presidente del Collegio dei revisori della cooperativa sociale l’Ovile, cooperativa che arriva a circa 12 milioni di euro di fatturato attraverso contratti col pubblico.

Insomma, il Notari avrebbe fatto come premier tedeschi, inglesi e italiani che una volta dimessisi, hanno accettato incarichi in società private, come Gazprom (Schröder ), JP Morgan ( Blair), Goldman ( Prodi), Deutsche Bank (Amato). Per quel poco che conosco Notari, era più l’Ovile che aveva bisogno della “pecora”, che la “pecora” dell’ovile e se favoritismi c’erano, preesistevano e non verranno modificati.

Gerhard Fritz Kurt Schröder

Gerhard Fritz Kurt Schröder

Mi preme invece sottolineare come ormai esista un notabilato del volontariato, simile a quello delle cooperative, che vive di appalti pubblici, profondamente intrecciato con la politica.

Il presidente dell’Ovile mi pare consigliere del Pd, il responsabile della Giovanni XXIII ha promosso una lista civica di volontari in sostegno del sindaco Vecchi, dal giro della cooperazione sociale viene Spadoni, consigliere politico di Delrio. Fondate da preti ed ex preti di derivazione operaia o missionaria, le cooperative sociali cattoliche ormai molto influenti anche all’interno della cooperazione bianca, hanno rinunciato alla santità e sono un formidabile collettore di denaro pubblico, nonché dispensatrici di numerosi stipendi.

Francesco Notari

Francesco Notari

Che si siano allontanate dal sentiero, assumendo uno stile da Compagnia delle Opere lombarda, è comprovato dalla polemica scoppiata dentro la Dimora D’Abramo, tempo fa, tra il fondatore don Giuseppe Dossetti junior e i dirigenti che volevano distribuirsi almeno una parte degli oltre 900.000 euro di utile, dovuto alla gestione dei migranti.

La distribuzione si è fermata, ma l’utile non è andato ai poveri, ma, sussurrano, in investimenti immobiliari, magari case per i poveri. Non si opina la natura degli investimenti, visto che si tratta ormai di imprese, ma il tentativo di farle passare come dame di S. Vincenzo, gestite da penitenti in sandali, anziché da piccoli notabili, che percepiscono uno stipendio, a volte migliore di chi si è fatto il mazzo e che non superano concorsi, nè per diventare dirigenti, né per passare al ruolo di vice sindaci ed assessori. Con buona pace dei loro citatissimi Dossetti e La Pira.

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2 risposte a Quei notabili del volontariato cattolico
(con buoni stipendi e buona pace di Dossetti e La Pira)
Lo strano caso dell’assessore Notari e della coop sociale L’Ovile

  1. GIOVANNI Rispondi

    01/08/2016 alle 12:54

    Il risultato non cambia e modificano sempre il percorso. “Dar da bere agli assetati” per uno ONESTO, lascia l’amaro in bocca.
    Ciao,
    Giovanni

  2. Cittadino di sinistra Rispondi

    01/08/2016 alle 20:02

    Analisi molto interessante sul sistema di potere ex democristiano.
    C’è un moltiplicarsi di presunti managers nella cooperazione sociale, nella cooperazione rossa, negli enti pubblici. Hanno preso il posto dei funzionari di partito, forse non sempre all’altezza ma mediamente più umili e sobri dei nuovi managers. Manca nell’intervento l’analisi politica, forse Notari se ne va dalla giunta perché politicamente non ne valeva la pena. Giunta mediocre, molti aspiranti al posto di Notari, girano molti nomi che confermano il livello. Forse Notari non voleva affondare nella mediocrità

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