Piergiorgio Paterlini e Marco Sotgiu finalmente sposi
In Sala del Tricolore a Reggio le prime nozze gay d’Italia

1/8/2016 – Lo scrittore Piergiorgio Paterlini e il giornalista Marco Sotgiu si sono uniti civilmente oggi pomeriggio alle 17 nella solenne cornice di Sala del Tricolore ,davanti al sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi

 Hanno così suggellato in base alla nuove legge  una convivenza che dura decenni, ormai inossidabile.” Non è un matrimonio – hanno raccontato sulle pagine di Repubblica -. Ma noi siamo uniti da 37 anni con civiltà e soprattutto con amore”. Le loro sono state le prime nozze gay in Italia in base alla legge sulle unioni civili.

 Il sindaco Vecchi era in completo scuro dalle grandi occasioni – e naturalmente con la fascia tricolore – mentre gli spesi erano vestiti informalmente, fedeli al loro look.

REGGIO MATRIMONIO PIERGIORGIO PATERLINI

REGGIO MATRIMONIO PIERGIORGIO PATERLINI MARCO SOTGIU

Piergiorgio Paterlini, 62 anni, di Castelnovo Sotto co-fondatore con Michele Serra di Cuore, mitico giornale satirico del’Unità (1988-1993), ha scritto fra l’altro “Ragazzi che amano ragazzi” libro cult che ha totalizzato oltre un milione di lettori e15 edizioni in 25 anni, poi I brutti anatroccoli,  Manuale di educazione sessuale per gay e etero, Lasciate in pace Marcello, Matrimoni gay (ancora una volta il primo testo in Italia sull’argomento), Fisica quantistica della vita quotidiana, Non Essere Dio (autobiografia a quattro mani di e con Gianni Vattimo).  E’ editor free-lance di una trentina di autori (fra cui Luciano Ligabue).E’ stato per dodici anni autore teatrale di Lella Costa. Premio Tenco nel 2007 per il miglior spettacolo teatrale dell’anno.

Autore per Raidue e Raitre, ha sceneggiato il film Niente paura  di Piergiorgio Gay. Continua a collaborare con repubblica cultura e ha il proprio blog d’autore Le Nuvole (www.lenuvoleblog.it)

L'abbraccio fra Piergiorgio e Marco

L’abbraccio fra Piergiorgio e Marco

Marco Sotgiu, 58 anni, giornalista e sinologo, si è laureato in lingue orientali alla Sapienza di Roma e in letteratura cinese all’università Fudan di Shanghai. Due anni in Cina e a Taiwan (1979-80, 1982-83), un anno all’università di Shanghai, un anno tra viaggi anche in luoghi allora mai raggiunti da un occidentale, perfezionare la lingua (le lingue), lavorare. Nella seconda metà degli anni Ottanta approda al manifesto dove diventa caporedattore e inviato Esteri.

Il sindaco di Reggio Emilia unisce civilmente lo scrittore Piergiorgio Paterlini e Marco Sotgiu

Il sindaco di Reggio Emilia unisce civilmente lo scrittore Piergiorgio Paterlini e Marco Sotgiu

Racconta e commenta da quella posizione privilegiata la grande svolta dell’Ottantanove. Inviato a Mosca, negli Stati Uniti, al vertice Bush-Gorbaciov di Helsinki, al congresso del Partito comunista cinese a Pechino. Nel 1994 scrive l’unica biografia italiana di Deng Xiaoping (La coda del drago).

Negli anni 90 lavora in Raia “Milano,Italia” e a “Quelli che il calcio” (una delle prime edizioni, Fabio Fazio). Oggi è consulente per la comunicazione, gli eventi, social e new media per lo Spi-Cgil dell’Emilia Romagna. Ha lavorato per il gruppo di Telereggio.

Particolarmente emozionato, forse più degli sposi, il sindaco Luca v

Vecchi che non ha perso l’occasione per celebrare degnamente la prima unione civile con una lunga allocuzione, il cui testo è stato diffuso alla stampa. Dopo aver ricordato gli eventi storici di cui è stata testimone la sala del Tricolore, Vecchi ha affermato: “Il fatto che noi oggi siamo qui con voi, a celebrare la prima unione civile non di Reggio Emilia ma dell’Italia intera, e che siamo qui in un luogo così simbolicamente importante, è la dimostrazione che ancora una volta Reggio Emilia è stata all’altezza della situazione e pronta, nel momento in cui bisognava essere pronti per fare un passo avanti, nella conquista e nel riconoscimento di nuovi diritti.

Il sindaco saluta Paterlini. Dietro Sotgiu

Il sindaco saluta Paterlini. Dietro Sotgiu

Piergiorgio e Marco – ha aggiunto il sindaco –  io vorrei ringraziarvi anche per il vostro impegno personale anche in quella che è stata oggettivamente una battaglia politica per arrivare fin qui. Una battaglia che ha consentito e consente oggi, seppur con grande ritardo, di approdare a una grande conquista di civiltà, che riconosce e attua pienamente il principio di uguaglianza. E ben sappiamo quanto la democrazia si nutra del principio di uguaglianza e di un’aspirazione continua verso tale diritto, che non è mai definitivamente compiuto. Questo è capacità di riconoscere un valore più alto alla dignità della persona e  contrasto a ogni forma di discriminazione”.

Per il sindaco Vecchi,da oggi, non esiste pià “la famiglia”, la “le famiglie”.

“Penso di poter capire quanto sia stato impegnativo e doloroso, per chi ha combattuto questa battaglia, arrivare fin qui – ha detto – Quando si celebra un matrimonio, e mi è capitato di celebrarne altri in questo luogo, si capisce che non è mai un momento formale o un atto contrattuale. Credo che lo sia tanto per chi arriva al matrimonio da un percorso di tipo religioso come per chi vi arriva attraverso un percorso civile, perché questo giorno consacra un principio, che è un progetto di vita fondato sul legame e gli affetti, su sentimenti forti e profondi. E quindi su un legame d’amore. Non c’è niente di più bello del diritto di amare e non c’è niente di più brutto di non avere il diritto di amare. Soprattutto per questo abbiamo impiegato davvero troppo tempo per superare ostacoli in questo Paese.
La famiglia in tutte le sue forme, le famiglie, è l’unità elementare da cui si propaga il sistema delle relazioni civili e sociali che tiene unita una comunità”. 

“Essere qui oggi a celebrare un passo avanti di civiltà sulla frontiera dei diritti civili è perciò un messaggio di grande speranza e fiducia, la dimostrazione che ce la si può fare anche se, come si è detto più volte, i diritti non te li regala nessuno e bisogna combattere per poterseli conquistare, senza dare mai per scontato che siano conquistati una volta per tutte”.
Io credo che intorno a un legame familiare ci siano anche altri valori che accompagnano un progetto di vita fondato sull’amore, valori che ci tengono insieme tanto nella contingenza quotidiana, nelle piccole scelte di ciascuno di noi, quanto nei grandi e significativi momenti della storia collettiva delle persone. Questo credo sia un valore profondo che dobbiamo considerare per dare senso e significato a questo momento.  I grandi cambiamenti democratici e civili di una comunità sono sempre figli di una grande esperienza collettiva. Questo, almeno dal mio punto di vista, è il senso profondo di questo momento, di cui noi vi ringraziamo”.

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2 risposte a Piergiorgio Paterlini e Marco Sotgiu finalmente sposi
In Sala del Tricolore a Reggio le prime nozze gay d’Italia

  1. carlo Rispondi

    04/08/2016 alle 17:39

    Auguri a Piergiorgio , che conosco e stimo
    Carlo Baldi

  2. Paulo Sousa Rispondi

    23/11/2021 alle 07:02

    E viva L‘amore

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