Non c’è giustizia per Umberto Farri, e neanche per i socialisti Il sindaco di Casalgrande ricordato da Amadei e Due Bue 70 anni dopo l’assassinio

di Mauro Del Bue

27/8/2016 – Questa mattina i socialisti si sono radunati al cimitero di Casalgrande per un ricordo di Umberto Farri in occasione del settantesimo anniversario del suo omicidio.

Umberto Farri, sindaco socialista di Casalgrande, assassinato il 26 agosto 1946

Umberto Farri, sindaco socialista di Casalgrande, assassinato il 26 agosto 1946

Presentati da Armando Anceschi, gia segretario provinciale del Psdi e del Psi, hanno preso la parola l’on. Giuseppe Amadei – che dall’alto dei suoi novantasette anni, ha voluto ricordare la figura di Umberto Farri che aveva conosciuto personalmente, lo sgomento che generò la sua morte, i tanti anni di commemorazioni tenute in questo cimitero, al quale ogni 27 di agosto, mai è voluto mancare, in qualsiasi parte d’Italia e del mondo si trovasse –  e l’on Mauro Del Bue che ha tenuto l’orazione ufficiale.

Del Bue ha voluto ricordare che in questo settantennio tre uomini politici hanno calcato annualmente il terreno di questo cimitero: Alberto Simonini, Giuseppe Amadei, lui stesso, che proprio nel 1990 diede avvio, con la celebrazione di Farri, al confronto storico e politico sul dopoguerra reggiano, amplificato dal Chi sa parli di Otello Montanari. A settant’anni dalla morte di Farri, e dopo ventisei anni da quel confronto che mise in luce le tragiche vicende del dopoguerra reggiano, e che servì a ridare dignità a due innocenti come Germano Nicolini ed Egidio Baraldi, resta molta amarezza.

Mauro Del Bue e Giuseppe Amadei commemorano Umberto Farri al cimitero di Casalgrande

Mauro Del Bue e Giuseppe Amadei commemorano Umberto Farri al cimitero di Casalgrande

Innanzitutto perchè i mandanti e gli esecutori del delitto Farri non sono mai stati puniti. Farri venne colpito la sera del 26 agosto mentre la sua famiglia stava festeggiando il ritorno dall’India del figlio Bruno. Entrarono in tre, coperti da un fazzoletto rosso. Uno rimase sull’uscio a fare da palo. Gli altri due spararono. Farri morì all’ospedale di Reggio il giorno dopo, e a niente servì il disperato intervento chirurgico del professor Franzini, che nel 1958 sarà senatore del Psdi.

Le piste seguite sono state sostanzialmente tre. Si tentò di collegare il delitto Farri a quello di Nando Ferioli, un possidente liberale ucciso a Sassuolo tre giorni prima, fratello di Alberto, a lungo deputato liberale reggiano. I colpevoli di questo delitto fuggirono in Jugoslavia, ma non si arrivò a nulla.

Si tentò di collegare il delitto Farri allo scontro politico che il sindaco di Casalgrande ebbe con uno dei più autorevoli esponenti del locale Pci, a proposito della fucilazione di alcuni fascisti, quando Farri era presidente del Cln. Ma anche questa pista non portò ad alcun risultato.

Giuseppe Amadei

Giuseppe Amadei

Si pensò a una vendetta di un losco figuro che gestiva il mercato nero, ma fu solo un’ipotesi. Resta forte l’impressione che anche quello di Farri sia stato un delitto politico. Come Egisto Lui, sindaco di Reggiolo, che venne ferito nel gennaio dello stesso anno da due sicari rossi, anche Farri era un socialista riformista, legato a Saragat e a Simonini.

Una specie di nemico del popolo, lui che era già stato sindaco del suo comune prima dell’avvento del fascismo e che aveva subito la violenza del regime. Difficile ipotizzare che delle centinaia di ammazzati per ragioni politiche nell’immediato dopoguerra a Reggio (Il prefetto della Liberazione parla di mille morti solo nel 1945, lo storico comunista Magnanini di oltre quattrocento, ma può essere che vi includano anche quelli dei giorni dell’insurrezione, che furono tuttavia meno di quello del dopoguerra) solo quello di Farri sia stato un delitto comune.

La commemorazione di Farri

La commemorazione di Farri

Amarezza anche per quel che è accaduto dopo il 1990. Eravamo a pochi mesi dalla caduta del muro di Berlino e dalla successiva svolta della Bolognina. Il Pci aveva deciso di cambiar nome e di aderire alla Internazionale socialista. Alla fine i post comunisti riusciranno a salvarsi e così i post fascisti del Msi. I socialisti no. Il muro era caduto in Italia dalla parte sbagliata? I partiti democratici ci misero del loro, con errori gravi. Eppure in questi ventisei anni l’Italia è peggiorata, dal punto di vista economico e della partecipazione democratica. Viene da rimpiangere anche l’epoca travagliata e dolorosa ma densa di forti ideali di settant’anni orsono e cosi pure quella di ventisei anni fa, quando le tensioni politiche erano ancora cosi vive. Viene il dubbio che oggi non siamo costretti solo a ricordare la morte di Farri, ma anche quella della politica che una volta si riteneva maestra di vita.

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Una risposta a 1

  1. jasmine Rispondi

    29/08/2016 alle 10:48

    La fine dello PSI è derivata , non solo per causa di PCI e DC, ma anche per aver perso la strada che aveva caratterizzato i socialisti da sempre: onestà e morale elevata, insieme ad un alto senso della democrazia e dei diritti umani. Alla lunga, salvaguardando la sua tradizione, l’avrebbe fatto diventare il partito di riferimento e di cui l’Italia avrebbe fortemente necessità. Non parliamo poi dei piccolo gruppo rimasto che scimmiotta il potere e si adegua per salvare qualche sedia o rispolvera il passato utilizzando figure che , purtroppo, si sono squalificate e non sono più credibili.

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