L’assessora la spara grossa: “Vietare il burkini può favorire l’eversione”
Paladina dell’emancipazione, ma non se si tratta dell’Islam

18/8/2016 – L’amministrazione comunale di Reggio Emilia non intende vietare nelle piscine l’uso del”burkini”, l’incredibile costume da bagno che copre l’intero corpo e che gli uomini islamici radicali impongono alle loro donne. Con una dichiarazione diffusa oggi, l’assessora Natalia Maramotti, riconosce che il burkini rappresenta una “regressione socio-culturale rispetto all’idea del rapporto corpo delle donne e della libertà femminile”, tuttavia aggiunge che “disporre con un’ordinanza il divieto di indossare il burkini significa trasformare un comportamento in un elemento indicativo di integralismo e di possibile radicalizzazione”.

La questione si è posta in Francia, dove il burkini è stato vietato, e si pone anche in Italia fondamentalmente per questioni di sicurezza.

Burkini in spiaggia

Burkini in spiaggia

Ma Natalia Maramotti, che in altre circostanze è una paladina dell’emancipazione e della differenza femminile, aggiunge, capovolge i termini del problema: “Non bisogna commettere l’errore di stigmatizzare queste condotte, se si vuole evitare di favorire il senso di emarginazione ed estraneità alla società occidentale che potrebbe generare scelte eversive”. Insomma, se si vietasse il burkini per difendere la dignità delle donne, si farebbe un favore all’Isis. Un pensiero, del resto, in linea con quello del ministro Alfano.

burkini 1

“I mutamenti culturali si favoriscono, non s’impongono”, afferma perentoria. Forse non la sfiora il pensiero che l’imposizione e l’oppressione siano quelle praticate nei confronti delle donne musulmane?

Natalia Maramotti

L’assessora Natalia Maramotti

In linea con questo pensiero, Maramotti annuncia la riedizione della “Repubblica delle nuove italiane”, progetto “che comporterà incontri di formazione, di confronto e di esperienza sui valori della libertà, eguaglianza e solidarietà che permeano il testo costituzionale”.

E aggiunge: “Avremo occasione di riflettere anche sul senso del “velare il capo”, sulla sua genesi, sulla cancellazione collettiva della lunga storia della copertura del capo delle donne anche dell’Occidente, sul perché comprensibilmente la pratica del capo coperto delle musulmane, venga oggi vista come un insulto alla laicità, alla libertà di vestire come si vuole e soprattutto alla parità uomo-donna: tutte conquiste faticosamente raggiunte in Occidente, da presidiare con cura”.

Le perplessità sul successo e sull’utilità di questo ciclo non mancano, ma ciò che conta è come si fanno le cose. Perché se a prevalere fossero il politically correct – come nel caso del burkini – e un atteggiamento subalterno rispetto alla cultura dell’Islam radicale, ci sarebbe da preoccuparsi

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4 risposte a L’assessora la spara grossa: “Vietare il burkini può favorire l’eversione”
Paladina dell’emancipazione, ma non se si tratta dell’Islam

  1. mario Rispondi

    18/08/2016 alle 15:02

    Più si dà possibilità di libera scelta più si aiuta il superamento di errate prese di posizioni , pregiudizi e si aiuta ad emanciparsi.
    Non si può parlare perciò di mancate decisioni per evitare ” ritorsioni”, ma per rispetto della libertà individuale. Dare tempo al tempo , diceva mia madre, quando vedeva i giovani punk con ciuffi colorati e bizzarri; cosi’ come è avvenute con le nostre nonne di 100 anni fa che portavano l’abito nero ed il fazzoletto pure nero in testa. L’evoluzione umana e il senso di uguaglianza non si fermano con le prescrizioni positive o negative. Semmai si può valutare il caso di donne a cui il burkini od altro venga loro imposto, così come la barba agli uomini. Cioè la lotta va contro l’ imposizione, che è violenza, e la restrizione della libertà.E non sempre le donne dell’islam, specie giovani, si vestono in un modo particolare per imposiziome.

  2. Ughetta Rispondi

    19/08/2016 alle 14:06

    Burkini per uomini!! La maggiornaza non si può guardare..

    • Pierluigi Rispondi

      19/08/2016 alle 21:40

      Vero. Ma la parte più consistente è sempre coperta.

  3. Fausto Poli Rispondi

    19/08/2016 alle 21:05

    A volte ascolto la Santache’. lei gliene frega un cazzo di essere sempre in TV. Pero’ quando dice che neglia nni 70 ci fu una grande lotta per le minigonne dice verita’. E poi il topples, e poi il tanga. Che la Santache’ sia un po’ zoccola, un po’ gheshia, lo concepisco, pero’ quando parla sa quel che dice. In italia la politica non puo’ essere prona sai mussulmani, dobbiamo far rispettare le nostre tradizioni. Che poi uno va o no in chiesa, son cazzi suoi. Pero’ le tradizioni son tradizioni.

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