La morte di Vania, bruciata viva dal suo ex, sconvolge Coopservice

3/8/2016 – “Sgomento e rabbia”: questa la reazione a caldo di Roberto Olivi, presidente di Coopservice, il colosso cooperativo reggiano dei servizi che occupa soprattutto manodopera femminile, di fronte alla morte di Vania Vannucchi, 46 anni, spirata questa mattina all’ospedale Cisanello di Pisa, bruciata viva da un uomo che non si rassegnava a una relazione finita. Aveva il 90% del corpo ustionato.

Pasquale Russo, anche lui 46 anni, è in carcere, accusato di essere l’autore del terribile femminicidio: ha cosparso di benzina la donna e poi  le ha dato fuoco. La tragedia è avvenuta nell’area dell’ospedale San Luca di Lucca, dove Vania Vannucchi lavorava come infermiera. Prima di perdere conoscenza, la poveretta ha fatto in tempo a pronunciare il nome del suo assassino: “E’ stato Pasquale”.

Vania Vannucchi

Vania Vannucchi

La tragedia, nella sua enormità, ha sconvolto il Paese e sta creando un’ondata di sdegno civile verso l’escalation dei femminicidi in Italia: una sessantina le donne uccise negli ultimi mesi.

Il cordoglio di Coopservice nasce dal fatto che, anche se nè vania Vannucchi nè l’omicidia erano dipendenti o ex dipendenti, la cooperativa di via Rochdale è presente all’ospedale San Luca.

Scrive Roberto Olivi: “Di fronte ai fatti di Lucca – che, a differenza di quanto riferito da alcuni organi di informazione, non coinvolgono dipendenti o ex dipendenti della nostra Cooperativa – proviamo sgomento e rabbia. La vicenda è avvenuta nell’ospedale San Luca dove lavorano più di 50 operatori della nostra cooperativa, in gran parte donne, che ben conoscevano Vania Vannucchi e che sono rimaste sconvolte da questa crudele aggressione e dalla sua morte.

Siamo con loro, ci impegniamo assieme a loro perché fatti come questi non accadano più – aggiunge il presidente di Coopservice – Siamo vicini alla famiglia di Vania Vannucchi e a tutte le donne che si battono per la vita e per la dignità”.

E “sempre, quando sono state colpite dalla violenza di genere nostre socie e dipendenti, abbiamo condannato con forza quegli atti e manifestato attiva solidarietà verso le persone colpite: proprio in conseguenza  di un episodio accaduto a Genova nel 2013 – conclude – abbiamo scelto di destinare, da allora in poi, il nostro dono natalizio all’associazione “Donne in rete contro la violenza”.

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