Falsi contratti e informazioni scorrette: l’antitrust indaga anche su Iren Mercato
Numerose società già sanzionate, nuove procedure contro i raggiri

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4/8/2016 – L’autorità garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha aperto un procedimento istruttorio nei confronti di Iren Mercato – la società del gruppo Iren che si occupa della vendita di gas e energia elettrica su tutto il territorio nazionale – per violazioni del Codice del Consumo. Agcm indaga su pratiche commerciali scorrette, quali attivazioni di forniture non richieste e informazioni ai clienti “ingannevoli e omissive” .

La procedura è stata aperta a seguito degli esposti di diverse associazioni di tutela: Adiconsum di Lucca e Oristano, Centro diritti del cittadino Lombardia, Federconsumatori Arezzo, Federconsumatori Toscana e di un concorrente diretto di Iren del calibro di Enel Italia. La delibera dell’Autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella fa esplicito  riferimento a “taluni comportamenti posti in essere da Iren Mercato nei confronti di consumatori e di microimprese nella vendita e attivazione di forniture di energia elettrica e gas naturale che potrebbero integrare fattispecie rilevanti ai sensi del Codice del Consumo”. La società, appunto, avrebbe attivato forniture non richieste e messo in atto azioni finalizzate all’acquisizione di clienti “anche fornendo informazioni ingannevoli e omissive e ostacolando l’esercizio dei diritti contrattuali da parte dell’utente“.iren-bolla

Non è il solo faro acceso da Agcm sui fornitori di gas ed elettricità: tra il 6 e il 13 luglio ha avviato altre procedure nei confronti di Enegan, Estra Energie ed Estra Elettricità. Ciò all’interno di un’azione a tutto campo dell’autorità volta a tutelare i consumatori e a far cessare lo scandalo dei raggiri ai danni dei clienti, specialmente anziani, che a decine di migliaia si sono ritrovati con forniture non richieste a conti salati da pagare loro malgrado.

Sono già state sanzionate per pratiche commerciali aggressive (attivazione di forniture in assenza di manifestazioni di consenso del consumatore o con un consenso non consapevole) società come ENEL Energia, ENI, ACEA Energia, HeraComm (la compagnia bolognese particolarmente attiva nel reggiano) , Geko (ex Beetwin).

In queste settimane l’Antitrust sta verificando se queste società stanno applicando le nuove procedure a prova di inganno.

Nel caso del teleselling (vendite telefoniche) tali procedure prevedono specificatamente:

  • la messa a disposizione del consumatore (tramite invio via posta elettronica o cartaceo) del contratto di fornitura, prima della definitiva conferma del consenso del consumatore a concludere il contratto;
  • la sistematica messa a disposizione dei consumatori della registrazione della telefonata con cui si acquisisce il consenso alla stipula del contratto, prima che questo sia concluso, nonché della telefonata di conferma della conclusione del contratto;
  • l’acquisizione dell’esplicito consenso alla rinuncia alla conferma in forma scritta per le vendite al telefono.

Le società – precisa Agcm – dovranno creare “anche successivi punti di controllo del processo di acquisizione del consenso, in modo da intercettare i contratti non richiesti o stipulati senza una adeguata consapevolezza del vincolo contrattuale”. Ciò comporta anche procedure più stringenti per il controllo degli agenti di vendita.

Infine sempre Enel Energia, Eni, Acea Energia, HeraComm e Geko hanno previsto che, in caso di attivazione non richiesta di una fornitura di elettricità o gas (sia mediante il canale telefonico che mediante gli agenti porta-a-porta), “il consumatore non sia tenuto a pagare alcunché, predisponendo procedure volte ad accertare nel caso di reclamo o contestazione se effettivamente l’attivazione sia avvenuta senza il consenso del consumatore, anche al fine di evitare comportamenti opportunistici.

Vedremo se la progressiva estensione di queste prescrizioni farà cessare l’assalto alle famiglie e alle piccole imprese: per ora l’antitrust continua a ricevere molte segnalazioni di attivazioni non richieste. Quindi i controlli e le sanzioni continuano: fra l’altro è stato avviato un nuovo procedimento contro Green Network che – diversamente dalle altre società – non ha ottemperato alla delibera sanzionatoria dell’Agcm.

Una manifestazione contro le politiche di Iren

Una manifestazione contro le politiche di Iren

A ciò, infine,  si aggiungono le multe per 14 milioni e 530 mila euro comminate a  Acea, Edison, Eni, Enel Energia ed Enel Servizio Elettrico per i meccanismi di fatturazione e le ripetute richieste di pagamento per bollette non corrispondenti a consumi effettivi, “nonché gli ostacoli frapposti alla restituzioni dei rimborsi”.

FEDERCONSUMATORI: DA ANNI DENUNCIAMO LE PRATICHE SCORRETTE

Va detto che le contestazioni nei confronti di Iren Mercato sono particolarmente rilevanti, perchè riguardano anche “informazioni ingannevoli e omissive”: se fossero accertate, esporrebbero la multiutility – di cui il comune di Reggio è azionista strategico, col sindaco Vecchi coordinatore del patto di sindacato Torino-Genova-Piacenza-Parma-Reggio Emilia – a una valanga di cause civili  .

In proposito, la Federconsumatori di Reggio Emilia guidata da Giovanni Trisolini rileva che “la situazione per la quale è stata segnalata IREN è purtroppo relativa ad una modalità di vendita che tutte le associazioni di consumatori coralmente denunciano da anni, particolarmente prolifera nel mercato libero” . Si tratta “di contratti che troppo spesso vengono attivati a seguito di telefonate incomprensibili, a seguito di comunicazioni scorrette, senza informare l’utente, senza richiedere la sua firma, senza alcuna chiarezza o trasparenza.

Oppure 2si tratta di venditori che chiedono semplicemente di “leggere” una vecchia bolletta, per verificare se il fatturato è corretto e mentre osservano la prima pagina delle nostre fatture carpiscono dati, codici, e attivano contratti nuovi. Questa modalità coinvolge, ovviamente, anche IREN, come quasi tutte le aziende che operano nel mercato libero dell’energia”.

Federconsumatori rileva tuttavia che “il problema si amplia ulteriormente perché il “Salva Italia” prevede l’eliminazione totale e definitiva del mercato tutelato dell’energia a partire dal 1 gennaio 2018. Questo getterà immediatamente tutti i consumatori italiani, chiunque abbia un’utenza energetica, nel mercato libero”: un mercato – afferte l’associazione di via Bismantova – “che non vogliamo additare come sbagliato o scorretto a prescindere, ma nel nostro paese le normative che lo regolano sono pochissime talmente blande da non intimorire alcuna azienda, discriminando quindi il piccolo consumatore domestico o l’attività commerciale”.

 

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