Internet delle cose, occasione senza precedenti per le pmi reggiane
Un rapporto dell’Ufficio studi Lapam

19/8/2016 – Si chiama IoT, acronimo di Internet of Things (Internet delle cose), ed è il nuovo mondo delle cose ‘intelligenti’. Si tratta dell’ultima frontiera delle tecnologie digitali e, in pratica, indica tutti gli oggetti che ci circondano, dagli elettrodomestici ai mezzi di trasporto fino ai macchinari industriali, che diventano ‘intelligenti’ e grazie alla Rete comunicano con altri dispositivi, raccolgono informazioni e forniscono indicazioni su come migliorare la nostra vita quotidiana. Già oggi, ad esempio, attraverso lo smartphone è normale accendere o spegnere il riscaldamento in remoto, o preparare il caffè.

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In questa  rivoluzione praticamente senza frontiere, che coinvolge tutto e tutti  (consumatori e imprenditori, stili di vita, prodotti, processi  produttivi)  Reggio Emilia è potenzialmente in pole position: secondo un rapporto Lapam Confartigianato, il territorio reggiano è all’ottavo posto in Italia per numero di imprese artigiane interessate alle innovazione dello Iot .

Secondo l’Ufficio studi  Lapam,  nel 2020 in Italia i ricavi derivanti dall’Internet delle cose  saranno il 5,4% del PIL,  e tra il 2014 e il 2020 questo  mercato crescerà ad un tasso medio annuale del 20,4%.

Ma già oggi le imprese digitali – che conoscono ed utilizzano almeno una tecnologia digitale – sono il 29,6% del totale delle micro e piccole imprese fino a 20 addetti. Internet delle cose 1

“Il lavoro artigiano è fortemente coinvolto nei cambiamenti del sistema produttivo determinati dalla connettività degli oggetti – sottolinea Lapam Confartigianato – Tra i settori maggiormente interessati dall’Internet of Things vi sono il manifatturiero, il trasporto e la logistica, l’autoriparazione e l’impiantistica (interessata dallo sviluppo della domotica) in cui operano, a Reggio Emilia, ben 11.607 imprese artigiane con 32.528 addetti, il 78,6% del totale degli addetti occupati in imprese artigiane”.

Questo dato pone Reggio Emilia all’ottavo posto assoluto in Italia in questa particolare classifica, considerando che nel Paese sono 800.305 imprese artigiane interessate a questa innovazione, con 2.077.433 addetti che rappresentano il 73,6% dell’occupazione dell’artigianato.

 

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