Il parco Pertini offeso e abbandonato
“Se il Partito socialista non esiste più, donatelo a una Onlus”

di Mario Guidetti*

31/8/2016 – Caro direttore, dopo aver letto la “salace” lettera di Pier Luigi Riccò, inerente il Parco Pertini e quello che lui ha chiamato “il mistero della catena e lucchetto”, dopo aver letto le legittime (inopportune?) domande poste alle Istituzioni locali, dopo aver riflettuto sugli scenari noir da lui preconizzati, già mi apprestavo a smentirlo dopo aver visto che “il cancello del Parco oggi, sabato 27 agosto, si presentava chiuso da una catena con lucchetto”.

Parco Pertini: il cancello è aperto

Parco Pertini: il cancello è aperto

Senonchè…la realtà si è dimostrata “uno specchietto per le allodole”. Osservando il lucchetto mi ricordavo di quelli visti a Ponte Milvio. Invece, simile alle “ingannevoli cinture di castità di medioevale memoria che indossavano le mogli infedeli”, il lucchetto c’era/c’è ma….non è chiuso.

I miei interventi potrebbero sembrare stucchevoli od accidiosi. Non è questa la mia intenzione. Ma l’animo è triste.

Quel sito è la memoria storica di tanti socialisti e non. Quel sito è anche mio tramite il contributo che l’allora sezione PSI di via Oslavia (fra gli iscritti anche Mauro Del Bue) diede (500.000 £=lire?) negli anni 80 per la realizzazione del Parco Pertini. Quel sito è la memoria storica delle volontarie e dei volontari del Circolo Pertini. Non mi interessano gli intrecci che stavano dietro alla proprietà del Parco (124? quote della srl, – gestione del Circolo – “controllo? politico” del PSI….)

Parco Pertini: il lucchetto c'è, ma aperto

Parco Pertini: il lucchetto c’è, ma aperto

Un fondatore/volontario/dirigente/attivista, memoria storica ultratrentennale del Parco Pertini, mi ha fornito conti e documenti e “la sua verità” sulle epoche e le traversie che hanno portato all’attuale situazione. Non mi interessa aggiungere a tristezza altra tristezza. Io voglio guardare al futuro.

Mai come in questo momento forte si avverte l’esigenza di un socialismo riformista e prampoliniano che coniughi le aspettative degli ultimi, lo sviluppo sociale con regole di un capitalismo “illuminato”.

Ti guardi intorno e quel socialismo non lo trovi. In verità non trovi neppure il Partito socialista. Non lo trovi in Italia, non lo trovi a Reggio Emilia, dove regna il silenzio (forse in una evoluzione darwiniana sono diventati osservanti della massima di Iacopo Badoer e del suo “Un bel tacer, non fu mai scritto”?).

Guardo al futuro perché “se la mia mente può immaginarlo ed il mio cuore sognarlo, allora posso raggiungerlo”. Ed io il futuro del Parco Pertini, lo vedo in un nobile gesto prampoliniano: “donato ad una Onlus”. Personalmente qualche idea l’avrei. Da questo dono, parta poi un appello alle persone di buona volontà (ci sono, oh sì che ci sono – sono tante, sono l’esercito silente della solidarietà) per rendere il Parco Pertini un luogo di serenità, aggregazione, socializzazione, ristorazione, una corte agricola dove il diritto di tutti all’autonomia ed al lavoro rappresenti un valore inalienabile.

Persone perbene del Consiglio de La Valle srl che incolpevolmente portate un pesante fardello, battete un colpo: in tanti risponderanno, risponderemo

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