Il crollo della scuola antisismica
“E’ il fallimento del cemento armato”

25/8/2016 – La ‘scuola antisismica’ crolla assieme alla storica città di Amatrice e questa “è l’ennesima dimostrazione dell’assoluta inconsistenza delle teorie riferite alle costruzioni antisismiche in cemento armato. Crollato l’edificio che ospitava materne, elementari e medie: il Romolo Capranica, inaugurato nel settembre del 2012 e con l’adeguamento alla vulnerabilità sismica. Invece come già successo in precedenti terremoti in Italia, il cemento armato non offre garanzie assolute come invece sono in grado di fare materiali compatti come il legno, massello o lamellare, ed i pannelli strutturali a telaio o similari realizzati con tale materia prima ecologica ottenendo edifici certificati che possono sopportare terremoti devastanti come quello del Friuli Venezia Giulia del maggio 1976 di magnitudo 6,5 Richter”.

TERREMOTO 7 CARTINA

 

Lo scrive, in una nota, il presidente dell’Associazione “La scuola ecologica”, Claudio Del Medico Fasano, friulano, esperto di statisticità degli edifici e del gas radon. Spiega Fasano che un edificio a telaio in essenza legnosa “non crollerà mai, sbriciolandosi come abbiamo potuto constatare, bensì le pareti ecologiche di ultima generazione sono concepite per “salvare vite umane” unendo tecnologia e dinamica in un mix veramente antisismico di classe A”.

Il CNSA, Comitato Nazionale Salubrità’ dell’Aria, ha recentemente scoperto una tecnica costruttiva “degna di essere adottata nelle prossime ricostruzioni o ristrutturazioni di centri storici in grado di garantire sicurezza e serenità ai cittadini”, fa presente l’esperto. “L’Italia – rileva Fasano – è totalmente sismica si vive di emergenze mentre dovremmo concentrare i nostri sforzi nella prevenzione soprattutto costruendo con tecniche antisismiche evolute ed innovative tralasciando – conclude – i vecchi schemi cementizi oramai risultati fallimentari e pericolosi per la sicurezza oggettiva della popolazione”.

 

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6 risposte a Il crollo della scuola antisismica
“E’ il fallimento del cemento armato”

  1. Fabrizio Codeluppi Rispondi

    26/08/2016 alle 11:05

    Veramente dalle immagini del crollo della scuola, di cemento armato non se ne vede l’ombra…

    • Fausto Poli Rispondi

      26/08/2016 alle 18:09

      Giusto, son tutti li’ a pubblicizzarsi appena capita na disgrazia. Pure a Mirandola i capannoni caddero, semplicemente perche’ non vennero fissati i tetti. Ci sono delle costruzioni di 100 anni fa fatte da contadini avveduti, che senza fondamenta, stanno da 100 anni in piedi. E ne ho visti alcuni. Se facessero le cose secondo norma, e non a rompere con la caldaia iper tecnologica, se costruissero….. ma se andiamo a vedere le case di Reggio, quante cadrebbero ? Le case e i palazi costruiti a norma antisismica non crollano. garantito al limone, altro che legno.

  2. Fausto Poli Rispondi

    26/08/2016 alle 21:06

    Ma caro Claudio del medico, ma non so se ha visto il telegiornale di Rai1 delle 20.00, dove quello della protezione civile faceva vedere la scuola. Senza ferro, una rete per antisisma, 500.000 euro il costo finale. che si son messi in tasca il sindaco e la giunta del Paese. Tutti a piangere, a dire che e’ tragedia, non si e’ colpevoli perche’ la natura e’ piu’ forte ……. parlava il Sindaco di L’Aquila, ma va che c’han delle belle colpe, sti maiali. E adesso si costituiscono aprte civile. Come Fece Vecchi Luca prima del Processo Aemilia. Coda di paglia ?

  3. Luigi Rispondi

    29/08/2016 alle 12:41

    L’intervento sulla scuola: una bella intonacatura , una bella ridipintura, insomma un vestito nuovo su un supporto a rischio. In sostanza era l’intonaco che teneva su tutto, come la altre case del paese. Non demonizziamo il C.A. : se si usa il CA giusto , i ferri giusti del giusto diametro e goffrati, non lisci, e segui le regole antisismiche alla lettera stai pur sicuro che un terremoto la danneggiera’ ma non ti si sbriciola in testa. Il CA fa miracoli, ma deve essere quello giusto e non quello che usano, perche costa pochissimo, ad esempio nei muretti di recinzione, o nelle strade di montagna quello che usano nei muretti di contenimento lato monte. Dopo un po si sbriciola tutto. Il calcestruzzo giusto diventa duro come l’acciaio e dura centinaia di anni.

    • Luigi Rispondi

      29/08/2016 alle 12:59

      Volevo solo aggiungere : il problema sono gli appalti, la disonesta’ di chi vince l’appalto, l’aprofittarsi perche’ nessuno controlla nessuno, a proposito che fine ha fatto il Genio Civile, non fanno i collaudi dovuti, la corruzione , il chiudere un occhio o anche tutti e due, i regali, le amicizie. Una volta conobbi casualmente un asfaltatore di strade, mi disse che ci sono ditte che non si attengono alle regole, usano materiali scadenti, una grattatina superficiale al vecchio asfalto e via col nuovo manto spesso mescolato con vecchi asfalti recuperati qua’ e la’. Poi alla comparsa delle prime cavillature nessuno fa nulla e quindi le cavillature col freddo , col caldo diventano buche e via cosi’. Basterebbe che alla comparsa delle cavillature riempirle con il catrame bollente per quelle sottili, quelle un po piu’ grosse mescolato con ghiaino fine. In europa , dove hanno piu’ cura delle cose pubbliche lo fanno abitualmente, anche in alto adige.

      • Fausto Poli Rispondi

        04/09/2016 alle 18:39

        Complimenti ! Il quadro che ha dipinto e’ il “sistema Italia”.

        Se investissero tutto cio’ che stanziano, avremmo il pil piu’ alto tra i Paesi d’Europa. Ma l’Italia purtroppo ha un pil basato per il 50 % sulla malavita organizzata.

        A me fa piacere che anche altri diano la stessa versione di quello che accade in Italia.

        Quel Errani mi fa’ terribilmente paura, perche’ contiunamente dice di non aver paura che tutto andra’ come promesso.

        Mi dispiace che l’Italia non decolli mai se non solo con ottimi capitani d’Industria.

        Mi dispiace che i bravi manager da Reggio o da altri luoghi Italiani, dirigano imprese estere.

        Sono contento di vivere in Italia solo perche’ godo delle bellezze italiane. Luoghi incantevoli, buon mangiare, belle fiche.

        Per il resto se dovessi gioire dei nostri amministratori, avrei gia’ perso fiducia da un pezzo. Per fortuna nella vita c’e’ anche dell’altro.

        Pero’ ribadisco che ha dipinto un quadro esaustivo, in 3 righe.

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