Il comune di Reggio ha pagato affitto e asilo nido alla famiglia del terrorista Mehdi?

2/8/2016 – Il comune di Reggio Emilia ha contribuito con sussidi al mantenimento in Italia della famiglia del terrorista tunisino Mehdi Ben Nasr, espulso nel 2012 dal nostro Paese dopo aver scontato parzialmente una condanna a sette anni di carcere?

Da diversi giorni questo interrogativo è come sospeso sull’amministrazione comunale reggiana, dopo la presentazione avvenuta il 28 luglio, di un’interrogazione da parte del consigliere della Lega Nord Gian Luca Vinci.  Ma la Giunta Vecchi, in genere sollecita nel replicare e chiarire anche su questioni di gran lunga meno importanti, sinora si è trincerata dietro un silenzio di difficile interpretazione. E’ particolarmente complicata la raccolta delle documentazioni, oppure l’imbarazzo è troppo grande?

Nella sua interrogazione, Vinci è rimasto sul generico, limitandosi a chiedere se “Il Comune di Reggio Emilia ha erogato contributi, o bonus quali ad esempio bonus affitto, a qualsiasi titolo o ha dato agevolazioni di qualsiasi tipo a BEN NASR MEHDI, o alla moglie… od ai figli … e… nel periodo 2006-2016? Se si quando, quali e per quali importi”.

Ma le voci che circolano nei corridoi sono più precise: il Comune di Reggio Emilia avrebbe corrisposto  alla moglie di Mehdi (rimasta in Italia con due figli anche dopo l’espulsione del marito) un sussidio per pagare l’affitto e, più recentemente, il pagamento dell’importo della retta dell’asilo nido per il figlio più piccolo.

E’ vero o no? Non è in discussione la solidarietà umana, bensì una scelta che ha permesso alla famiglia di una persona condannata per terrorismo ed espulsa nel 2012, di continuare a vivere nel nostro Paese.

Mehdi Ben Nasr

Mehdi Ben Nasr

Per questo un chiarimento del Comune non può ulteriormente tardare, a maggior ragione quando i sindaci e i gonfaloni del comuni del Reggiano sfilano contro il terrorismo a Bologna, nell’anniversario della strage della stazione.

Mehdi Ben Nasr è un personaggio di cui ha parlato tuta la stampa internazionale. L’Independent lo ha definito come “uno dei terroristi più pericolosi che abbiano operato in Italia”.

E sempre oggi il consigliere Gianluca Vinci, segretario regionale del Carroccio, ha inviato un’interrogazione al sindaco a proposito del tunisino Ben Nasr Mehdi, considerato un pericoloso terrorista, reclutatore di combattenti diretti verso Damasco e poi in Iraq, nella zone poi finite sotto il controllo dell’Isis. Espulso nel 2012, l’uomo è stato intercettato nell’agosto 2015 mentre cercava di rientrare in Italia con un barcone. Mehdi è stato poi riconsegnato ai servizi di sicurezza di Tunisi. Fu arrestato nel 2007 a Reggio Emilia, e l’anno dopo condannato a sette anni, nell’ambito dell’operazione “Rinascita”, come reclutatore di combattenti che dalla Siria volevano andare a combattere in Iraq sotto le insegne delle falangi del fondamentalismo islamico. Nel 2012 fu espulso dall’Italia, ma nell’agosto dell’anno scorso è stato bloccato mentre tentava di rientrare in Italia con un barcone attraverso il canale di Sicilia e riconsegnato alle autorità di Tunisi. Nel frattempo la moglie e il figlio maggiore hanno continuato a vivere a Reggio Emilia, e nel luglio scorso – appena un mese prima del tentativo di rientro clandestino- al Santa Maria Nuoiva di Reggio è nata la secondogenita di Mehdi. Non è chiaro se il terrorista fosse rientrato clandestinamente a Reggio. Certamente il fatto che la sua famiglia abbia continuato a viverci, e a costituire una “base” almeno per lui, grazie – a quanto si dice – all’assistenza del comune di Reggio – è un fatto di indiscutibile gravità.

Una risposta dettagliata, come detto, non può tardare. Così come va chiarito se la famiglia di Mehdi è ancora residente a Reggio (lo era certamente sino a poco tempo fa) e dove, visto che la pratica di residenza risulterebbe da un paio d’anni “in sospeso” da parte dei servizi anagrafici.

(p.l.g.)

 

 

 

 

 

 

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