I primi cerchi megalitici della Gran Bretagna, orientati verso il sole e la luna, hanno almeno 5 mila anni

19/8/2016 – I primi monumenti in piedi in pietra della Gran Bretagna, prima ancora della celebre Stonehenge, sono stati costruiti 5.000 anni fa, in linea con i movimenti del Sole e della Luna.

Uno studio, riportato nel  sito dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) dimostra per la prima volta un’ ipotesi antica, però mai suffragata sino ad oggi. Coordinata da Gail Higginbottom, dell’università australiana di Adelaide, e pubblicato sul Journal of Archaeological Science, la ricerca  dimostra in modo statistico i complessi allineamenti astronomici nella disposizione delle pietre in due dei più antichi siti megalitici britannici: Callanish e Stenness, entrambi in Scozia .

“Nessuno finora aveva determinato statisticamente che un cerchio di pietre fosse stato costruito sulla base di fenomeni astronomici. Erano solo supposizioni”, ha osservato Higginbottom. Entrambi i siti britannici precedono la costruzione del più celebre Stonehenge.

Complesso megalitico in Scozia (ph. Douglas Scott, dal sito dell'Asi)

Complesso megalitico in Scozia (ph. Douglas Scott, dal sito dell’Asi)

 

La disposizione delle pietre segue i movimenti ciclici del Sole e della Luna, ma emergono anche allineamenti più complessi e gli stessi schemi si ritrovano in moltissimi monumenti successivi. “E’ la prova che gli antichi Bretoni – ha aggiunto il ricercatore – collegarono la Terra al cielo con le loro prime pietre verticali e che questa pratica continuò nello stesso modo per 2.000 anni”.

Siti megalitici come quelli di Callanish e Stenness vennero eretti a decine e la ricerca dimostra che la disposizione delle pietre ha subito nel tempo dei cambiamenti, in relazione al paesaggio in cui il monumento era inserito.

“Chi ha costruito quei monumenti scelse di erigere queste grandi pietre in modo molto preciso – ha detto ancora Higginbottom – in relazione al paesaggio e alle conoscenze astronomiche che avevano, e per farlo investì un’enorme quantità di energie e di studi. Questo ci racconta il forte legame che avevano con l’ambiente che li circondava e quanto dovesse essere importante per loro, per la loro cultura e per il tramandarsi nel tempo delle loro conoscenze”.

Esaminando i più antichi e grandi cerchi di pietra costruiti in Scozia (Callanish, sull’isola di Lewis, e Stenness, sull’Isola di Orkney, che anticipano l’insediamento dei menhir di Stonehenge di circa 500 anni), i ricercatori hanno trovato una grande concentrazione di allineamenti verso il Sole e la Luna in diversi momenti dei loro cicli. E 2000 anni dopo in Scozia, monumenti molto più semplici sembravano essere ancora in fase di costruzione, con almeno uno degli stessi allineamenti astronomici trovati ai grandi cerchi.

Le pietre, tuttavia, non sono solo collegate con il Sole e la Luna. I ricercatori hanno scoperto una complessa relazione tra l’allineamento delle pietre, il paesaggio circostante, l’orizzonte ed i movimenti del Sole e della Luna attraverso quel paesaggio.

“Questa ricerca è finalmente la prova che gli antichi Britanni hanno collegato la Terra al cielo con le loro prime pietre erette e che questa pratica ha continuato nello stesso modo per circa 2000 anni”, spiega Higginbottom. “Quelle popolazioni scelsero di erigere queste grandi pietre in modo molto preciso nel paesaggio e in relazione alle loro conoscenze astronomiche. Hanno investito un’enorme quantità di  lavoro per farlo. Ci dice circa il forte legame con il loro ambiente e quanto importante deve essere stato per loro, per la loro cultura e per la sopravvivenza della loro cultura”.

La farfalla di luce del Monte Caprione: monumento megalitico a San Lorenzo di Lerici, che segna il tramonto del solstizio d'estste con la formazione su un menhir di un simbolo che richiama la costellazione di Orione (ph. Paolo Ghiggini)

La farfalla di luce del Monte Caprione: monumento megalitico a San Lorenzo di Lerici, che segna il tramonto del solstizio d’estste con la formazione su un menhir di un simbolo che richiama la costellazione di Orione (ph. Paolo Ghiggini)

 

La ricerca apre nuovi orizzonti anche per il megalitismo nella nostra penisola, ricchissimo di reperti ma per lo più misconosciuto per ragioni culturali e di scuole archeologiche: ad esempio, la datazione della “farfalla di luce”, il famoso quadrilite di San Lorenzo di Lerici che segna il tramonto del solstizio d’estate, potrebbe essere spostata indietro di parecchi millenni.

 

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Una risposta a 1

  1. giuseppe Rispondi

    20/08/2016 alle 09:35

    Ciò significa che da sempre l’uomo ha ritenuto l’ Universo un tuttuno collegato e regolato da leggi matematiche che mantengono in equilibrio il sistema, per evitare il caos. Da qui la necessità di attivare strumenti, ai quali forse appartengono queste realizzazioni, che aiutassero l’interpretazione di queste leggi.

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