I conti Iren hanno un problema in più: la svalutazione del “bombolone” Olt di Livorno
Niente da dire, azionista Vecchi?

11/8/2016 – Come se non bastasse un indebitamento complessivo che naviga oltre le colonne d’Ercole dei 3 miliardi di euro (ovvero 3.000.000.000 euro, una cifra impegnativa solo a guardarla) per i conti del gruppo Iren si profila un nuovo problema, non da poco: riguarda il rigassificatore Olt ancorato al largo di Livorno.
Il quotidiano finanziario MF MilanoFinanza  scrive che la semestrale del colosso tedesco E.On segna un rosso di 3 miliardi e che “il risultato fortemente negativo è dovuto agli accantonamenti e alle svalutazioni sulle centrali elettriche e sugli impianti di stoccaggio del gas della controllata Uniper“.
Le svalutazioni dei cespiti, che pesano complessivamente per 3,8 miliardi di euro, riguardano anche il rigassificatore Olt.
Il rigassificatore Olt al largo di Livorno

Il rigassificatore Olt al largo di Livorno

La Uniper è azionista di OLT Offshore Toscana assieme a Iren. Il “bombolone” davanti al mare di Cecina – impianto che riporta alla forma gassosa il metano liquefatto arrivato via nave –  è finanziato per cassa dal socio Iren per 433 milioni di euro pari ad una partecipazione del 49,07%, mentre  Uniper detiene per conto di E.On con una quota del 48,24%.
Non è specificato a quanto ammontino le svalutazioni operate da Uniper a carico dell’impianto in condominio con Iren.
E’ tuttavia legittimo chiedersi quale impatto avrà la decisione del socio tedesco sui conti della multiutiliy Torino-Genova-Reggio Emilia. Nel bilancio 2015 l’ammontare del credito finanziario vantato da Iren verso la società non consolidata OLT ammontava a 439 milioni di euro: un credito dal punto di vista contabile, e non un debito, propri  perché la società non è consolidata all’interno del gruppo.
In genere si procede alle svalutazioni quando il reddito attuale e  prevedibile dell’asset risulta inferiore a quello preventivato, provocando di conseguenza una riduzione del valore dell’asset stesso. Nel caso di Iren si tratta di capire a quanto ammonta la parte di credito finanziario che non verrà recuperata a causa dell’incapacità del “bombolone” OLT  di produrre i ricavi attesi.
A questo punto è possibile pensare che Iren mantenga la valutazione attuale di OLT, mentre l’altro socio l’ha svalutata? Secondo gli esperti non sarebbe possibile:  la mancata svalutazione da parte di Iren, che condivide la stessa esposizione e lo stesso mercato di E.ON, sarebbe un azzardo contestabile perchè non possono coesistere  due dinamiche opposte dello stesso asset nelle medesime condizioni di mercato.
Si tratta di vedere di quanto dovrà essere la svalutazione in capo a Iren, a quanto ammonteranno le perdite sul credito Olt e di conseguenza se si potrà parlare ancora, per il 2016 di dividendi di Iren.
Legittimo, comunque, chiedere quale sia l’opinione in proposito del sindaco Luca Vecchi, coordinatore del patto di sindacato Iren, che anche di recente ha usato toni trionfali per commentare la semestrale di Iren senza preoccuparsi troppo dei tre miliardi di debiti e soprattutto del fatto che, prima ancora che azionista di Iren, in quanto sindaco dovrebbe rappresentare i cittadini che pagano bollette molto salate.
(p.l.g.)
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