Gruppo Aqua, accordo per 37 licenziamenti

3/8/2016 – Un accordo per 37 licenziamenti e la chiusura di uno stabilimento in provincia di Bergamo è stato sottoscritto il 2 agosto al ministero del Lavoro tra il gruppo AQUA SPA, azienda attiva nello stampaggio della componentistica per il trattamento acqua, con sede in San Martino in Rio (altre tre sedi sono dislocate in provincia di Rieti, Mantova e Bergamo) e i sindacati.

Il 21 giugno scorso l’a.d. Claudio Ferrari, ex sindaco di Correggio,  aveva attivato una procedura unilaterale di mobilità dichiarando un esubero complessivo di 45 dipendenti su circa 130, di cui 92 attivi nella sede principale di San Martino in Rio: un territorio già colpito drammaticamente dalla liquidazione e dalla chiusura dello stabilimento Open.Co (ex cooperativa Cormo).

L'insegna del gruppo Aqua

L’insegna del gruppo Aqua

I motivi dell’attivazione della procedura, che è arrivata inaspettatamente e come una “doccia fredda” sia per le maestranze sia per il sindacato – dichiara la Filctem CGIL di Reggio Emilia – si spiegano con la drammatica situazione economico-finanziaria che l’Azienda ha quantificato in una perdita di oltre 10 milioni di euro. Da qui nella necessità di una riduzione complessiva dei costi delle varie strutture aziendali da portare avanti tramite un piano industriale a lungo periodo che prevederà, tra le altre iniziative, anche la cessazione dello stabilimento di Gandino (Bergamo) legato al settore sport”.

Gruppo Aqua, la sede di San Martino in Rio

Gruppo Aqua, la sede di San Martino in Rio

Dopo diversi incontri tra le parti il 2 Agosto, al ministero a Roma  “si è condiviso e sottoscritto un percorso che prevede la riduzione degli esuberi a massimo 37 unità, l’attivazione dal 5 settembre prossimo della cassa integrazione straordinaria per crisi per 12 mesi e l’ uscita volontaria ed incentivata, tramite procedura di mobilità, per i dipendenti durante tutta la durata dell’ammortizzatore”.

Le preoccupazioni circa le prospettive industriali dell’Azienda rimangono forti e pesanti – conclude la Filctem – e pertanto ci sarà l’impegno delle parti ad incontrarsi per monitorare la situazione. In ogni caso riteniamo che gli accordi siglati siano una prima soluzione di tutela massima dell’occupazione”.

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