Global Service, Sonia Masini intervenne direttamente per assegnare l’appalto
Le motivazioni della sentenza di assoluzione di Pagliani

1/8/2016 – Le critiche mosse da Giuseppe Pagliani all’appalto del Global Service della Provincia di Reggio Emilia (un business quinquennale da 14 milioni assegnato nel 2011 alla cordata Gesta-Manutencoop-Koinos, l’unica ad aver presentato un’offerta dopo che gli altri concorrenti erano stati costretti a rinunciare) erano corrette, veritiere e si collocavano “in una situazione di polemica politica tipica di chi svolge il ruolo di opposizione che, quale forza propulsiva, opera come stimolo all’agire corretto e responsabile, controllando la maggioranza”.

Lo ha scritto il Giudice di Reggio Emilia Angela Baraldi nella sentenza con cui ha dichiarato il non luogo a procedere perchè il fatto non costituisce reato nella querela per diffamazione presentata dall’ex presidente della Provincia Sonia Masini, del Pd, contro il capogruppo dell’opposizione Giuseppe Pagliani, di Forza Italia per un’intervista apparsa nell’ottobre 2011 all’indomani dell’articolo, scritto sul Giornale di Reggio, in  cui il giornalista Pierluigi Ghiggini denunciò gli aspetti torbidi del mega appalto e le disparità di trattamento tra le imprese interessate a concorrere, oltre al fatto che il consorzio Koinos – della cordata vincitrice – faceva capo alla Cna provinciale il cui direttore generale era, come è,  il marito della presidente Masini.

Sonia Masini dopo la lettura della sentenza di assoluzione di Pagliani

Sonia Masini dopo la lettura della sentenza di assoluzione di Pagliani

La sentenza, non appellata né dalla Masini né dal Procuratore Grandinetti (il quale era intervenuto pesantemente nel dibattimento, smentendo all’ultimo momento la pm Isabella Chiesi che aveva chiesto l’assoluzione, e invece chiedendo il rinvio a giudizio dell’esponente azzurro) appare come una vittoria su tutti i fronti per Giuseppe Pagliani e una sconfitta cocente per la Masini, in un vicenda fra le più politicamente scandalose di questi anni a Reggio Emilia in cui la contiguità politico affaristica, e persino i legami famigliari, tra i vertici della Provincia e cordata coop-Cna aggiudicataria del Global Service, era  apparsa evidente sin dalle prime battute.

Sono diversi gli aspetti presi in considerazione in sette pagine di motivazioni, e che meritano di essere approfonditi. Fra questi, le critiche messe per iscritto dal consulente tecnico della Procura al comportamento della Provincia, che rifiutò – contro il parere della dirigenza – di prorogare i termini della gara d’appalto. Ma soprattutto il fatto che la presidente Masini partecipò direttamente alle decisioni sulla gara d’appalto.

IL GIUDICE: LA PRESIDENTE DELLA PROVINCIA COINVOLTA DIRETTAMENTE NELL’ASSEGNAZIONE DELL’APPALTO

Scrive in proposito il giudice Angela Baraldi: “Quanto all’attribuibilità ai tecnici degli atti amministrativi concernenti l’appalto anziché al Presidente della Provincia, si deve osservare come all’esterno l’operato dell’ente si identifichi con quello del suo Presidente e viceversa, posto l’inscindibile legame tra le scelte politiche e attività amministrativa che della prima queste ultime costituiscono estrinsecazione.

Non si può infatti fare a meno di notare che, a fronte di un appalto, di così rilevante valore, l’autorità politica non può rimanere estranea alle decisioni; che la Giunta, e quindi il suo Presidente, approvando il progetto definitivo per l’appalto Global Service e incaricando il dirigente competente di approvare il Progetto Esecutivo dell’intervento, non ha accolto la richiesta di proroga del contratto già in essere per 9 mesi avanzata dallo Stesso Dirigente; ciò a conferma del diretto coinvolgimento del Presidente della provincia nella decisione di procedere all’appalto con le modalità indicate nel provvedimento di approvazione; che infine la Giunta, e quindi il suo Presidente, ha deciso di sottoporre al giudizio di legale la questione relativa alla prorogabilità dei termini”. Tutti elementi – si legge nella sentenza – “da cui si ricava il coinvolgimento della Presidente della Provincia”.

Insomma, l’ex presidente Masini non potrà più affermare che le decisioni furono prese dagli apparati, come da lei  sostenuto, visibilmente seccata, anche subito dopo l’assoluzione di Pagliani alla fine di maggio.  

Giuseppe Pagliani subito dopo l'assoluzione nel processo Global Service

Giuseppe Pagliani subito dopo l’assoluzione nel processo Global Service

 “Le motivazioni della mia assoluzione relativa alla querela per diffamazione
inerenti al Global Service – ha dichiarato in proposito Pagliani – riconoscono come giustificate e legittime le mie forti critiche politiche e costituiscono comunque la mia più grande vittoria politica.
Rilevo con immensa soddisfazione la mia  completa correttezza nel criticare
l’aggiudicazione dell’appalto di Global Service da oltre 14 milioni di Euro;
la Sentenza che determina il non luogo a procedere riconosce in pieno come
gli elementi di critica fossero fondati e plurimi: la decisione della Giunta
Masini di non prorogare il contratto in essere nonostante il consiglio in
quei termini del dirigente Bussei; la decisione di non concedere la proroga
per la presentazione delle offerte nonostante le lamentele aventi ad oggetto
l’inadeguatezza della documentazione messa a disposizione dall’ente; la
mancata presentazione di offerte da parte di imprese inizialmente
interessate; il fatto che ad un appalto appetibile abbia partecipato solo
una Ati il cui capogruppo è lo stesso che si era aggiudicato l’appalto in
precedenza”.

“Viene soffocato così – aggiunge il capogruppo azzurro –  il tentativo maldestro e scomposto della ex Presidente della Provincia di limitare un avversario politico decennale, mediante una querela.
Chi ha agito con arroganza e scorrettezza nei confronti dei competitori
amministrativi è stata  esclusa da qualsiasi incarico o ruolo politico dal
Pd stesso, a dimostrazione del fatto che questi metodi tagliano le gambe di
coloro che li utilizzano”.

LE PROCURE DALLA PARTE DELLA MASINI

A ciò va aggiunta una nota non piacevole, ma che fa pensare. La campagna di critiche al Global Service – nata , come detto, dall’inchiesta del Giornale di Reggio – hanno costituito incredibilmente uno degli atti d’accusa della Dda contro Pagliani nell’inchiesta Aemilia. Aver toccato la Masini, a Pagliani è costata un’ingiusta detenzione di 22 giorni e un massacro mediatico senza precedenti sui media locali e nazionali. Di questa enormità – il diritto di fare l’opposizione trasformato, dalla Dda, in condizionamento mafioso – ha fatto giustizia il Gup che ha mandato completamente assolto Giuseppe Pagliani.

Il procuratore capo di Reggio Emilia Giorgio Grandinetti

Il procuratore capo di Reggio Emilia Giorgio Grandinetti

E dopo questo, sempre a favore della Masini è intervenuto il procuratore Grandinetti, che pur di chiedere il rinvio a giudizio di Pagliani, nel processo per diffamazione intentato dalla ex presidente, è arrivato a smentire in aula la pm Chiesi che aveva chiesto l’assoluzione. Ma l’inspiegabile colpo d’ala del Procuratore a favore della Masini si è risolto con la piena assoluzione di Pagliani.  E’ il caso di dire che c’è un giudice anche a Reggio Emilia.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *