Effetti collaterali del Park Vittoria
Allarme dei naturalisti per le sofore monumentali dei giardini, che stanno tirando le cuoia

 1/8/2016 – I naturalisti Ugo Pellini e Gioacchino Pedrazzoli, autorevoli membri della Consulta Verde di Reggio Emilia, lanciano un nuovo allarme sulla sopravvivenza delle sofore monumentali del Parco del Popolo, ridotte a mal partito dai lavori del Park Vittoria. Col documento che pubblichiamo di seguito, chiedono  un intervento immediato e di individuare le responsabilità.

“In piena attività vegetativa buona parte dei rami di una delle secolari Sofore del Giappone di Piazza della Vittoria  è completamente priva di foglie; l’albero è quello più limitrofo a via Allegri presenta anche una evidente lesione molto estesa, nonché altre foglie ingiallite precocemente – scrivono Pellini e Pedrazzoli – Non a caso è proprio nelle vicinanze di dove è stata realizzata la rampa di ingresso del contestato Parcheggio sotterraneo”.

Una delle sofore del Giappone a ridosso al Park Vittoria, visibilmente spelacchiata

Una delle sofore del Giappone a ridosso al Park Vittoria, visibilmente spelacchiata

 Al momento degli inizi dei lavori “avevamo espresso la nostra preoccupazione per lo stato di salute degli alberi troppo vicini agli scavi. Nella riunione della Consulta verde avevamo richiesto ed ottenuto che fosse nominato un esperto che vigilasse sul rispetto del verde dei Giardini pubblici. Abbiamo segnalato, a fine maggio, la condizione di questo albero e anche degli altri che non se la passano certo bene all’Assessore al verde del Comune Mirko Tutino che ha promesso che, insieme ai tecnici, si sarebbe fatto carico di verificare la situazione”

“Crediamo sia giunto il momento di intervenire e se ci sono delle responsabilità agire di conseguenza -aggiungono -Abbiamo ricordato più volte che questo filare di Sofore del Giappone compaiono nelle foto dei Giardini pubblici nei primi anni del Novecento, che hanno rischiato di essere abbattute nell’aprile del 1945, perché in città mancava la legna per cuocere il pane nei forni, e si sono salvate proprio grazie alla Liberazione. Hanno subito danni negli anni Ottanta, ma sono ancora una volta sopravvissute a discutibili interventi di dendrochirurgia”.

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Non vorremmo – concludono Pellini e Pedrazzoli – che gli “ultimi” lavori per la realizzazione del Park Vittoria si dimostrassero determinanti per la scomparsa di questo importante patrimonio storico verde della città. “Non è accettabile neppure che questi alberi siano considerati come gli “effetti collaterali nelle guerre” dove innocenti subiscono le conseguenze devastanti dei bombardamenti o, sempre per rimanere in tema, ” vittime di tragici errori su cui si farà piena luce”.

 

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