Disastro Mps: chi paga il conto e chi, invece, non pagherà mai

di Dario Caselli

2/8/2016 – Monte Paschi è la più antica e la peggiore banca d’Europa dopo gli stress test della Bce, c’era di che tremare, ma la Bce ha dato il via al piano di salvataggio e allora, viva Mps!

Respirano tutti, il governo che sarebbe saltato per aria, i proprietari dei 5 miliardi di obbligazioni subordinate, concentrati in Toscana e Veneto e già reduci dagli tsunami Etruria, Vicenza e Veneto Banca, il sistema bancario italiano che se la cava con poco ed evita un incontrollabile effetto contagio.

Sappiamo chi pagherà: il fondo Atlante finanziato da banche, Fondazioni e Casse previdenziali dei professionisti, con i soliti 500 milioni di euro della Cassa Depositi. Atlante dovrà acquistare 10,2 mld di crediti netti ad un valore del 33%, una cifra alta per quei crediti, ma a meno non si poteva e tutti sono stati invitati” spintaneamente” a sottoscrivere.

Auguri di buon rientro, in particolare alle Casse pensionistiche. Intervento anche giuridicamente dubbio, visto che sono di fatto considerate pubbliche , quindi sarebbero aiuti di Stato, ma tranquilli, nessuno solleverà il problema, al massimo pagheranno i liberi, si fa per dire, professionisti.

Poi un aumento di capitale fino a 5 miliardi, una colossale emissione di carta, visto che il valore attuale della Banca è di 800 milioni, garantito da Mediobanca e JP Morgan, la banca di cui è consulente Blair, amico di Renzi, che ha sostituito UBS, notizia positiva, l’utile semestrale della Banca è di 302 milioni.

Chi ha già pagato: in primo luogo la Fondazione Mps, l’unica dove gli Enti Locali avevano la maggioranza assoluta, aveva un patrimonio di circa 6 miliardi di euro e oltre il 51% della Banca, oggi ha un capitale di 500 milioni e 1,5% dell’Istituto. Hanno pagato gli azionisti, dal 2011 ad oggi Mps ha bruciato 10 miliardi di aumenti di capitale, cifre che rendono bruscolini le perdite di Etruria e delle venete.

Chi non pagherà mai: gli esponenti del PD che hanno portato la banca allo sfascio, gli “sponsor” delle operazioni di acquisto strapagate, Agricola Mantovana, Banca del Salento, Antonveneta, tutti ancora all’onor del mondo e del partito. Non pagheranno neppure i controllori che hanno autorizzato siffatte operazioni, in particolare le ultime due e le operazioni in derivati servite per tenere in piedi, si fa per dire, i bilanci. Avremo altre banche in difficoltà, altri salvataggi, ma con questo abbiamo salvato anche il Pd e il Governo. Può essere una cosa anche positiva, basta saperlo.

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