Coopselios, manager sotto le stelle: riunione del cda sulla Pietra di Bismantova
Esperienza senza precedenti di team building

9/8/2016 – Un consiglio di amministrazione sotto le stelle. Oggi i consiglieri di Coopselios sono saliti in cima alla Pietra di Bismantova, in testa il nuovo presidente Giovanni Calabrese (che all’ultima assemblea ha sostituito Guido Saccardi) e il direttore Raul Cavalli per una esperienza unica di team building, volta a rafforzare i rapporti e il dialogo tra manager e amministratori, in uno dei luoghi più suggestivi della storia e del paesaggio italiano. La notte prescelta è particolare: la vigilia di San Lorenzo, in cui è già possibile ammirare le stelle cadenti. Ma se sono fortunati, i dirigente i Coopselios potranno fare un incontro ravvicinato con le “sfere di luce”, fenomeni luminosi anomali per la quale la Pietra di Bismantova, dopo le ricerche condotte da Nicola Tosi, è diventata famosa tra gli esperti di tutto il mondo.

LA Pietra di Bismantova al tramonto

LA Pietra di Bismantova al tramonto

La notte sarà trascorsa al campo, con rigorosa separazione tra uomini e donne: i maschi in tenda, le donne nelle austere stanze dell’eremo.

Coopselios, che quest’anno festeggia il trentennale,  è un’azienda targata Legacoop che all’approvazione dell’ultimo bilancio contava più di 3 mila 95 dipendenti, di cui il 65,7% soci, con un fatturato superiore ai 118 milioni di euro e un patrimonio netto consolidato di oltre 30 milioni.  Coopselios offre ogni giorno in Italia servizi a 7 mila persone tra anziani, disabili, infanzia e minori.

Fra le iniziative più rilevanti, la partnership con la FDF (Family Development Foundation) di Abu Dhabi, per la progettazione di un sistema educativo pre-scolare, attraverso il metodo educativo Learning by Languages di proprietà della cooperativa.

Coopselios, un'immagine della festa del trentennale

Coopselios, un’immagine della festa del trentennale

 

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7 risposte a Coopselios, manager sotto le stelle: riunione del cda sulla Pietra di Bismantova
Esperienza senza precedenti di team building

  1. Stefania Rispondi

    10/08/2016 alle 18:31

    Ottima iniziativa del nuovo cda di Coopselios, che di ottime iniziative ritengo sia molto esperta. Ritrovarsi tra persone che non si conoscono o si conoscono poco e condividere momenti faticosi, come la scalata sulla Pietra ed emozionanti come il paesaggio stellato sopra la loro testa, non può che aver data un positivo inizio al lavoro che assieme dovranno svolgere. Questi momenti rimaranno sempre impressi sia nella loro mente, sia e soprattutto nel loro cuore. Buon lavoro e un affettuoso abbraccio ad ognuno di voi.

    • Fausto Poli Rispondi

      17/08/2016 alle 14:19

      Voler estremizzare le leggi del marketing, facendosi trovare sul monte per dare piu’ risalto alla cooperatva ? Mi sembra alquando ridicolo tutto cio’. Non siete mica agenti pubblicitari. Fate piuttosto bene il Vs. alvoro.

  2. giuseppe Rispondi

    11/08/2016 alle 14:46

    Spero che qualche amministratore o manager di Coopelios non abbia problemi di cuore!

    • Pierluigi Rispondi

      11/08/2016 alle 14:48

      Io avrei fatto dormire uomini e donne tutti insieme!

  3. giuseppe Rispondi

    12/08/2016 alle 16:26

    Ovviamente sotto una tenda canadese in un grande sacco a pelo. Ormai però, caro Pierluigi, il bigottismo sta prendendo piede ovunque ed il sesso ha solo la funzione per far figli, altrimenti è tabù. Non a caso l’incontro avviene presso un convento.

  4. Barbara Rispondi

    17/08/2016 alle 16:07

    Deve essere stata una grandiosa esperienza,
    continuiamo così.

    • Fausto Poli Rispondi

      18/08/2016 alle 12:50

      Credo che un’esperienza del genere non faccia altro che inorgoglire una cooperativa che svolge in maneira ineccepibile i propri servizi di assistenza. Si tratta di strutture indispensabili per la collettivita’. Guai se mancassero, anche perche’ sono ormai insostituibili per il tessuto sociale nazionale. Le cooperative di assistenza nate qui a Reggio Emilia sono di un valore eccezzionale. Sembra quasi che Reggio Emilia abbia trovato la fonte dell’altruismo in zona Via Ghandy. Ed e’ una bella scoperta. Ricordo le migliaia di operatori/ici che svolgono quasi in maniera religiosa queste attivita’ rivolte all’assistenza. Vorrei reagalare ad ogniuno di loro un piccolo rosario. E poi tutte le ore di straordinario che fanno, e che rifiutano la paga. Una missione.

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