Bper, exploit in Borsa dopo la semestrale: +13,37%
Il mercato premia la solidità più degli utili

5/8/2016 – La solidità patrimoniale costituisce in questo momento l’elemento chiave per la valutazione dei conti semestrali delle banche quotate in Borsa: l’elemento, più ancora della redditività nel breve termine, al quale prestano maggiore attenzione analisti e operatori. E’ la ragione per cui oggi il titolo Bper (Banca Popolare Emilia-Romagna) è di gran lunga il migliore della odierna giornata borsistica. Piazza Affari sta premiando con uno smagliante +12,32% (alle 14, quando erano già passati di mano 8 milioni 317 mila 174 titoli) la semestrale dell’istituto modenese-reggiano approvata ieri dal cda.

Alessandro Vandelli, a.d. Bper

Alessandro Vandelli, a.d. Bper

Ciò si spiega col fatto che nel bilancio consolidato di Bper  al 30 giugno 2016 si evidenziano, per la prima volta, gli effetti dell’utilizzo dei modelli interni per la misurazione del rischio di credito, a seguito della loro validazione, prima in Italia sotto il Single Supervisory Mechanism, il 24 giugno scorso, da parte della BCE.
La conseguenza è che l’indice di solidità  CET1 ratio Phased in è pari a 14,49% (14,13% Fully Phased) , e ciò pone  il Gruppo BPER ai vertici dei gruppi bancari italiani per indici di solidità patrimoniale.
“Gli stress test condotti dalla BCE – sottolinea la banca –  hanno confermato la resilienza del Gruppo a scenari macroeconomici particolarmente penalizzanti, stante un impatto sul CET1 ratio nello scenario avverso al 2018 in linea con il valore medio registrato dalle europee partecipanti allo stress test EBA”. Ee si tiene conto della validazione dei modelli interni “il CET1 ratio di Gruppo, nello scenario avverso al 2018, si posiziona tra i livelli più elevati del sistema bancario, sia in Italia che in Europa”.

L’utile netto complessivo del periodo si attesta a 65,1 milioni, in calo rispetto agli 81,0 milioni dello stesso periodo dello scorso anno e comprende un utile di periodo di pertinenza di terzi pari a 0,4 milioni ( 7,8 milioni al 30 giugno 2015). L’utile netto di pertinenza della Capogruppo risulta pertanto pari a 64,7 milioni (73,2 milioni al 30 giugno 2015) “realizzato in un contesto di mercato e di tassi particolarmente sfavorevole e influenzato  sia da proventi straordinari sia dal contributo 2016 al Single Resolution Fund”
La redditività operativa risulta “in limitata contrazione del 2,6%”, mentre gli impieghi netti sono  in incremento dello 0,7% dalla fine del 2015, a conferma della ripresa dell’attività di finanziamento alla clientela.
I crediti deteriorati netti sostanzialmente stabili sia rispetto al trimestre precedente sia alla fine del 2015 e in riduzione del 2,2% anno su anno.
Il leverage ratio Basilea 3 Phased in risulta pari al 7,0% (6,9% Fully Phased) tra i migliori del sistema bancario.

“Il semestre appena concluso rappresenta una tappa fondamentale per il futuro del Gruppo perché, per la prima volta, dopo diversi anni d’intenso lavoro – ha dichiarato l’amministratore delegato di Bper Alessandro Vandelli –  possiamo utilizzare i nostri modelli interni ai fini della misurazione dei requisiti patrimoniali relativi ai rischi di credito (“AIRB”), in conseguenza della validazione ricevuta dalla Banca Centrale Europea.

Il Gruppo BPER esprime ora uno dei più elevati livelli di solidità patrimoniale del sistema in Italia ed in Europa con un CET1 ratio Phased in pari al 14,49%. L’eccedenza di capitale rispetto al requisito minimo indicato dalla BCE (“SREP” al 9,25%) è estremamente elevata, pari a 524 bps, e ci permette di guardare al futuro con assoluta serenità e da una posizione di forza ancora maggiore.  In aggiunta alla validazione, vale la pena ricordare almeno altri due eventi non meno importanti che rafforzano il quadro assai positivo appena delineato”, ha precisato l’a.d.

“Innanzitutto, all’inizio del mese di luglio, abbiamo perfezionato la cessione di un portafoglio di sofferenze per un importo di circa 450 milioni di euro cui seguirà un’altra importante operazione di vendita entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di alienare il 10% circa dello stock lordo di sofferenze nel 2016.

Inoltre  il risultato dello stress test 2016 eseguito da BCE a fine Luglio, tenendo conto dei benefici derivanti dalla validazione dei modelli interni, proietta il CET1 ratio di Gruppo, nello scenario avverso al 2018, tra i livelli più elevati del sistema bancario sia italiano sia europeo”.

Sul fronte interno, Vandelli ha sottolineato “la razionalizzazione della rete distributiva in Sardegna a seguito del trasferimento al Banco di Sardegna delle filiali della Banca di Sassari, con la trasformazione di quest’ultima nella società di Consumer finance del Gruppo. Tale processo di semplificazione ha consentito la chiusura di ulteriori 40 filiali nel trimestre per un totale di 98 filiali dall’inizio del 2015. In sintesi, si può affermare che alla fine di questo intenso periodo di lavoro, reso complesso dalle elevate tensioni sui mercati finanziari, i nostri clienti, soci e dipendenti possono fare affidamento su un Gruppo tra i migliori del nostro paese, in grado di esprimere i massimi livelli di solidità patrimoniale, liquidità, leverage e presidio del credito, oltre che una soddisfacente redditività”.

LA RACCOLTA E I CREDITI

La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie valutate al fair value) si attesta a 45,7 miliardi di euro, in calo del 3,4% rispetto alla fine del 2015 in applicazione di una precisa strategia di Asset & Liabilities Management volta ridurre il costo della raccolta mantenendo un profilo di duration equilibrato tra le poste dell’attivo e del passivo; tra le diverse componenti della raccolta, si registra un incremento della raccolta a vista (conti correnti e depositi liberi) dello 0,7% rispetto a fine 2015, mentre risultano in calo la componente obbligazionaria, prevalentemente retail, per  1,1 miliardi (-14,7% da fine 2015), i depositi vincolati per 0,3 miliardi (-14,3%) e i certificati di deposito per 0,5 miliardi di euro. La raccolta diretta è costituita in prevalenza da conti correnti e depositi liberi e vincolati a breve scadenza (68,5%) e obbligazioni (14,4%) di cui il 59% sottoscritte dalla clientela retail.
La raccolta indiretta da clientela, valorizzata ai prezzi di mercato, è pari a 31,7 miliardi, in aumento del 4,3% da inizio anno. In particolare, la raccolta gestita risulta in aumento dell’1,3% da fine 2015 in presenza di una raccolta netta del semestre positiva per circa €0,3 miliardi. La raccolta amministrata registra, nello stesso periodo, un aumento del 7,1%, principalmente per effetto di raccolta istituzionale. Il portafoglio premi assicurativi riferibile al ramo vita, non compreso nella raccolta indiretta, ammonta a  4,2 miliardi, evidenziando una notevole crescita da inizio anno (+12,7%).
I crediti verso la clientela, al netto delle rettifiche di valore, sono pari a 44 miliardi di euro evidenziando un aumento pari allo 0,7% rispetto a fine 2015 a conferma del trend di ripresa dell’attività di finanziamento con la clientela già cominciato negli ultimi trimestri, con l’evidenza del buon andamento del comparto mutui (+0,8%).

Da segnalare la performance sul fronte dei  mutui residenziali, che  registrano una crescita degli importi delle nuove erogazioni del 23,4% rispetto al primo semestre 2015.

 

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