Bordelli cinesi: le più giovani ai connazionali, le “mature” agli italiani
La polizia chiude il centro massaggi n° 17

30/8/2016 – La polizia continua nell’opera di contrasto allo sfruttamento della prostituzione. Nella giornata di ieri gli agenti della Squadra Mobile, dopo lunghi appostamenti, hanno chiuso e sequestrato il centro massaggi Sangrilà di via Papa Giovanni 1/a a Reggio Emilia, titolare una cinese del 1970.

Nel centro sono state identificate due donne cinesi lì impiegate per prestazioni sessuali, oltre a un uomo che ha dichiarato di essere un collaboratore della titolare. I poliziotti sono entrati nei locali dopo aver intercettato e interrogato in tre circostanze diverse gli uomini – tutti reggiani sulla cinquantina – che uscivano dal Sangrilà e che hanno spiegato di quale natura fossero le prestazioni di cui hanno usufruito. Fra l’altro le tariffe erano elevate: tra gli ottanta e i cento euro a prestazione, a conferma di un giro d’affari ragguardevole.

L’operazione è stata illustrata questa mattina dal comandante della Squadra Mobile Guglielmo Battisti. E’ questo il centro massaggi numero 17 chiuso dalla polizia  nel reggiano (quasi tutti in città) dall’inizio del 2015 ad oggi, oltre a due appartamenti trasformati in mini-bordelli.

Da sottolineare il fatto che le prostitute cinesi giovani vengono riservate ai connazionali: quando superano una certa età e per i cinesi sarebbero per così dire “appassite”, vengono passate ai centri massaggi  frequentati dagli italiani. In questi bordelli clandestini, infatti, la polizia non ha mai trovato donne di età inferiore ai 35 anni.

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