Arrivano 3 milioni per il castello di Canossa

4/8/2016 – Tre milioni di euro per la rupe e il castello di Canossa in arrivo col decreto Franceschini-Delrio  che stanzia 120 milioni a livello nazionale per interventi sul patrimonio artistico e culturale.  Lo ha annunciato il presidente della Regione Stefano Bonaccini, poche ore dopo la presentazione di una interrogazione del consigliere Tommaso Foti, di Fratelli d’Italia-An. Lo stanziamento comunque non risolve il problema della gestione corrente: il castello rischia di chiudere il 30 settembrea,lo scadere della convenzione con la Provincia. In questo caso si confida in uno stanziamento tampone di Bologna.

Il castello di Canossa

Il castello di Canossa

Nel decreto Franceschini sono inseriti interventi in quattro provincie dell’Emilia Romagna: 5 interventi a Bologna per un totlae di 5,7 milioni, 8 interventi a Modena per 27,38 milioni e 7 interventi a Ferrara per 15,55 milioni. Reggio Emilia è il fanalino di coda con un unico intervento, appunto i 3 milioni destinati a Canossa, monumento della storia europea. L’impressione è che lo stanziamento sia stato inserito all’ultimo momento: ma è meglio di niente.

Il decreto è stato firmato dal ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, e dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, in attuazione di quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2016.
L’impegno del Governo a investire sulla cultura e il patrimonio artistico nazionale, la vera grande ricchezza del nostro Paese, da tutelare e valorizzare– ha dichiarato presidente della Regione, Stefano Bonaccinisi associa in questo caso alla ricostruzione avviata nelle aree dell’Emilia colpite dal sisma e che nell’ultimo anno ha visto una forte accelerazione, con il raddoppio dei contributi erogati per le abitazioni private e le imprese. Adesso, questi nuovi fondi ci aiuteranno nell’impegno  che abbiamo prese di velocizzare la realizzazione della parte più complessa della ricostruzione, cioè la parte pubblica, i centri storici, anima e identità delle nostre comunità, a partire proprio da monumenti e chiese”.

A Bologna sono previsti due interventi: Chiesa SS.mo Salvatore (300 mila euro); San Barbaziano (400 mila euro). Altri tre a Crevalcore: Teatro Comunale (2 milioni); Palazzo comunale (1 milione); Villa dei Ronchi (2 milioni).

Due gli interventi nel capoluogo a Modena : Monastero Abbaziale di San Pietro (1,450 milioni) e Archivio di Stato (2,5 milioni); due a Cavezzo: San Giovanni di Disvetro (6,4 milioni) e Chiesa di Motta, Santa Maria ad Nives (2,4 milioni); uno a Finale Emilia: Chiesa della Beata Vergine del Rosario (130 mila euro); uno a Medolla: San Bartolomeo di Villafranca (7,1 milioni); uno a Mirandola: Chiesa di San Francesco (3 milioni); uno a San Felice sul Panaro: San Biagio in Padule.

Cinque gli interventi a Ferrara: Basilica Cattedrale di San Giorgio Martire (7,7 milioni), Sant’Apollonia (800 mila euro), Chiesa di San Francesco (2,3 milioni), Chiesa SS. Giuseppe Tecla e Rita (500 mila euro), Casa Minerbi (200 mila euro); uno a Cento: San Martino di Tours di Buonacompra (4 milioni); uno a Mirabello: Oratorio della Beata Vergine di San Luca (50 mila euro).

L’INTERROGAZIONE DI FOTI

E’ di pochi mesi fa, del febbraio 2016, l’annuncio della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Reggio Emilia e del Comune di Canossa che l’apertura del castello al pubblico sarebbe stata assicurata “grazie a un lavoro di squadra istituzionale e, in particolare, alle risorse della Regione”.

Lo afferma Tommaso Foti (Fdi-An) in un’interrogazione, dove segnala che “la chiusura del castello ai visitatori è stata posticipata solo al prossimo al 30 settembre, ma per il futuro non si è assistito ad alcuna fumata bianca e ciò a prescindere dalla rilevanza internazionale di Canossa”.

“Non c’è traccia, infatti, – spiega- di quel bando nazionale che avrebbe dovuto permettere una gestione solida e duratura e anche i finanziamenti per tutelare la rupe dalle frane assomigliano a simpatici fantasmi”.

Foti chiede quindi alla Giunta “quali iniziative, oltre a quelle promesse, intenda assumere per contribuire a risolvere definitivamente una vicenda che a tutt’oggi rischia di penalizzare tutto il territorio matildico e, con esso, il futuro sviluppo del turismo nella provincia di Reggio Emilia”.

MANGHI: “E’ STATO UN GRANDE LAVORO DI SQUADRA”

“I 3 milioni di euro stanziati per il Castello di Canossa attraverso il decreto, firmato dai ministri Franceschini e Delrio, a favore della conservazione, manutenzione, restauro e valorizzazione di beni culturali, rappresentano una splendida notizia e – insieme al contributo della Regione che in collaborazione con la Provincia ha garantito e garantirà l’apertura del sito fino al 30 settembre per poi lasciare spazio alla gestione statale mediante bando –  confermano l’impegno di tutte le istituzioni a favore di questo vero e proprio emblema del nostro patrimonio storico, artistico e culturale”.

E’ quanto dichiara il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, che lo scorso febbraio – insieme al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e al sindaco Luca Bolondi – aveva compiuto un sopralluogo a Canossa  nel corso del quale era stato anche elaborato un “piano di salvataggio” del Castello. “Ancora una volta grazie a un lavoro di squadra istituzionale – che in questa circostanza ha coinvolto non solo la Regione, ma anche il Governo – abbiamo saputo garantire risposte rapide ed  esaurienti al nostro territorio”, aggiunge il presidente Manghi spiegando come questi 3 dei complessivi 51,6 milioni di contributi statali che la Regione destinerà in particolare alle aree alle prese con la ricostruzione post sisma 2012, saranno “fondamentali per risolvere le situazioni più problematiche  che riguardano i calanchi ai piedi dell’area del parcheggio e la solidità della rupe in generale”.

 

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *