Angelo Scarfone, industriale calabrese di Castellarano, in carcere per l’omicidio del fratello a Rosarno
Arrestato anche il nipote che viveva a Baiso

24/8/2016Angelo Scarfone, 52 anni , noto industriale di Castellarano, originario di Rosarno, è in carcere per l’omicidio del fratello Antonio, avvenuto la sera del 14 agosto a Rosarno. con lui sono in carcere il nipote Luigi Timpani di 28 anni, che aveva abitato a Baiso, come concorrente morale nell’omicidio. Angelo Scarfone sarebbe l’autore materiale dell’assassinio, avvenuto a quanto sembra per contrasti famigliari. L’uomo, che ha precedenti penali, è titolare di un’azienda, la Nuova Sam di via Michelangelo a Castellarano, che ha una cinquantina di dipendenti e da 25 anni opera nel settore della manutenzione di impiegati e macchine per le produzioni ceramiche.

Angelo Scarfone, imprenditore di Castellarano, presunto omicida del fratello

Angelo Scarfone, imprenditore di Castellarano, presunto omicida del fratello

Fratello dell’imprenditore arrestato era Dominique Scarfone, detto “Mimmo il calabrese” , considerato per lungo tempo il boss di Rosarno, morto nel giugno 2015 a 44 anni, nell’incendio di una villa a Mesagne , in provincia di Brindisi. Dal 200 al 2013, Dpominique era rimasto in carcere perché accusato di essere il capo di un gruppo di usurai che a Modena strozzava commercianti e imprenditori, ed era arrivata ad avere un giro d’affari di venti milioni di euro.

Luigi Timpani, il nipote presunto complice

Luigi Timpani, il nipote presunto complice

I carabinieri sono giunti alla conclusione che Angelo Scarfone sia l’autore materiale dell’omicidio del fratello, avvenuto per contrasti famigliari. Ma al mattino del 14 sarebbero arrivati in sei armati nella casa dove Antonio viveva a Rosarno con la moglie Soumia Lachab, di 25 anni, marocchina, e con l’anziana madre. tra questi c’erano anche i due arrestati. La vittima e sua moglie sono stati costretti a fuggire.

Nel pomeriggio nella casa erano intervenuti i Carabinieri: lì c’erano alcuni parenti, tra cui Angelo Scarfone, che segnalavano lo stato di abbandono in cui a loro dire era tenuta la madre Carmela Fazzari, malata gravemente.

Poche ore più tardi, la tragedia: Antonio Scarfone ha affrontato i famigliari nel cortile dell’abitazione, e lì è stato ucciso con due colpi di pistola. Il corpo poi è stato portato in casa.

Tutto sarebbe nato dal fatto che l’ucciso era l’unico della famiglia ad avere il possesso dell’abitazione della madre, e ritirare la sua pensione. Una situazione contestata dai parenti, anche in relazioni alle condizioni in cui versa l’anziana.

 

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