Unigreen, il gruppo conferma: chiusura
Ma indora la pillola: trasferimento a Cremona

11/7/2016 -Schiarita a metà nell’incontro lunedì mattina nella sede della Provincia in Piazza San Giovanni tra la Fiom Cgil di Reggio Emilia e la direzione della Maschio Gaspardo sul futuro dello stabilimento ex- Unigreen di Roncocesi e dei suoi 35 dipendenti. L’amministratore delegato del gruppo ha confermato la volontà di chiudere lo stabilimento reggiano (che pure lavora bene e ha un prodotto apprezzato) ma ha cambiato tiro: non più il trasferimento in Friuli – che avrebbe significato di fatto il licenziamento dei dipendenti – ma il pendolarismo su Cremona. Una soluzione che non piace a nessuno, tant’è vero che il sindaco – pur rilevando il cambio di linea da parte del gruppo Maschio – ha confermato l’occupazione, in vista di un nuovo incontro fissato per mercoledì.

Il presidio dei lavoratori Unigreen a Roncocesi

Il presidio dei lavoratori Unigreen a Roncocesi

Convocati dall’assessorato alle attività produttive della Regione, su richiesta del sindacato, l’incontro ha portato nuovi sviluppi nella vertenza che vede i lavoratori in presidio permanente da dodici giorni.

Erano presenti, insieme a Simone Vecchi, Ciro D’Alessio e Marcello Vita della Fiom, l’amministratore delegato del gruppo Maschio Gaspardo, Massimo Bordi, insieme ai dirigenti aziendali,  e il vice sindaco, Matteo Sassi; per l’assessorato alle attività produttive della Regione, Roberto Ferrari (ex segretario provinciale del Pd, ora capo di gabinetto dell’assessorato) e per la Provincia Vanni Salatti e Armando Sacchetti.

L’Azienda ha ribadito la volontà di chiudere lo stabilimento reggiano e ha avanzato una nuova proposta che individua come ricollocamento, al posto di Morsano in provincia di Pordenone, lo stabilimento in provincia di Cremona, in Lombardia, dove ad oggi lavorano circa 130 dipendenti.

Valuteremo come procedere insieme ai lavoratori da qui a mercoledì, quando saremo riconvocati al tavolo istituzionale – spiega Simone Vecchi, funzionario Fiom che segue la vertenza -. La nostra posizione rimane quella di mantenere la produzione in città perché non si tratta di un’azienda in crisi e il prodotto continua e continuerà ad avere mercato ” .

Nell’incontro di questa mattina le Istituzioni si sono impegnate a mettere in campo gli strumenti a loro disposizione per garantire il mantenimento dell’attività produttiva a Reggio. Per entrare nel merito di quanto potrebbe accadere bisogna però aspettare mercoledì, quando alle 13, le parti saranno riconvocate a Palazzo Allende.

Il presidio permanente dello stabilimento e il blocco delle merci proseguiranno fino al raggiungimento di una soluzione condivisa – conclude Vecchi– . Intanto sottolineiamo che la presenza dell’amministratore delegato che si è presentato al tavolo con una nuova posizione è un risultato della lotta dei lavoratori senza la quale oggi si troverebbero ancora con la lettera di trasferimento – destinazione Friuli – in mano”.

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