Una minitelecamera “dentro” per asportare rene e tumore
Eccezionale intervento in videolaparoscopia al S. Maria Nuova

15/7/2016 – Un intervento considerato di difficile esecuzione con la chirurgia tradizionale è stato eseguito al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia con la tecnica mininvasiva della videolaparoscopia. E uno dei primi interventi del genere eseguiti in Europa.

Ad essere operato dalla équipe urologica guidata dal Direttore Franco Bergamaschi è stato un paziente di 83 anni, affetto da diverse patologie. L’intervento ha avuto lo scopo di asportare un rene colpito da tumore maligno, il surrene e le strutture che li avvolgono ed eliminare il trombo (coagulo di sangue) che aveva invaso la vena cava in conseguenza all’aggressione della malattia neoplastica.

L'equipe di Urologia del Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Al centro il direttore Franco Bergamaschi

L’equipe di Urologia del Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Al centro il direttore Franco Bergamaschi

“Abbiamo scelto di procedere con la laparoscopia in tutta sicurezza, potendo contare su una cospicua casistica operatoria maturata con tecnica mininvasiva nel corso degli ultimi cinque anni” ha commentato il dottor Bergamaschi “Questo approccio, inoltre, ha garantito al paziente un decorso post-operatorio meno complicato proprio in considerazione delle patologie di cui soffre, quali ipertensione e diabete”.

L’intervento, durato circa quattro ore, è stato eseguito da due chirurghi che hanno praticato, per poter operare, quattro incisioni della lunghezza di 1 centimetro in corrispondenza delle aree di interesse introducendo una telecamera atta a ingrandire i particolari anatomici.

I passaggi più complessi affrontati dai due specialisti hanno riguardato, oltre alla asportazione del rene, il superamento delle aderenze addominali e peritoneali esito di precedenti interventi, l’asportazione dalla vena cava del trombo di circa 5 centimetri, la pulizia delle pareti della stessa da infiltrazioni neoplastiche e la sua ricostruzione.

A distanza di pochi giorni, il paziente ha potuto fare rientro a casa e il decorso appare tranquillo.

“La difficoltà tecnica maggiore” conclude Bergamaschi “è correlata alla necessità di suture molto delicate che, quando eseguite per via laparoscopica, richiedono significativa preparazione e addestramento tecnico”.

Tale intervento di chirurgia mininvasiva laparoscopica è uno dei primi effettuati sia a livello italiano che europeo.

La Struttura Complessa di Urologia del Santa Maria Nuova da diversi anni ha posto grande impegno nel superamento delle tecniche chirurgiche tradizionali a favore di quella mininvasiva. Ad oggi circa il 90% dei 2mila interventi effettuati dalla équipe beneficiano di questo approccio innovativo.

Vengono trattati di routine per via laparoscopica i tumori del rene, della vescica, della prostata, del surrene e vengono asportati i linfonodi nel tumore del testicolo. Anche la ricostruzione avviene con questa tecnica: è il caso di quella della vescica attraverso l’intestino, delle plastiche ai reni quando vengono asportati grossi calcoli.

Sui tumori renali, in particolare, vengono effettuati circa 120 interventi all’anno di asportazione del tumore per via laparoscopica con salvataggio del rene. Questo intervento, divenuto di routine, rende possibile dimettere il paziente, in buone condizioni generali e completamente autonomo, in circa 2-3 giorni.

L’Ufficio Stampa

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