Tangenziale Nord: sì del ministero dell’ambiente
Un progetto da 186 milioni: come sarà
Dopo l’approvazione in sede Anas, via agli espropri

6/7/2016 – Il ministero dell’ambiente ha dato il via libera al progetto della Tangenziale Nord di  Reggio  Emilia, con  il prolungamento da San Prospero Strinati a Corte Tegge. L’opera – riferisce il Comune – ha ottenuto la valutazione di impatto ambientale positiva: il ministero ha riconosciuto la compatibilità ambientale del tracciato che il Comune di Reggio Emilia ha definito già dal 2013, optando per una soluzione in aderenza con la linea ferroviaria storica Milano-Bologna.

Il progetto per la realizzazione di questo importante asse viario  viene ora presentato ad Anas e al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) per la definizione dell’esecutivo e della sua prossima appaltabilità, per un investimento complessivo di 186 milioni di euro.

Una volta appaltati (ma non si sa quando) i lavori dureranno 3 anni e 5 mesi. 

Lunedì prossimo il Consiglio comunale sarà  chiamato a votare l’approvazione definitiva dell’opera, con relativo adeguamento del Piano strutturale comunale (Psc), seguirà la consegna della documentazione al ministero per il proseguimento dell’iter, che porterà alla cantierizzazione dell’opera. Lo stesso progetto viene presentato stasera, mercoledì, alle 18.30, alla Commissione consiliare.

L’opera negli ultimi cinque è stata oggetto ” di un lungo confronto con istituzioni e cittadini, confronto che si è recentemente concluso con la valutazione da parte di Anas delle osservazioni da parte dei privati proprietari di beni a ridosso del tracciato”.

Tangenziale nord - CS_7

Se n’è parlato questa mattina in una conferenza stampa del sindaco Luca Vecchi e dell’assessore Mirko Tutino, con l’intervento del dirigente David Zilioli.  Particolarmente soddisfatto il primo cittadino, che ha lanciato un appello alle “minoranze” perchè “collaborino” al momento del voto. Forse ci sono problemi nella maggioranza? Lo vedremo lunedì.
La nuova infrastruttura porterà alla chiusura dell’anello delle tangenziali cittadine e di conseguenza alla riduzione del traffico nell’area urbana. Il tracciato prescelto  permetterà  di raccogliere il traffico che attualmente utilizza la Via Emilia storica da Cella fino a Pieve Modolena e a viale Martiri di piazza Tien an Men.  
La tangenziale si inserisce in un più ampio progetto di riorganizzazione viaria della zona nord-ovest della città, per sgravare il tratto urbano dell’Emilia dal traffico di ingresso/uscita dalla città e, soprattutto, da quello di attraversamento che insiste sulla direttrice est-ovest. Il nuovo collegamento tangenziale risulta infatti indispensabile per risolvere diverse situazioni di insufficienza infrastrutturale, con particolare riferimento al traffico proveniente da nord-ovest e diretto verso il nuovo casello autostradale Terre di Canossa e la nuova stazione Av Mediopadana, quello afferente la zona industriale di Villaggio Crostolo, Pieve Modolena e i quartieri lungo la sede storica della Via Emilia. La realizzazione della nuova infrastruttura nel suo assetto complessivo permetterà inoltre una migliore gestione delle ricadute causate dai ‘blocchi’ della autostrada A1, in attesa della costruzione della quarta corsia da Modena nord a Piacenza. L’opera permetterà inoltre di bypassare velocemente la viabilità interna per restituirla ai quartieri. 

VECCHI: UN’OPERA ATTESA DA 25 ANNI, LE MINORANZE COLLABORINO SUL VOTO

“Questo tratto di strada, che chiude l’arco della tangenziale Nord – ha detto il sindaco Luca Vecchi – è atteso dalla città da 25 anni: per Reggio Emilia è dunque un fatto di grande rilievo aver raggiunto questa tappa. Nel giro di circa tre anni, oltre ai 6,5 chilometri di tangenziale, i lavori porteranno alla realizzazione di circa 15 chilometri di mobilità accessoria, a beneficio della fruibilità dell’infrastruttura, della semplificazione del traffico e delle Ville a ovest della città, e ad interventi di mitigazione ambientale assai significativi”. E data la rilevanza dell’opera ha aggiunto – “ci auguriamo che dialogo e collaborazione possano esservi anche con le minoranze, in occasione della discussione e del voto in Consiglio comunale. Non credo ci sia nulla di strano se ogni tanto le minoranze assumano le responsabilità della maggioranza davanti ad atti amministrativi  che rappresentano passaggi storici nella vita della città”. 

Tutino, a sua volta sottolinea che l’opera èlunga sei chilometri, “interviene sul territorio e tocca decine di proprietà”.” Non era un risultato scontato riuscire ad arrivarci con questo consenso. Reggio avrà molto da guadagnare dal prolungamento della tangenziale Nord. Si ridurrà la pressione delle auto sui viali di attraversamento della città e sulla Via Emilia tra il centro e la frazione di Cella. E’ un’opera che attendiamo da tempo e ora faremo tutto il possibile, perché i tempi dell’appalto per il cantiere, di competenza di Anas, siano i più brevi possibili”. 

IL PROGETTO

Il nuovo tratto stradale è di circa 6,5 chilometri, prevalentemente a quattro corsie (due per senso di marcia, con carreggiate separate) collocato in stretta prossimità alla ferrovia storica Milano-Bologna in modo da limitare il consumo di suolo. Sono previsti un nuovo ponte sul Crostolo e due svincoli: il primo collocato all’altezza della centrale Rete2 tra via Hiroshima e via Bertani Davoli e l’altro tra Pieve Modolena e Roncocesi, per consentitre le connessioni nord-sud e l’accesso alla tangenziale stessa.
Insieme all’opera verranno inoltre realizzati oltre 15 chilometri di strutture accessorie tra strade di collegamento, svincoli, piste di manutenzione e piste ciclabili. Tra le nuove strade previste, il collegamento tra Pieve Modolena e Roncocesi che porterà notevoli benefici anche sul traffico dell’abitato di Cavazzoli.
La progettazione è stata coordinata dal Comune di Reggio Emilia in base agli accordi sottoscritti con Anas, mentre l’appalto, la realizzazione e gestione dell’opera sono a carico di Anas, proprietaria dell’infrastruttura.

DUE STRALCI – Il nuovo progetto è stato predisposto per consentirne l’attuazione in eventuali due stralci funzionali e funzionanti di lunghezza dell’asse pari a 1.5 chilometri per il primo stralcio e di circa 5 chilometri per il secondo. Il primo stralcio consentirà la chiusura di un primo anello alla scala urbana, attestandosi sullo svincolo di Cavazzoli/Rete2 e collegandosi all’asse di via Inghilterra-Chopin verso sud e di via Bertani Davoli verso nord. Questo primo intervento consentirà di collegare le zone densamente abitate poste a sud della città con la tangenziale.
Il secondo stralcio permetterà invece il completo scavalcamento di tutta la parte urbanizzata del quadrante nord/ovest della città, compresa l’area produttiva di Pieve Modolena, e di collegare direttamente la zona industriale di Corte Tegge con l’autostrada A1.
Per il primo stralcio è previsto un costo pari a 71 milioni di euro dei quali 49 per lavori, che comprendono anche la realizzazione di un nuovo ponte sul torrente Crostolo. Per il secondo sono invece previsti 114 milioni di euro dei quali 79 per lavori.

VERDE E MITIGAZIONE AMBIENTALE Il percorso segue il tracciato della storica linea ferroviaria Milano-Bologna ed evita in questo modo che venga consumato nuovo suolo agricolo o che si creino aree intercluse. L’opera sarà accompagnata da interventi di mitigazione degli impatti acustici e visivi sul territorio. La tangenziale sarà infatti realizzata a una quota più bassa rispetto alla massicciata ferroviaria e sarà affiancata da barriere fonoassorbenti anche naturali e aree boscate.
In tutto saranno oltre 143mila i metri quadrati interessati da opere di rinverdimento, con la piantumazione di 26mila metri quadrati di arbusti, 20mila metri quadrati di aree boscate, 1.400 metri quadrati di siepi e filari. Saranno 40mila i metri quadrati oggetto di compensazione naturalistica e 5.600 quelli destinati a compensazione paesaggistica.

LE FASI SUCCESSIVE  

Ottenuta la positiva Valutazione di impatto ambientale da parte del ministero dell’Ambiente, viene ora attivata l’approvazione del progetto definitivo, con le procedure di apposizione dei vincoli espropriativi, l’attivazione della Conferenza dei Servizi per l’approvazione del progetto e la dichiarazione di pubblica utilità.
In seguito sarà Anas ad avviare l’iter per la progettazione esecutiva e l’appalto dei lavori.
La durata dei lavori è stimata in tre anni e cinque mesi.

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