Stragi partigiane Stasera il ricordo dei morti di Cà de Caroli
Nanni Lasagni, sequestrato con l’inganno e ammazzato a 16 anni, attende ancora giustizia

18/7/2016 – Questa sera, lunedì 18 luglio alle ore 19,  manifestazione a Cà de Caroli di Scandiano per commemorare le 9 vittime della Fornace “Marchino”, prelevate a Scandiano e Arceto il 1 gennaio del 1945 dai partigiani e mai più ritrovate.

Le nove persone prelevate ed uccise ad opera di partigiani furono Riccardo Colli, Nello Ganassi, Bice Secchi, Alfonso Rossi, Adriano Montanari, Guglielmo Mattioli, il ragazzo Pietro Lasagni di appena 16 anni, Matilde Spadoni e Riziero Prati. A questi va aggiunto Vasco Filippini. I loro corpi, inghiottiti dalla fornace, non furono mai più ritrovati., ne si sa dove siano sepolti i resti dei caduti.

Ancora una volta a ricordare questo eccidio firmato dai partigiani comunisti, saranno i famigliari dei morti e esponenti della destra e del mondo cattolico, ma non l’ amministrazione comunale di Scandiano che ostentatamente – come nel caso dell’esecuzione di don Carlo Terenziani – continua a strappare le pagine della guerra civile e girare la testa dall’altra parte quando si tratta di delitti compiuti dai partigiani.
Il sequestro e l’assassinio di Pietro Lasagni detto Nanni, un ragazzino scandianese di sedici anni scomparso da casa il 1° gennaio 1945, rappresenta –  insieme al martirio del beato Rolando Rivi e ai ragazzi trucidati senza pietà a Cernaieto – una pagine più orribili della Resistenza nel reggiano.

Sull’atroce fine di Nanni Lasagni  fu Giorgio Morelli “Il solitario” a scrivere un’inchiesta nel 1946 sulla Nuova Penna. Inchiesta che probabilmente fu all’origine dell’attentato che lo portò alla morte nel 1947.

L’articolo di Morelli mise in evidenza la ridda di sospetti, di supposizioni, ma soprattutto responsabilità e connivenze che emersero in merito al prelevamento ed alla successiva sparizione del giovinetto. Una situazione divenuta imbarazzante anche per gli stessi vertici del PCI locale tanto che il CLN di Scandiano promosse un inchiesta interna dalla quale scaturì una relazione datata 1 giugno 1945.

Si legge in tale relazione :
“Scandiano, 11-06-1945 numero di protocollo 32 relazione. il CLN locale venne nella determinazione di far trasportare il giovane Lasagni Nanni perché sospetta spia avendo troppi frequenti contatti con elementi noti per attività fascista e per trattenerlo in montagna per ragioni di sicurezza. Fu arrestato da una squadra SAP del comando locale e trasportato in montagna.”
La realtà fu molto diversa, tragicamente diversa.

Nella tarda mattinata del 1° gennaio 1945  due partigiani si presentarono in via ex Littorio a Scandiano, a casa Lasagni. I due affermarono di voler accompagnare il giovane, assente da casa, al comando per un normale interrogatorio.
I genitori riconoscono uno dei partigiani che infatti li tranquillizza, affermando che non c’è assolutamente nulla da temere trattandosi di un normalissimo controllo. Fissano e concordano un appuntamento con il padre perchè appena giunto a casa, questi accompagni il giovane Nanni . Cosa che puntualmente avviene. Giunto a casa, il ragazzo con il padre si incammina verso il comando partigiano di zona; arrivati nei pressi del cimitero degli Ebrei,  incontrano altri tre partigiani, una donna e due uomini, che per non meglio precisate ragioni di sicurezza impediscono al padre di proseguire, e prendono in consegna il sedicenne. con. Qualche giorno dopo una staffetta partigiana riferisce che il ragazzo è stato segnalato nella zona di Ligonchio, nell’alto Appennino Reggiano, insieme ai partigiani.
La famiglia del ragazzo, rassicurata da questa notizia, scriveva allora al Prof. Pasquale Marconi, cattolico, uomo di spicco del CLN provinciale, che sanno essere con i partigiani, per avere notizie più precise su Nanni. Purtroppo per quattro lunghi mesi nessuna notizia giunge a casa Lasagni dove si spera che Pietro “Nanni” sia rimasto con i partigiani e che nulla egli scriva per prudenza.

Il 25 aprile i partigiani scendono dalla montagna e la famiglia Lasagni attende di riabbracciare Nanni. Ma invano. Qualche tempo dopo il padre incontra in una strada uno dei partigiani che prelevò il figlio, il quale finge di non averlo mai visto. A quel punto tutte le speranze crollano, le angosce si trasformano in certezza di tragedia. Finchè un giorno i famigliari incontrando un altro partigiano amico di famiglia chiedono come era morto il loro figlio, questi rispose “Dato che ormai siete al corrente della cosa non posso negare l’accaduto. Il misfatto è avvenuto poche ore dopo l’arresto”. Ora è ufficiale: Nanni è stato ucciso.
A questo punto la famiglia da inizio ad una lunga trafila di incontri e di ricerche per scoprire verità e per poter dare almeno una degna sepoltura al giovane. V

Vengono presentate delle denunce all’autorità giudiziaria che dà corso ad un’indagine al termine della quale in data 12 novembre 1945 vengono arrestati Ivo Vecchi e Oscar Zanichelli. Tradotti nel carcere “dei Servi”, in attesa dell’istruttoria del Dott. Loffredo vengono adibiti ai lavori di cucina. Dopo pochi giorni di detenzione improvvisamente i due responsabili vengono rimessi in libertà.

Il Procuratore del Re Loffredo emette di propria responsabilità il mandato di scarcerazione con il quale l’istruttoria viene chiusa e archiviata.

Il Giudice  si appella alla legge 12 aprile 1945 che ritiene non perseguibili dalla giustizia tutte le azioni compiute a scopo di guerra. L’uccisione del giovane Nanni Lasagni viene quindi considerata come un’azione legale compiuta dai partigiani ai fini della lotta di liberazione. Con questa tragica farsa termina la vicenda di Nanni Lasagni.

I Sindaci scandianesi del dopoguerra, i dirigenti ed i quadri del PCI prima, del PDS poi e ora del Pd portano la colpa morale e politica di non aver mai dato giusto ascolto all’appello dei famigliari che non richiedevano null’altro se non un aiuto ed un indirizzo nella ricerca dei corpi dei loro congiunti uccisi ; la sinistra locale e nazionale ha  la gravissima responsabilità di aver cercato di omettere queste pagine vergognose, esaltando in modo fazioso ed indiscriminato tutta la Resistenza, compresi gli assassini che avevano partecipato al movimento resistenziale. Il silenzio che permane da oltre 71 anni sui luoghi di sepoltura dei resti dei prelevati ad Arceto e Scandiano, è una vergogna incancellabile.

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2 risposte a Stragi partigiane Stasera il ricordo dei morti di Cà de Caroli
Nanni Lasagni, sequestrato con l’inganno e ammazzato a 16 anni, attende ancora giustizia

  1. NUTYCHE Rispondi

    03/11/2016 alle 18:50

    Siete ridicoli!!!!!!

  2. Tullio Rispondi

    12/05/2020 alle 16:07

    Uno o due giorni dopo quel 1 gennaio si si è notato del fumo uscire dalla ciminiera della fornace di Ca’deCaroli che era da tempo inattiva. Tra le vittime c’era un maresciallo dei carabinieri ed un bottone del suo cappotto fu trovato in una fossa nei pressi della fornace. Questo è quello che ho sentito da mia madre che era molto vicina al povero Nanni e che ha tenuto in se quei ricordi fino al giorno della sua morte.

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