Referendum, il consiglio si spacca a metà
E il Pd affonda la mozione Lusenti

12/7/2016 – A conferma dell’aria di regime che tira in Sala del Tricolore (che non ha precedenti per gravità e arroganza da parte del gruppo che detiene la maggioranza e dell’amministrazione) ieri è andata in scena quella che i consiglieri di opposizione hanno definito come l’ennesima sconfitta della democrazia. Il Pd ha bocciato una mozione della consigliera Lucia Lusenti (di Sel) che chiedeva di informare la cittadinanza sui contenuti del prossimo referendum costituzionale. La mozione conteneva giudizi severi sulla riforma costituzionale, ma era stata emendata dalla presentatrice proprio per accogliere alcune osservazioni del Pd. Ma evidentemente per il capogruppo Capelli era ancora troppo: nemmeno la cortesia di un voto di astensione.

Per i democrat è stata una sofferenza anche perchè in Sala del Tricolore c’era Maurizio Battini, capo della segreteria del ministro Delrio: ufficialmente in ferie (ma chi viene a passare le ferie in Sala del Tricolore?), i bene informati sostengono che fosse stato mandato nella vigna a far da palo, o quanto meno a controllare che non si verificassero slittamenti clamorosi. Perchè, sostengono gli osservatori di cose politiche, un voto favorevole alla mozione Lusenti, infarcita com’era di affermazioni critiche sulla riforma costituzionale, nella città del ministro Delrio avrebbe assunto inquivocabili significati nazionali: qualcuno avrebbe potuto interpretarlo come uno sgambetto del ministro reggiano (o del suo milieu) a Renzi in persona.

Si spiega così, ad esempio, l’affannarsi del sindaco Vecchi a blandire e a tessere mediazioni nel gruppo. Non è riuscito a recuperare De Lucia, col quale ha parlato una mezzora buona, però ha indotto Roberta Pavarini a votare controvoglia (forse aveva promesso diversamente a Lucia Lusenti?) . Da rilevare che l’assenza del capogruppo grillino Cantamessi, per ragioni di salute, ha permesso al Pd di salvarsi in corner.

Dopo oltre due ore di discussione, si è votato per appello nominale con risultato di 14 voti favorevoli, 14 contrari e un astenuto. Trattandosi di parità, la mozione a norma di regolamento è stata respinta. A favore hanno votato insieme a Lusenti i gruppi di opposizione compatti e due voci dissenzienti del Pd: De Lucia e Salvatore Scarpino. Dall’altra parte il gruppone democrat, che con questo voto – tra notevoli mal di pancia e anche qualche pianto finale  – ha approfondito il solco al proprio interno e ha di fatto decretato la fine della maggioranza con Sel. Perché dopo questo sgarbo, Lucia Lusenti ben difficilmente potrà continuare a sostenere la giunta Vecchi.

Duro il commento di Cinzia Rubertelli e Cesare Bellentani, consiglieri di Alleanza Civica: “Oggi in consiglio comunale si è consumata una tragicomica sconfitta della democrazia – hanno riferito ieri sera al termine della seduta consiliare – La mozione di Lucia Lusenti  doveva essere discussa il 13 giugno, ma il consiglio saltò. I due consigli successivi “non c’era l’assessore competente”. Poi  il 4 luglio, miracolosamente il capogruppo PD informava che non era il grado di garantire il numero legale, e chiedeva di rinviare la convocazione del consiglio comunale al giorno 11 luglio”. Appunto, la seduta di ieri: diktat subito accettato senza batter ciglio dalla presidente del consiglio Caselli, che ha deciso senza nemmeno ascoltare i pareri contrari.

Ieri dunque la discussione, il voto in parità e la conseguente bocciatura.  “Notevole il fatto che al momento del voto la consigliera PD Pavarini abbia dichiarato “a  malincuore, contraria! – sottolineano Bellentani e Rubertelli –  Fortuna che due minuti prima il capogruppo PD aveva affermato: in questo partito vige la libertà di voto. Se è questa la libertà di voto, siamo a posto! Il centralismo democratico ha colpito ancora. La sensazione è abbastanza sconfortante. Oggi non è stata sconfitta solo la mozione Lusenti, sono state soprattutto sconfitte la città e la democrazia”.

Da notare che l’ufficio stampa del Comune – per disposizioni superiori – non ha diramato alcuna notizia né sul dibattito, né sul voto relativo alla mozione Lusenti. Ha invece dato notizia dall’approvazione di un odg “minimalista” sempre sulla riforma costituzionale, presentato dal Pd per tenere insieme i suoi pezzi, con 16 voti favorevoli (il Pd, appunto ) e 11 contrari: Forza Italia, Grande Reggio – Alleanza civica, Lista civica Magenta – Alleanza civica, Lega Nord e Movimento 5 Stelle.  Lucia çLusenti è uscita. L’odg impegna il sindaco e la Giunta a promuovere “l’informazione riguardante l’assenza di quorum da raggiungere per la validità del Referendum Confermativo, la data e la modalità di voto ed in particolare i contenuti della proposta di Riforma Costituzionale, anche promuovendo incontri pubblici invitando i comitati referendari a parteciparvi e farsi promotore della volontà del Consiglio Comunale”.

IL DOCUMENTO LUSENTI BOCCIATO DAL PD

Considerato che alcune posizioni esprimono forte preoccupazione verso il possibile e pericoloso accentramento dei poteri contro il quale si stanno costituendo in tutta Italia, ed anche a Reggio Ernilia, Comitati referendari per ll NO al Referendum confermativo promosso dal governo Renzi sulla riforma costituzionale (Senato);

Ribadisce che l’obiettivo della “stabilità del governo del paese e dell’efficienza dei processi decisionali nell’ambito parlamentare” non può “produrre un’alterazione profonda della composizione della rappresentanza democratica, sulla quale si fonda l’intera architettura dell’ordinamento costituzionale vigente” come è scritto nella sentenza n.1(2014 della Consulta;

Impegna il Sindaco e la Giunta

A promuovere In tutte le sedi istituzionali e di informazione legate all’attività dei Comune {siti, blog, bacheche, ecc..) materiali di approfondimento, studio, formazione ed informazione rispetto ad una proposta di modifica costituzionale tale da sradicare le origini democratiche, e condivisa dai Padri fondatori, che, io ricordiamo, furono uomini e donne appartenenti a tutti i partiti che lottarono contro il fascismo e la sua dittatura.

A promuovere incontri aperti invitando i comitati e i cittadini ad un approfondimento su questo tema (che dia spazio ad un confronto aperto a tutte le posizioni) e a farsi promotore della volontà espressa dal Consiglio Comunale ad inoltrare il presente atto consiliare:

  • al Presidente della Camera dei deputati;
  • al Presidente del Senato
  • ai capigruppo parlamentari di Camera e Senato

all’ ANCI nazionale

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