Palazzo chiuso, addio alla sede reggiana di Bankitalia

25/7/2016 – Malinconico tramonto per un altro pezzo della storia economica di Reggio Emilia. A chiudere i battenti questa volta non è una coop in liquidazione, e neppure un’azienda trasferita altrove, ma è la filiale della Banca d’Italia, caduta sotto la scura dei tagli dell’istituto di emissione dopo un servizio più che secolare. La chiusura, annunciata da oltre un anno, è avvenuta materialmente oggi, lunedì 25 luglio (data fatidica della caduta del regime fascista) e annunciata con un laconico cartello appeso al portone, sprangato, del palazzaccio di piazza Martiri.

L'avviso di chiusura della sede nel portone della Banca d'Italia di Reggio Emilia

L’avviso di chiusura appeso al portone della Banca d’Italia di Reggio Emilia

La filiale ha cessato l’attività venerdì pomeriggio,  e d’ora in poi – come spiega l’avviso alla cittadinanza –  bisogna rivolgersi alla filiale di Bologna, l’unica che resterà aperta nella regione, o “alle altre filiali del territorio”: dizione, questa, abbastanza misteriosa e burocratica, che a naso vorrebbe significare “le altre sedi in funzione nel territorio nazionale”.

Poco importa che a Reggio Emilia abbia la sede legale, con direzione generale, di una banca come il Credem, e che vi sia in città la direzione operativa di Finecobank, entrambi istituti quotati a piazza Affari. Lavoro per la vigilanza ce ne sarebbe, considerando anche il San Geminiano, costola del Banco Popolare e il forte presidio di Unicredit. Ma questa è la dura legge dei tagli.

Difficile dire se Reggio, con la chiusura della Banca d’Italia, conterà meno di adesso. Certamente si è chiuso un capitolo antico, e adesso l’opinione pubblica si interroga con fatalismo se nel palazzo troverà sede uno store di Zara o un grande albergo, e se a comprare la struttura sarà, come si dice da mesi, ancora una volta il magnate reggiano Fulvio Montipò.

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2 risposte a Palazzo chiuso, addio alla sede reggiana di Bankitalia

  1. Carlo Rispondi

    25/07/2016 alle 17:39

    Era inevitabile tale chiusura , dopo l’intervento della BCE. Farà inevitabilmente seguito una riduzione forte del personale BdI e le nuove assunzioni saranno solo a Francoforte. Quindi giovani ( con 100 e lode e specializzazione finanziaria), imparare rapidamente l’inglese ed ovviamente il tedesco e mettersi lo zaino in spalla per la Germania, sempre che i nuovi posti in BCE , per ovvia comodità, non vengano occupati dai giovani tedeschi.

  2. giuseppe Rispondi

    25/07/2016 alle 17:44

    Per i nostri giovani che resterà ? An Succiso si formano cooperative per allevamento pecore. Sembra che vogliano aumentare il numero degli ovini ed occorra personale! Torniamo perciò alle Bucoliche virgiliane e col mantello di capra o di pecora sulle spalle suoneremo la cetra, anzi il flauto!

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