Medico e specialistica gratis ai clandestini sino a 18 anni:
lo ha deciso la Giunta regionale

11/7/2016 – Non solo il pediatra, ma anche il medico di famiglia fino al compimento del diciottesimo anno d’età: d’ora in poi in Emilia-Romagna avranno diritto ad averlo anche ragazzi e ragazze minorenni, figli di migranti senza permesso di soggiorno.
Lo prevede un accordo firmato da Regione e organizzazioni sindacali dei medici di famiglia (Fimmg, Snami, Smi, Intesa sindacale) e approvato dalla Giunta regionale. L’accordo amplia quanto era stato introdotto due anni fa con il riconoscimento del diritto al pediatra dalla nascita fino ai 14 anni anche per i migranti senza permesso di soggiorno. Oggi i bambini in carico al Servizio sanitario regionale sono 198.

E’ una questione di civiltà– afferma l’assessore  regionale, Sergio Venturie di rispetto della nostra Costituzione: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

In base all’accordo, il medico potrà prescrivere visite specialistiche ed esami che si possono fare solo negli ospedali e ambulatori pubblici dell’Emilia-Romagna. I farmaci che il medico prescriverà saranno forniti solo dalle farmacie dell’Emilia-Romagna.

I genitori devono scegliere il medico nella sede dell’Azienda Usl del territorio dove vivono, e questo vale per tutti. Al momento della scelta, nel caso in cui si tratti di migranti senza permesso di soggiorno, allo sportello dell’Azienda viene consegnata loro la tessera sanitaria del proprio figlio o figlia con il codice STP (Stranieri Temporaneamente Presenti).
La tessera sanitaria è valida solo in Emilia-Romagna, ha durata di un anno e si può rinnovare fino ai 18 anni solo se il ragazzo o la ragazza continuano a vivere sul territorio regionale.

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Una risposta a 1

  1. Mario Guidetti - tavolo Hemingway Rispondi

    11/07/2016 alle 11:08

    Decisione condivisibile – attendiamo ora che la Regione decida di rendere mutuabile il latte artificiale prescritto dal pediatra per quei neonati la cui madre sia impossibilitati ad allattarlo – “E’ una questione di civiltà e di rispetto della nostra Costituzione: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” O no? Sembrerebbe proprio di NO alla luce del fatto che ora lo si paga, paga caro e non è neppure scaricabile dalle tasse (sic!)Arriveranno risposte oppure l’argomento non è politically correct?

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