L’espulsione dell’imam Madad, parla il sindaco Enrico Bini:
“Avevo chiuso il suo centro islamico di Felina”
“E alle primarie del Pd fece votare per il candidato Maioli”

27/7/2016 – In merito all’espulsione decretata dal Ministro dell’Interno per Mohammed Madad, che in qualità di Imam aveva predicato per diversi anni prima a Gatta poi a Felina, interviene il Sindaco di Castelnovo e Presidente dei Comuni dell’Unione dell’Appennino reggiano, Enrico Bini: “Ho avuto modo di incontrare Madad in poche occasioni, ma devo dire che non sono stati incontri positivi, anzi già nell’ambito delle primarie del centrosinistra, prima delle ultime politiche, ci eravamo scontrati abbastanza seccamente”.

Bini afferma che “Mohammed Madad alle primarie di Castelnovo Monti, aveva fatto votare per Maioli, il candidato ufficiale del Pd.  Era fuori dal seggio di Felina e chiamava i musulmani con il telefonino per farli venire a votare per Maioli. Una volta chiusi i seggi, ho fatto notare che quello non era un comportamento corretto: Madad faceva venire a votare per Maioli persone che non parlavano neanche l’italiano. Ma non credo che Maioli fosse consapevole dell’estremismo dell’imam”.

Enrico Bini

Enrico Bini

Pochi mesi dopo la sua’elezione a sindaco, Bini aveva ordinato la chiusura del centro islamico di Felina perchè “non rispondente alle norme”.

Era seguito un incontro in Comune – ricorda oggi il sindaco castelnovese –  “ma avevo scelto fermamente di non accettare la richiesta di Madad di riaprire un luogo dove potesse predicare, perché da parte sua non avevo visto la disponibilità a percorsi di collaborazione e apertura verso la comunità”.

E aggiunge: “Non oso pensare cosa mi accadrebbe oggi se non avessi chiuso il centro islamico“.

Ma in seguito “si è sviluppato un dialogo che ha invece riguardato i ragazzi dell’associazione Al Bayt e del nuovo centro culturale di Felina, nato da un percorso fatto insieme, e durante il quale gli stessi ragazzi hanno espressamente richiesto che nel progetto non rientrasse la presenza di Madad, convincendo anche i più anziani, che invece non avevano contrarietà sulla sua presenza. Hanno voluto un centro che fosse più aperto e dialogante verso la comunità, tanto che hanno scelto di tradurre tutte le loro preghiere in italiano”.

Dalla chiusura disposta nel 2014 “Madad si è poi allontanato gradualmente dal territorio reggiano. Ora devo dire che accolgo positivamente la decisione del Ministro dell’Interno – conclude Bini – anche nella mia limitata esperienza, pur non avendo mai avuto notizie di incitazioni all’odio o a un estremismo radicale da parte sua, ho potuto constatare in lui una mancanza di apertura e volontà di reale integrazione”.

 

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Una risposta a 1

  1. PD Rispondi

    29/07/2016 alle 10:39

    L’imam riceveva sussidi dal comune di Carpineti (all’epoca targato PD) e evidentemente militava nel PD locale, dato che partecipava alle primarie e muoveva voti per l’uno o l’altro candidato. Aveva chiamato la figlia Jhad, si rifiutava di parlare con le donne del comune ma non di ricevere soldi pubblici, con l’affitto della casa pagato dal contribuente.
    Forse il PD dovrebbe dare qualche spiegazione.
    La sottomissione della donna e la Jhad fanno parte del programma del Partito Democratico?

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