L’assessore col velo islamico
“Segnale di sottomissione devastante”

8/7/2016 – Un segnale di sottomissione devastante. Così la deputata di forza Italia Daniela Santanchè ha definito il comportamento dell’assessore del comune di Reggio Emilia Serena Foracchia, intervenuta con il velo in testa alla festa di fine Ramadan della comunità islamica alle Fiere di Reggio. Non solo un gesto dettato da opportunismo politico  (non è le prima volta che amministratrici locali intervengono col velo a iniziative della comunità musulmana) bensì un cedimento culturale e di valori preoccupante.

L'assessore Serena Foracchia col velo in testa parla alla festa di fine Ramadan

L’assessore Serena Foracchia col velo in testa parla alla festa di fine Ramadan

In un’intervista di Simone Russo sul Carlino Reggio di questa mattina, la Santanché afferma che “l’assessore ha dato la rappresentazione plastica di come una parte politica si pieghi a chi ci vuole invadere e imporre la sharia come legge dello Stato”. E non vale la giustificazione che si è trattato di un segno di rispetto, perché “la manifestazione era ospitata nel padiglione di una fiera, quindi l’assessore avrebbe potuto tranquillamente dire no alla richiesta. Poteva farlo per ribellarsi al diktat di una religione che non ha pieno rispetto per le donne”.

Daniela Santanché

Daniela Santanché

“Ma l’islam moderato dov’è ? – domanda Santanché – Questa religione segue alla lettera gli insegnamenti del Corano e di Maometto. Al massimo possono esistere islamici laici, che sono seguono alla lettera questi insegnamenti. ma non ho visto manifestazioni di islamici moderati dopo l’assassinio di nove italiani in Bangladesh”. Eppure “poteva essere un’occasione in cui i musulmani d’italia manifestavano la loro vicinananza alle famiglie delle vittime e piangevano i morti insieme a tutti gli italiani”. E rivela la deputata azzurra: “Ho parlato con centinaia di donne musulmane: quando le si incontra faccia a faccia senza mediazioni e senza uomini intorno, molte chiedono aiuto. Le donne di sinistra, invece di ascoltarle, col loro silenzio le aiutano solo a rimanere schiave”.

Paola Soragni

Paola Soragni

Giudizio negativo sull’assessore Foracchia anche da parte della consigliera comunale Paola Soragni del Movimento 5 Stelle Paola Soragni: “Chiedo rispetto anch’io, ma rispettare l’Islam non significa condividerne le idee. Invece l’immagine che dà la Foracchia è che indossare il velo sia giusto. Noi abbiamo una cultura differente”.

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6 risposte a L’assessore col velo islamico
“Segnale di sottomissione devastante”

  1. marco Rispondi

    08/07/2016 alle 10:38

    Un tempo anche in chiesa si entrava col velo e,per certo, non con la gonna o i pantoloni corti, al punto che davanti alle Chiesa un uscxiere allungava un velo o un mantello per coprirsi, altrimenti non si entrava , cattolico o ateo che fosse. Quindi non rileviamo queste baggionate e guardiamoci in casa. I problemi sono ben altri,

  2. Forza UK ! Rispondi

    08/07/2016 alle 12:24

    islam RAUS !

  3. Esther Rispondi

    08/07/2016 alle 17:38

    Di questi tempi il velo islamico ha ben altra valenza che la veletta appoggiata sui capelli delle nostre nonne, durante le funzioni in chiesa. Oggi il velo islamico è da intendersi sopratutto come ostentata contraddizione e negazione di ogni tentativo di integrazione nella società occidentale. Il velo non è prescritto dal Corano, quindi ha senso quanto hanno senso l’Isis, o l’infibulazione, ossia rappresenta il rifiuto dei valori occidentali e l’ostentazione di una mentalità arcaica e retrograda. Retrograda perché subordinata, sottomessa a dictat totalmente irrazionali. Che una donna occidentale si travesta da islamica retrograda è molto patetico. È abdicare a quello stato di libertà per il quale intere generazioni di donne occidentali hanno lottato per anni, per compiacere una manica di patetici e pericolosi maschilisti. È proprio come inchinarsi alla mafia. Il maschilismo islamico è mafia. La mafia delle spose bambine. La mafia dei matrimoni organizzati. La mafia dell’infibulazione. La mafia delle ragazze sgozzate perché vestite all’occidentale. La mafia che stupra le donne troppo indipendenti. E allora perché? Perché travestirsi da serva dei mafiosi dell’Islam?

  4. marco Rispondi

    08/07/2016 alle 18:20

    A questo punto tutto ciò che è medio oriente o in odore di religione musulmana va combattuto; anzi, perchè no, organizziamo una crociata con un novello( o novella) Pietro l’Eremita e,se del caso, ne formiamo una di banbini di tragica storia.L’emancipazione della donna ed anche l’uscita dalla povertà non è mai avvenuta con le guerre e gli anatema, ma semmai , prima di tutto, con una responsabilizzazione dei paesi c.d. industrializzati che devono non vendere armi o far guerra per interessi proprii( Vedi ora lo scandalo Iraq e Blair) In realtà , malgrado le tragedie evidenziate , Isis ed altro, e certe situazioni africane ed estremo oriente fanno comodo a qualcuno. Non perdiamoci troppo per un salamelecco od un velo in più o in meno. Esaminiamo poi i massacri,come sembra in Banglasdesh, ad opera di figli della borghesia, se sono prodotti della religione oppure della noia e dell’assurdo di società ( anche la nostra non è indenne),che mettono i figli nella bambagia. Tra l’altro noi abbiamo avuto anche le BR e l’alibi non erano forse le teorie marxiste più assurde ?

    • Pierluigi Rispondi

      08/07/2016 alle 18:31

      L’oppressione della donna nei Paesi islamici è conclamata, ed è uno dei punti di forza della penetrazione del fondamentalismo.Questo è un fatto. Non mi scandalizzo per un velo (tuttavia considero il burka intollerabile), ma è veramente meschino indossarlo per captare il consenso di una cultura maschilista a fini di bassa politica. Chi parla di rispetto dovrebbe prima pretendere da loro il rispetto della donna.

  5. Esther Rispondi

    08/07/2016 alle 23:13

    Non ha senso tentare di sminuire l’inquietante presenza dell’Islam radicale,tirando in ballo le BR o l’educazione lassista delle nuove generazioni. Non ha senso minimizzare il Male. Disquisire su chi, come e quando è stato più o meno malvagio di altri, non ci consola per niente. Qui si tratta di vivere o lasciarsi dominare/ammazzare. Quelli che preferiscono meditare, vadano a farlo in Bangladesh Afghanistan,Nigeria, Siria e Turchia. Meditino a lungo nei paesi delle spose bambine. Quelle sventrate la prima notte di nozze.

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