Imam di Reggio espulso dall’Italia
Prediche violente, “pericolo per lo Stato”

27/7/2016 – Un imam salafita che sino a 5 mesi fa aveva abitato a Carpineti è stato espulso dall’Italia con decreto firmato dal ministro dell’Interno Alfano perché “costituisce una minaccia per lo Stato Italiano e può agevolare in vario modo organizzazioni o attività terroristiche anche internazionali“.

Mohammed Madad, 53 anni, è stato prelevato ieri a Noventa Vincentina, dove risiede da marzo, a conclusione di un’operazione condotta congiuntamente dalle Digos di Vicenza e di Reggio Emilia. Gli è stato notificato il decreto d’espulsione e alle 22,40 è stato imbarcato su un aereo per il Marocco, suo paese d’origine.

La zona dove l'imam Moahmmed Madad abitava con la famiglia a Carpineti

La zona dove l’imam Moahmmed Madad abitava con la famiglia a Carpineti

Mohammed Madad, una moglie e 4 figli che si trovano già in patria per le vacanze, è stato espulso per i prossimi 15 anni in considerazione della sua pericolosità. E per non lasciare dubbi sulsuo orientamento, ha chiamato una delle due figlie femmine “Jihad”, vale a dire Guerra Santa.

L'imam Mohammed Madad

L’imam Mohammed Madad

Sino a marzo aveva diretto una piccola comunità islamica a Gatta, in comune di Castelnovo Monti,  attraverso una delle tante moschee abusive che pullulano nel reggiano, vivendo delle offerte dei fedeli e probabilmente di sussidi. Poi aveva predicato a Felina, scontrandosi con l’attuale sindaco Enrico Bini che nel 2014, pochi mesi dopo la sua elezioni, aveva chiuso il centro islamico di Felina da lui diretto, e poi aveva negato l’autorizzazione alla riapertura.

L’imam abitava da tempo con la famiglia a Carpineti, dove si era  fatto notare per il suo atteggiamento “radicale e intransigente”, arrivato a vessazioni  soprattutto nei confronti dei due figli maschi, sottoposti a punizioni corporali e maltrattamenti  al fine di farli crescere nelle prescrizioni della vera fede islamica.

Gli investigatori della Digos reggiana, diretti dal dottor Di Cicco, lo tenevano d’occhio da tempo, e quando in marzo è stato chiamato a predicare alla folta comunità musulmana di Noventa Vicentina (circa 250 credenti) hanno alternato i colleghi della città veneta, i quali non hanno perso tempo e hanno messo sotto controllo l’imam salafita.

Il Ministro dell'Interno Angelino Alfano

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano

Proprio a Noventa sarebbe emersa pienamente la visione di Mohammed Madad vicina all’Islam più estremista. Secondo gli investigatori il religioso avrebbe cercato di avviare un processo di islamizzazione radicale della comunità noventina, attraverso prediche dai toni duramente anti-occidentali. Parimenti l’imam metteva il becco nelle famiglie con un approccio educativo verso bambini e ragazzi definito “molto invasivo”.

Sembra inoltre che praticasse rituali magici, e per questi si facesse pagare: mostrava, insomma, una forte capacità di suggestione nei confronti dei fedeli, approfittandone per propagandare “un Islam estremista e violento”.

L’Imam era arrivato a Reggio Emilia nel 1990 e aveva lavorato a lungo nello stabilimento Aia, sino a quando non era stato licenziato e messo in cassa integrazione. Quindi per due o tre anni aveva gestito una macelleria halal a Sant’Ilario, e infine, dopo un mezzo fallimento e dopo aver scoperto la vocazione religiosa, si era  messo a predicare.

Nel 2004 finì sui giornali perché, quando gestiva la macelleria ed era pieno di debiti,  viveva con la moglie e due bambini (e la terza in arrivo) in uno scantinato umido a Marola, sino a quando nell’anno successivo non venne sfrattato definitivamente.

Attualmente la famiglia risulta ancora residente a Carpineti, tuttavia la casa è in via di dismissione perchè, dopo le vacanze estive, la moglie e i quattro figli – due maschi e due femmine, tutti minori – si sarebbero trasferiti a Noventa, dove Mohammed era regolarmente stipendiato. Ieri il ricongiungimento famigliare è avvenuto in anticipo, ma in Marocco.

La Digos reggiana ha proceduto a perquisire la casa di Carpineti, ma non avrebbe trovato nulla di rilevante ai fini delle indagini antiterrorismo perché, come detto, il trasferimento dell’intera famiglia in Veneto era già in corso.

Il nucleo antiterrorismo della Questura di via Dante continua a indagare anche su altri personaggi della comunità islamica di Reggio e provincia.

LA LEGA NORD: STOP ALL’APERTURA DI NUOVI CENTRI ISLAMICI

Il commissario provinciale della Lega Nord di Reggio Emilia Matteo Melato interviene in merito all’espulsione dell’Imam che fino ad aprile ha vissuto a Carpineti, “Innanzitutto vogliamo fare il nostro plauso alle forze dell’ordine che hanno svolto un grande lavoro nel ricostruire la vita di questo Imam che svolgeva attività di indottrinamento islamico e che possedeva materiale che inneggiava alla jihad. Le forze dell’ordine sono costrette a lavorare ogni giorno con mezzi non sufficienti per compiere le loro indagini e con armi che non risultano idonee per fronteggiare un pericolo, il fondamentalismo islamico, che compie veri atti di guerra. La Lega Nord è vicina a tutte queste persone che rischiano la vita per pochi euro e per difendere tutta la cittadinanza.

Chiediamo a gran voce da diverso tempo maggiori fondi per la sicurezza ed equipaggiamenti idonei a fronteggiare questo pericolo che sottolineiamo risulta essere di guerra. Questo caso dimostra ancora una volta che questo problema è molto grave ed è molto vicino a noi, la Lega Nord è da diverso tempo che reclama a gran forza interventi sul territorio, ma anche lo stop immediato all’apertura di nuovi centri islamici che molte volte si rivelano veri centri di indottrinamento al fondamentalismo islamico. Le varie concessioni che vengono fatte sul territorio all’uso di capannoni, senza rispettare le norme, come avvenuto a Montecchio e a Luzzara dimostrano ancora una volta che il PD vuole continuare nella sua linea buonista e di tolleranza verso chi non rispetta le regole. Noi riteniamo che tutto questo sia fuori dalla realtà e chiediamo che vengano fatti controlli in tutti i centri islamici veri o presunti per verificare che vengano rispettate tutte le norme sui luoghi di culto e di sicurezza.”

 

 

 

Be Sociable, Share!

4 risposte a Imam di Reggio espulso dall’Italia
Prediche violente, “pericolo per lo Stato”

  1. Cristian Rispondi

    27/07/2016 alle 16:33

    Suvvia, presto una sentenza della Corte di giustizia europea lo farà rientrare in Italia e, grazie alla numerosa famiglia, gli riconoscerà un sussidio di 4mila euro al mese…. 🙂

  2. Cristian Rispondi

    27/07/2016 alle 16:34

    Suvvia, presto una sentenza della Corte di giustizia europea lo farà rientrare in Italia e, grazie alla famiglia numerosa, gli riconoscerà un sussidio di 4mila euro al mese…. 🙂

  3. Ulderico Rispondi

    28/07/2016 alle 10:48

    “Sette-otto anni fa il sindaco di Carpineti mi chiamò perché cercava una casa da offrire a una persona che aveva bisogno. Io avevo l’appartamento sfitto e dissi di sì. Da allora il Comune ha pagato il canone alla famiglia ogni mese, 220 euro, fino a oggi.” Bene. Avanti così. Chi era sindaco 8 anni fa?

  4. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    29/07/2016 alle 00:35

    Il risultato della predicazione di Madad: tre ragazze magrebine aggrediscono coetanea presso il Liceo Cattaneo Dall’Aglio a Castelnovo Monti. “Non sei una brava musulmana, e sei impura(padre marocchino madre italiana)”. Aurora Belhamra finisce al pronto soccorso.
    Sofian, operaio Unieco, vent’enne marocchino (già con precedenti per spaccio!), arrivato in Italia a tre anni, studiato qui, a nostre spese, da me interpellato dopo la strage di Charlie Hebdo, NON condanna i barbari omicidi perché “hanno offeso il Profeta”.
    E potrei continuare con minacce di morte a una famiglia italiana da parte di marocchini che alloggiano, a nostre spese, negli appartamenti comunali a Felina ecc
    Sono disgustato dalle prediche e dalle pratiche di questo PD, che accoglie, pardon, non vede, gli ndranghetisti per trent’anni, (vi ricordate la Presidente Masini, “qui la mafia non esiste!”), e adesso accoglie, nutre e alloggia e non vede i semi d’odio che musulmani integralisti stanno piantando contro di noi…
    Resistenza ora e sempre ma contro questo cancro della politica che è diventato l’ex PCI, PDS, DS, PD … quanti alias ha questa classe di criminali?
    E quanta pazienza dobbiamo ancora portare, noi, cittadini italiani di nascita, prima di reagire?
    Alessandro Raniero Davoli

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *