Il golpe del sultano Erdogan
Oltre 15 mila professori sospesi: Unimore condanna le epurazioni nelle università turche

Erdogan parla attraverso un cellulare durante il "golpe"

Erdogan parla attraverso un cellulare durante il “golpe”

21/7/2016Anche Unimore – Università di Modena e Reggio – si unisce alle preoccupazioni espresse dall’European University Association (EUA) e dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) “per le intimidazioni che il governo della Turchia, dopo il tentativo di colpo di Stato di venerdì, ha rivolto all’intero settore dell’istruzione”. Intimidazioni che costituiscono solo una parte della purga di stampo staliniano ordinata da Erdogan in tutti i settori della vita pubblica, della cultura e del giornalismoa cui si aggiungono migliaia di arresti, la rimozioen di oltre duemila giudici  sino all’incredibile decisione di seppellire in un cimitero separato i partecipanti al golpe uccisi dalla polizia.

Solo nell’istruzione “sono stati sospesi 15 mila 200 professori, e dalla stampa si apprende che il Consiglio per l’Istruzione Superiore (YÖK) ha ordinato le dimissioni di tutte le alte cariche delle università (1176 da quelle statali e 401 da quelle gestite da fondazioni) – si legge in un comunicato di Unimore –  All’indomani del tentato colpo di stato militare vi è stato un sostegno globale e unanime per il governo democraticamente eletto, ma le misure introdotte oggi vanno nella direzione sbagliata.

Più che mai la Turchia ha bisogno di libertà di parola, di dibattito pubblico e aperto, come sostenuto energicamente dai suoi Atenei che sono fondati su valori riconosciuti universalmente come i principi di libertà di ricerca e insegnamento, la libertà di espressione e di associazione”.

Unimore “condanna fermamente le azione condotte contro le università e il personale universitario della Turchia ed esprime il suo sincero sostegno alla comunità accademica turca; invita inoltre tutti i governi, le università e gli studiosi europei a prendere posizione, con la condanna di ogni forma di repressione, al fine di sostenere la democrazia in Turchia, l’autonomia e le libertà delle istituzioni accademiche per tutte le sue componenti”.

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