“Il ddl “reato di tortura” è sbagliato e privo di buon senso”
Per le forze dell’ordine deve valere la presunzione d’innocenza

di Mario Guidetti*

21/7/2016 – La Giustizia, per sua stessa natura, dovrebbe avere caratteristiche ineludibili di equità (bilancia), di razionalità (ratio legis) e credibilità popolare. A questi dogmi universalmente riconosciuti, il ddl “reato di tortura” si contrappone alla idea di giustizia dei membri del tavolo Hemingway.

In tema di equità, la bilancia è spropositamente appannaggio di chi delinque. Sul piano della razionalità non sta in piedi il concetto per cui il tutore dell’ordine si trova svantaggiato in partenza sul piano accusatorio rispetto a chi delinque.

Per quanto concerne la credibilità dell’azione sanzionatoria nei confronti dei tutori della legge con la speciosa accusa di tortura, è di palmare evidenza che la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica è in netto insanabile disaccordo.

Tutto ciò premesso, sfidiamo qualsiasi persona dotata di un minimo di buonsenso, ciò che hanno dimostrato di non avere i promotori del ddl “reato di tortura”. I membri del tavolo Hemingway ritengono, in assoluta onestà intellettuale, che ogni azione delle forze dell’ordine e di privati cittadini nei confronti di flagranti atti delinquenziali vadano sacrosantamente tutelati.

In buona sostanza non è più tollerabile che un carabiniere, un poliziotto, un tutore delle forze dell’ordine, un privato cittadino siano preventivamente messi sotto schiaffo (iscrizione nel registro degli indagati, atto dovuto!?) dalla magistratura, costretta ad applicare leggi non eque, non razionali, non credibili.

Si badi bene, al tavolo Hemingway non auspicano una “giustizia fai da te, un remake del Far West, né un grossolano giustizialismo”. I membri del tavolo vorrebbero una legge che introduca il principio della presunzione di innocenza per le forze dell’ordine nell’espletamento del dovere e i privati che si difendono da atti delinquenziali.

Presunzione di innocenza , quindi la non iscrizione automatica nel registro degli indagati. A quel punto, si lasciano alla “presunta parte lesa” tutti gli spazi e gli strumenti per dimostrare la colpevolezza di chi si è difeso, di chi ha difeso la collettività, di chi ha difeso la propria famiglia.

I membri del tavolo Hemingway non sono dei biechi forcaioli ma vi sono determinati confini, al di là e al di qua dei quali non può esservi il giusto. V’è una misura nelle cose , est modus in rebus (Orazio): quello da loro indicato. W l’Italia, w la Patria.

 *Portavoce del tavolo Hemingway

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2 risposte a “Il ddl “reato di tortura” è sbagliato e privo di buon senso”
Per le forze dell’ordine deve valere la presunzione d’innocenza

  1. mario Rispondi

    28/07/2016 alle 08:41

    Non esistono presunzioni. O è o non è tortura. Altrimenti per vincere la presunzione di innocenza occorre una prova forte, che, mancando ovviamente testimoni, la può dare solo il “pestato” o il morto, il quale , salvo Totò, non può parlare!

  2. giuseppe Rispondi

    28/07/2016 alle 08:43

    La violenza è sempre violenza, da qualsiasi parte venga. E la tortura cos’è ?

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