Il 14 Luglio affogato nel sangue
Basta, adesso basta

di Mauro Del Bue*

15/7/2016 – La festa della presa della Bastiglia è sacra in Francia. E’ il simbolo di quell’affermazione di libertà, eguaglianza, fraternità che è (o dovrebbe essere) alla base della nostra civiltà. Il barbaro attentato di Nizza, dove un tir guidato da un islamista, ha falcidiato, uccidendo anche con colpi d’arma da fuoco, centinaia di turisti che avevano appena assistito in Promenade des Anglais a una manifestazione di fuochi d’artificio, è un colpo al cuore, l’ennesimo, forse quello formalmente più duro, alla nostra convivenza. La Francia era appena reduce dal percorso di un campionato di calcio europeo gestito alla meglio, dove gli unici incidenti erano stati quelli scaturiti da qualche rissa tra tifosi. Poteva dunque tirare un bel sospiro di sollievo, alla luce dei rischi sventati.

Nessuno, invece, può allentare la morsa. Dopo Dacca, ecco Nizza. Dalla ferocia fanatica e primordiale di islamisti che torturano e uccidono coloro (tra i quali molti italiani) che non conoscono il Corano, l’Isis, o qualche sua cellula che agisce per conto suo e della quale l’organizzazione s’intesta l’attentato, colpisce gli innocenti di Nizza. Le prime notizie parlano di 84 morti e di centinaia di feriti caduti a grappoli, molti sarebbero i bambini. L’orrore senza fine ci costringe a capire, se mai non l’avessimo fatto, che la guerra procede sempre più incessante, sempre più cruenta, sempre più ostinata. Colpire donne, uomini e bambini è un titolo di merito, che secondo le interpretazioni folli di una religione, consentono di accedere al paradiso.

Nizza, fiori per i caduti della strage

Nizza, fiori per i caduti della strage

Ma quale mai paradiso può essere promesso ai fanatici assassini di povere creature che avevano appena sorriso al sortilegio di razzi sparati al cielo e poi trasformati in ordigni di morte?

Non c’è bisogno di comprendere che il mondo è sotto tiro. Non c’è ancora un momento da aspettare per organizzare le nostre città, la nostra vita, il nostro lavoro, con un sistema di sicurezza simile a quello dei paesi in guerra. I servizi di sicurezza vanno ovunque potenziati, le forze di polizia vanno rafforzate, non può esserci un luogo pubblico che resti senza adeguata sorveglianza. Occorre stanziare per questo risorse rilevanti. L’Italia non è al riparo. Non lo sono certo gli italiani all’estero, già più volte colpiti, da Tunisi a Dacca. La reazione del mondo civile deve essere unitaria e decisa. Obama e Putin pare finalmente abbiano trovato un accordo per colpire insieme i terroristi dell’Isis e di Al Nusra in Siria. Anche se ancora non è chiaro l’esito politico della guerra siriana che ruota attorno alla permanenza o meno di Assad.

Per troppo tempo si è tergiversato alimentando nei terroristi l’idea della vittoria, che ha pervaso gli ideali fanatici di conquista dell’occidente cristiano. Per troppo tempo Usa e Russia si sono contrapposte con finalità diverse in questa guerra, dove la Turchia ha spesso preferito combattere i curdi, autentici ed eroici combattenti dello stato islamico, piuttosto che gli islamisti. Per troppo tempo e ancora oggi gli Usa e gli occidentali hanno sopportato le ambigue complicità dell’Arabia Saudita, gli appoggi materiali al terrorismo, la sua veste di paese filo occidentale dentro un corpo profondamente totalitario, fanatico e violento. Adesso basta.

E’ vero che non basta conquistare il territorio dello stato islamico e abbattere il regno del terrore degli uomini di Al Bagdadi, perché resterebbero in piedi nel medio oriente, negli stati arabi, in Africa e in Asia molte cellule del terrore. Ma non aver ancora fatto neppur questo genera minore insicurezza, una più convinta propensione alla guerra di conquista, un urlo non soffocato di vittoria.

Basta, adesso, basta. E’ tutto chiaro. E’ il momento che tutta la comunità musulmana non solo si dissoci o condanni il terrorismo (cosa che non sempre è avvenuta), ma che si dichiari pronta a combattere questa guerra dalla parte di chi vuole difendere la civiltà della quale gli immigrati di religione musulmana devono sentirsi parte. In guerra non si possono allevare nemici. Ballare sul Titanic è possibile. Non affondare col Titanic impossibile.

*Direttore Avanti! online

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2 risposte a Il 14 Luglio affogato nel sangue
Basta, adesso basta

  1. Luca Tadolini Rispondi

    15/07/2016 alle 17:42

    Mauro Del Bue, alla tua analisi mancano – a mio parere – due punti decisivi:
    1) la guerra all’Iraq di Saddam Hussein iniziata all’indomani della Caduta del Muro nel 1990 con Desert Storm è proseguita fino all’invasione del 2003 e al l’uccisione del Rais, e poi continuata praticamente fino ad oggi ancora in corso come guerra asimmetrica. La prima guerra del Golfo del 1990 diede la stura ad Al Qaida di Bin Laden fino all 11 Setembre ed alla conseguente guerra in Afghanistan tutt’ora in corso anch’essa. L’invasione del 2003 e lo smantellamento dell’Iraq sunnita socialista e nazionalista hanno dato vita all’Isis, e siamo ad oggi. Ieri abbiamo distrutto la Libia fi Gheddafi e si è cercato quasi riuscendoci di fare fare la fine di Saddam anche ad Assad e alla Siria filo sciita socialista e nazionalista. I PUPARI di queste guerr che hanno devastato l’equilibrio del Mediteraneeo e portato all’attuale terrorismo sono stati gli Usa e l’Arabia Saudita ( sul ruolo di Israele ci sarebbe da dire) . Quindi la più grande democrazia del mondo e la più potente monarchia islamica. Purtroppo in questo crudo quadro le sacre carte costituzionali illuministiche rimangono in quadro al muro.
    2) Che fare? (Come diceva Lenin, personaggio protagonista del peggiore totalitarismo ma politically correct per i “democratici”). Se vogliamo evitare di essere di nuovo un campo di battaglia come quasi sempre nella Storia, l’Europa deve prendere in mano il comando delle operazioni: ora le ha Washington. Costituire un esercito europeo FORTE. Da questa posizione forte (con l’esercito) fare una alleanza con i russi mettendo fine al pericolosissimo conflitto in Ucraina. L’Europa forte e libera (con esercito e senza guinzaglio) dovrà precipitarsi in medio oriente con operazioni simili a quelle dei francesi e dei belgi in Africa dopo la deconolizzaxione, MASSACRANDO i comandi dei terroristi e tornando in Europa. Ho usato il termine “massacrare” perché quei luoghi del vicino oriente rispettano la Decisione è la Forza Dura. Con le schede elettorali fanno cose volgari. E a casa nostra di dovrà far rispettare le leggi almeno come nella Francia di De Gaulle (sono stato politicamente corretto, ma si può dire di più ). Questo è il prezzo del bene che a noi Europei piace: la libertà, la civiltà e il benessere.

  2. mauro del bue Rispondi

    16/07/2016 alle 15:30

    Io non sono d’accordo su un punto. La guerra del gennaio 1991 fu autorizzata dall’Onu ed era volta esclusivamente alla liberazione del Kuwait invaso dall’Iraq di Saddam. Avvenne dopo numerosi tentativi di ottenere pacificamente il ritiro delle truppe irachene. Non si contano gli incontri con Tarek Aziz, che divenne un personaggio televisivo. Ad appoggiare quell’intervento c’era tutta la comunità internazionale, nonchè la maggior parte di paesi arabi. In Italia si oppose il nuovo Pds, che rinfocolò vecchi slogan pacifisti e qualcuno scrisse anche sul muro di casa mia che avevo votato alla Camera a favore dell’intervento. Poi il governo D’Alema partecipò nel 1999 ai bombardamenti su Belgrado, senza autorizzazione Onu. E io non scrissi nulla sui muri dei suoi deputati…

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