“Forza Italia, basta con nominati e pateracchi”
Ciclone Santanché: “Torna Alfano? Me ne vado io”
Stronca Parisi e prende in giro Palmizio: “Sei un paraculo”

di Pierluigi Ghiggini

23/7/2016 – Il ciclone Santa si è abbattuto su Reggio, e ha lasciato macerie fumanti di quanto resta di Forza Italia. Non per il gusto di distruggere, piuttosto per ricostruire.  Vedere per credere: Daniela Santanché, la più nota e politicamente quadrata tra le parlamentari azzurre, manager e vera esperta di comunicazione, ha parlato senza peli sulla lingua all’Hotel Astoria, dove il popolo reggiano di Fi e dintorni si è ritrovato per la presentazione del libro “Sono una donna, sono la Santa” autobiografia pubblicata da Mondadori che restituisce un volto “umano” della Santanché, oltre il massacro praticato nei social network e dai giornalisti ingrassati alla guerra civile anti-Berlusca:  dall’infanzia ai grandi amori, sino a un anelito totale verso la libertà come paradigma di un’esistenza scandita dalla passione politica.

Daniela Santanché firma il suo libro

Daniela Santanché firma il suo libro

Chi si aspettava dichiarazioni incendiarie è stato accontentato, e anche di più. Daniela Santanché vuole le primarie nel partito (“Basta con i nominati, i proclamati e gli autoproclamati per acclamazione”), giura che se tornano Alfano e Schifani se ne va lei da Forza Italia, e ne ha pure per Berlusconi che ha  posato il dito sulla testa di Parisi, sconfitto alle elezioni di Milano, perché prenda in mano il partito. Ma Santanché non ci sta: “Se Parisi diventa il mio capo, io gli faccio un bel pernacchio. Lui non sarà il mio capo”.

da sinistra: Nicolini, Palmizio, Daniela Santanché e Giuseppe Pagliani

da sinistra: Nicolini, Palmizio, Daniela Santanché e Giuseppe Pagliani

Insomma, la pitonessa dal volto umano – che ne ha già abbastanza di grattacapi nelle sue tre aziende, di cui una, la Visibilia, quotata in Borsa, e con a carico 250 bocche da sfamare ogni mese – non ci sta al partito dei pateracchi e dei proclamati.

Vuole le primarie come in un partito normale, ed è l’unica ad alzare la voce anche a costo di contraddire il Grande Capo, rispetto al conveniente impasto prepolitico in cui si pensa più a difendere le proprie posizioni personali che cercare il bene comune.

La conclusione, a ben vedere, è che la Santanché difficilmente resterà in una situazione che non le piace più da un pezzo. Anche per Forza Italia vale la massima “o cambiare o morire”, e lei ne è perfettamente consapevole. Ma non se ne andrà senza combattere.

Ieri sera, all’Astoria di Reggio Emilia, seduta tra Giuseppe Pagliani e Gianluca Nicolini, ha scelto come sparring partner  il coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Massimo Palmizio, che si preso alternativamente e amichevolmente del “paraculo” troppo politicamente corretto (“sorride sempre, dice di sì a tutti”) e del “nominato”, cosa che in effetti è in questo partito di stampo liberale ma dalla gestione autocratica. E lui mastica un pochettino amaro, però sta al gioco.

Va spiegato che la botta di “paraculo” é la reazione a un discorsetto di Palmizio sui comuni conquistati alle ultime elezioni, e in particolare su Casina, dove il sindaco e la lista civica vincenti avevano chiesto e ottenuto il sostegno di Forza Italia. “Casina – ha detto Palmizio – è un comune in cui abbiamo avuto un consigliere regionale per 15 anni, e abbiamo sempre perso. Però quando se n’è andato abbiamo vinto…”. Il senatore, che con quell’ex consigliere si è scontrato frontalmente, resta sul generico e nomi non ne fa. A quel punto Daniela Santanché lo strattona: “Ecco, lo vedi che sei un paraculo? Perché non fai il nome? Lo faccio io: è Filippi. FI-LIP-PI. Perchè io parlo come le persone normali”.

Siparietto chiuso. Ma ora il tormentone del paraculo inseguirà a lungo il senatore che comanda in Emilia-Romagna.

La sala all'incontro con Daniela Santanché

La sala all’incontro con Daniela Santanché

Il ciclone Santa parla di immigrazione, Islam (“L’Islam moderato è una gran balla”) e di valori svenduti. Però si scatena quando entra nel vortice della politica azzurra.

“Inutile raccontarcela – dice – Forza Italia e il centro destra sono in grandissima difficoltà. Ma la soluzione non è riprendersi gli Alfano e gli Schifani. Basta con i Buonaiuti e i Cicchitto che hanno tradito e oggi fanno la stampella di Renzi: quelli devono morire lì dove sono adesso. Lo dico chiaro: se Berlusconi fa la scelta di riprenderli, Forza Italia non è più il mio partito. Forse Palmizio ci sta, Massimo tu ci stai? (risposta con brontolio imbarazzato). Alla fine direte tutti sì, ma io non ci sto.  Pensate che un collega che mi ha scritto: “Ottime le parole di Schifani”. Ma quali ottime, sono parole di un traditore! E sapete chi è stato: Gasparri! Se volete vi faccio vedere l’sms“.

Ecco, questo vuol dire parlar chiaro, perché seduto alla sua destra c’era Giuseppe Pagliani, che politicamente è un gasparriano di ferro: ma questa è la Santa, baby, e non puoi farci niente.

Daniela Santanché a Reggio tra Ginaluca Nicolini, Giuseppe Pagliani e Luca Vezzani

Daniela Santanché a Reggio tra Gianluca Nicolini, Giuseppe Pagliani e Luca Vezzani

La sala si scalda, e lei rincara: “Se domani Berlusconi ci facesse riprendere Lupi, o l’Alfano  dalla moglie con 258 consulenze in Sicilia e il padre con 80 raccomandazioni, potete giurarci che il partito lo faccio io. Per non dire della Lorenzin: una sfigata che senza Berlusconi non avrebbe saputo guadagnarsi lo stipendio. E’ diventata ministro della Salute senza saper fare una puntura”.

Il ciclone è inarrestabile anche sul tasto del momento, quello della nomination di Francesco Parisi. Neanche a parlarne.

Santanché ripete e rincara quello che ha dichiarato ad affaritaliani.it : “Parisi nuovo coordinatore unico? Evidentemente a noi piacciono i modelli d’insuccesso. Ci lamentiamo sempre della sospensione della democrazia , poi siamo i primi a cascarci. Con tutto il rispetto, Massimo – aggiunge rivolgendosi al povero Palmizio – tu che sei un nominato, ma non si può più essere scelti dall’alto. Basta. I tempi sono cambiati e le elezioni per acclamazione, i proclamati e gli autoproclamati ci allontanano sempre più dalla gente. Ci vogliono metodi democratici, e bisogna riportare al centro il merito. Perché il coordinatore deve essere Parisi? Facciamo invece delle belle primarie, così corrono Parisi, la Santanché e chi vuole. Ma se mi dicono che Parisi deve essere il mio capo, giuro che gli faccio un pernacchio”.

Perché – conclude – “il mio sogno è tornare a vincere. Non vorrei più Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia: voglio una cosa senza orticelli, una cosa per vincere tutti insieme”. Sarà la Santa a salvare il sogno azzurro?

 

 

 

 

 

 

 

 

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3 risposte a “Forza Italia, basta con nominati e pateracchi”
Ciclone Santanché: “Torna Alfano? Me ne vado io”
Stronca Parisi e prende in giro Palmizio: “Sei un paraculo”

  1. fabio filippi Rispondi

    24/07/2016 alle 18:20

    PALMIZIO VANTA MERITI ALLE ELEZIONI COMUNALI DI CASINA, PAESE CHE NEMMENO CONOSCE.
    Peccato per il nominato di Palmizio che quando a Casina ero candidato FILIPPI, Forza Italia prendeva percentuali superiori al 27%, Mentre da quando è comparso sulla scena quell’incapace del coordinatore regionale Palmizio, Forza Italia è andata sempre più giù. Se guardiamo anche al piccolo comune di Casina FI alle elezioni regionali del 2014 ha preso solamente il 5,12%. E nelle ultime elezioni comunali, dove Palmizio a parole vanta dei meriti, il simbolo di FI non era nemmeno presente sulle schede elettorali
    Ma a chi le racconta ancora le palle questo individuo privo di idee e di valori !!

  2. SALVATORE OCCHIUTO Rispondi

    24/07/2016 alle 20:53

    Mancava l’unica vera donna con la d maiuscola Elena Diacci. Una donna che ha la politica nel sangue, nella testa, nel fascino. Forse un valore troppo prezioso per il centro-destra reggiano che annaspa da anni nel fango dell’immobilismo e del guardiamo oggi perchè il domani è troppo lontano.

  3. Nazzarena cilloni Rispondi

    25/07/2016 alle 16:30

    Non mi piacciono questi commenti ,Forza Italia purtroppo è diminuita in percentuale su tutto il territorio nazionale e non soltanto a Casina ,quindi non vedo colpe di Palmizio, Se di colpe si vuole parlare…. BE ……parlando con la gente ..purtroppo vedi rimborsi spese ect i consensi sono cambiati.per Salvatore Occhiuto Elena Diaccii che conosco e ammiro non è l’unica donna in gamba nelle file di Firza Italia mi dispiace per Lei ma erano presenti consiglieri comunali donne giovani veramente in gamba,che Lei purtroppo non conosce.

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