Tentato omicidio di Via Firenze
Elisandro arrestato a Corsico, in manette a Reggio complice napoletano
L’accoltellatore odiava la donna che si opponeva alla sua amicizia col figlio

4/7/2016 – Il brasiliano Elisandro Don Anjos Costa, ricercato per il tentato omicidio di Isa Dallasta, l’infermiera di 52 anni , madre di  tre figli, accoltellata in via Firenze a Reggio Emilia venerdì mattina davanti alla figlioletta di 7 anni, è stato catturato ieri sera dai Carabinieri a Corsico, nella città metropolitana di Milano, dopo tre giorni di ricerche ininterrotte.

Elisandro Don Anjos Costa

Elisandro Don Anjos Costa

Arrestato a Reggio Emilia anche un napoletano che avrebbe coperto la fuga del brasiliano di 39 anni, e lo avrebbe accompagnato sino a Corsico: nella sua auto c’era ancora la mounbtain bike usata da Elisandro per raggiungere e fuggire dal luogo del tentato omicidio. Si ritiene che il movente della feroce aggressione sia da ricercare nell’opposizione della donna all’amicizia tra il brasiliano e uno dei figli. Isa Dallasta è stata salvata da un’operazione d’urgenza, ma è ancora in Rianimazione al Santa Maria Nuova in prognosi riservata.  

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati questa mattina nella sede del comando provinciale dei carabinieri di Reggio dal colonnello Antonino Budae dal sostituto procuratore Giacomo Forte.

Sono stati giorni di lavoro estremamente impegnativo per decine di militari dell’Arma i quali – ha sottolineato il comandante Buda – hanno espresso il massimo impegno   non solo per la gravità del fatto in sé, ma anche poiché vi erano fondati motivi per temere che il brasiliano  potesse minacciare o ferire altre persone in quanto potenzialmente ancora armato, non essendo stata rinvenuto sul luogo del delitto l’arma utilizzata per accoltellare Isa Dallasta.

La conferenza stampa sull'arresto di elisandro Don Anjos: al centro il sostituto progcuratore Giacomo forte e il colonnello dei Carabinieri Antonino Buda

La conferenza stampa sull’arresto di Elisandro Don Anjos: al centro il sostituto procuratore Giacomo Forte e il colonnello dei Carabinieri Antonino Buda

La svolta, come detto, nella tarda serata di ieri in via Cellini a Corsico, quando il brasiliano di 39 anni, inseguito e braccato nell’hinterland milanese dove aveva cercato rifugio, vista preclusa ogni possibilità di fuggire alla morsa dei militari, dopo una breve trattativa gestita dai carabinieri reggiani, supportati dai colleghi della locale Compagnia e del Comando provinciale milanese,  veniva presso in consegna e, una volta giunto a Reggio Emilia, sottoposto a fermo di indiziato di delitto da parte della polizia giudiziaria. Ora è in  una cella del carcere della Pulce.

Elisandro Don Anjos Costa al momento dell'arresto

Elisandro Don Anjos Costa al momento dell’arresto

Nella notte tra sabato e domenica, inoltre,  i carabinieri avevano individuato e  arrestato un 50enne napoletano residente nel capoluogo reggiano per favoreggiamento personale: questi , subito dopo l’accoltellamento di via Firenze, avrebbe procurato all’accoltellatore un’utenza cellulare pulita. Successivamente lo ha accompagnato con la propria macchina nel milanese, dove poi è stato catturato dai carabinieri. 

Nella macchina  i carabinieri hanno rinvenuto la bicicletta utilizzata dal brasiliano per allontanarsi dal luogo del delitto, e che il complice non aveva ancora avuto il tempo di occultare. All’uomo i Carabinieri reggiani sono giunti ripercorrendo con attenzione minuziosa i contatti sociali del brasiliano e i loro ultimi spostamenti, che hanno portato a una ristrettissima cerchia di persone e tra queste il 50enne campano, particolarmente attivo nei momenti immediatamente successivi al delitto che infatti – sottolineano gli investigatore – erano atti preparatori per la  fuga.

tentato omicidio foto 1

Secondo una prima ipotesi investigativa alla base dell’accoltellamento dell’infermiera- che sottoposta a un delicato intervento chirurgico per bloccare un’emorragia polmonare, si è risvegliata dal coma nella giornata di sabato – vi sarebbero risentimenti personali nutriti dal cittadino brasiliano nei confronti della donna, che si sarebbe opposta al rapporto d’amicizia tra uno dei figli e il mancato assassino.

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