Elettric 80, Comer, Bosch, Avl Italia: quattro aziende realizzano 57 milioni di investimenti nel reggiano
“Emilia regione attrattiva”: 611 mln e 1.200 nuovi posti per ricerca e nuove produzioni

21/7/2016 – Sono 17 le aziende e i grandi gruppi industriali pronti a realizzare investimenti  per oltre 611 milioni di euro in Emilia-Romagna e ad assumere 1.200 nuovi lavoratori, di cui oltre 400 ricercatori, oltre a far rientrare al lavoro 381 addetti in seguito ad azioni di riconversione industriale. Progetti ai quali la Regione destina quasi 67 milioni di euro.

A Reggio Emilia sono 4 le aziende e i gruppi pronti a investire 57 milioni di euro con una previsione di circa 220 nuove assunzioni.

Questi, in sintesi, i numeri e le ricadute economico-occupazionali generate dalle richieste del primo bando, che copre il triennio 2016-2018, per accedere all’Accordo per l’insediamento e lo sviluppo delle imprese, previsto dalla Legge regionale 14/2014 per la promozione degli investimenti in Emilia-Romagna.

Nel reggiano e modenese insiste l’intervento della Bosch Rexroth Oil Control Spa, leader nelle soluzioni oleodinamiche compatte, che ha sede a Nonantola, fa parte del gruppo Bosch e punta all’ampliamento e la diversificazione dell’attività nel campo delle soluzioni oleodinamiche, con una previsione di 50 nuovi posti di lavoro.

Alla provincia di Reggio Emilia fanno riferimento altri 3 progetti: quello di Elettric 80 Spa, di Viano, l’azienda fondata da Enrico Grassi che fabbrica robot industriali per usi molteplici. Negli anni ’90 l’azienda ha lanciato con successo il Sistema Freeway, il primo sistema completamente automatizzato di pallettizzazione e trasporto basato su veicoli a guida laser (AGV) integrato da un sistema di controllo: il suo progetto prevede 60 nuovi posti.

Enrico Grassi, Elettric 80

Enrico Grassi,
Elettric 80

C’è poi Comer Industries Spa, di Reggiolo (presidente Fabio Storchi, alla guida di Federmeccanica) azienda di produzione, vendita e commercializzazione di organi di trasmissione di potenza per uso industriale e agricolo che vuole ampliare le proprie attività sviluppando aree di ricerca (60 posti).

Fabio Storchi

Fabio Storchi

Terzo progetto quello di Avl Italia srl, affiliata al gruppo austriaco AVL GmbH. Opera nel settore del testing e della simulazione, nonché dello sviluppo motori e powertrain; tra i molti settori di interesse emerge l’attività di sviluppo sull’architettura dei motori ibridi e elettrici, sui sistemi avanzati dei motori endotermici, sulla disciplina ADAS e autonomous driving, nonchè le nuove forme di propulsione per la mobilità personale. L’investimento proposto prevede la realizzazione di un centro di ricerca nel Tecnopolo di Reggio Emilia (52 posti di lavoro).

Parliamo di 1.600 nuovi posti di lavoro, che si aggiungono alle centinaia della Philip Morris per il nuovo stabilimento ad Anzola, e in un contesto fatto di 35 mila posti di nuovi lavoro creati nel 2015 in Emilia-Romagna- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini”.

A questi sarebbe bene aggiungere il nuovo stabilimento del gruppo siderurgico  Metall Steel, in corso di realizzazione a Reggio Emilia.

Stefano Bonaccini e Palma Costi

Stefano Bonaccini e Palma Costi

” E se grandi imprese, quasi tutte multinazionali, puntano a fare qui investimenti che avrebbero potuto fare in altre parti d’Europa o del mondo è perché questa è davvero una regione attraente dal punto di vista imprenditoriale, per il capitale umano, le infrastrutture e la velocità delle risposta sulle procedure. E alla straordinaria reattività delle imprese, risponderemo con l’impegno a sostenere gli investimenti proposti, e se necessario finanzieremo ulteriormente questa legge sull’attrattività: le politiche regionali e, appunto, la legge sulla attrattività sono la risposta giusta per favorire e accompagnare la crescita e la buona occupazione in Emilia-Romagna. Per questo– conclude Bonaccinicontinueremo a investire per far crescere i nostri distretti produttivi riconosciuti e apprezzati nel mondo“.

Investire in Emilia-Romagna

La legge 14 è nata per accrescere l’attrattività e la competitività del sistema produttivo emiliano-romagnolo fornendo agevolazioni per investimenti di interesse regionale. Nell’avvio di questo primo bando, la Regione ha già messo a disposizione direttamente 25 milioni di euro dal proprio bilancio a cui si aggiungono sin da ora risorse dal piano energetico e dalla formazione professionale, verificando poi ulteriori necessità, considerando il carattere pluriennale dei progetti.

Le 17 imprese hanno presentato la propria proposta di investimento evidenziando la strategicità del programma, l’impatto su occupazione e competitività, la coerenza della strategia generale di intervento nonché la compatibilità dello stesso rispetto ai programmi di sviluppo locale. Tutte le proposte hanno concluso positivamente la fase di ammissione e vanno ora alla valutazione tecnica, con la presentazione del dettaglio dei singoli progetti e definizione degli accordi di insediamento e di sviluppo.

Questi 1.600 posti si aggiungono ai 1.000 nuovi posti di ricercatori creati con i primi  due  bandi europei– sottolinea l’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi-. Prosegue il nostro impegno a rafforzare l’economia con investimenti che siano in grado di garantire positive ricadute sul territorio in termini occupazionali, di sviluppo e riconversione rispettando i requisiti di sostenibilità ambientale e sociale che caratterizzano il nostro modello. Imprese a forte contenuto di ricerca e innovazione che vogliono investire in Emilia-Romagna rafforzano la nostra intenzione di essere protagoniste del cambiamento. Queste richieste sono un tassello importante a sostegno della crescita dell’economia regionale con l’obiettivo di aumentare la buona occupazione. Un modo– sottolinea Costiper rafforzare l’asse Made in Italy e innovazione che, comunque, poggia sulla autonoma capacità e iniziativa delle imprese e degli imprenditori presenti sul territorio”.

I numeri

Nel dettaglio, le 17 imprese (in 21 sedi produttive) hanno presentato programmi di investimento per un totale di 611.646.000 euro, di cui 66.568.015 euro di contributo regionale, e un impatto occupazionale di 1.211 nuovi lavoratori, di cui 411 ricercatori impegnati in progetti di ricerca e sviluppo, ma anche il rientro al lavoro, grazie alle riconversioni industriali, di 381 lavoratori.

6 Imprese che hanno presentato la richiesta hanno la sede d’intervento in comuni  che rientrano nell’area del cratere del sisma del 2012, tre di esse sono localizzate in aree fortemente colpite come Nonantola (Mo), Mirandola (Mo) e Reggiolo (Re).

(In allegato, la scheda sulla legge regionale 14/2014 e i progetti di investimento proposti dalle imprese)

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *