E’ un terrorista o no? Ocalan, leader del Pkk curdo, è cittadino onorario di Reggio Emilia
Il no di Forza Italia, assenze strategiche nella maggioranza

Abdullah Ocalan

Abdullah Ocalan, quando guidava la lotta armata del Pkk

19/7/2016 – La buona notizia è che il popolo curdo, protagonista di un’eroica resistenza contro l’Isis, è “cittadino onorario di Reggio Emilia“. La cattiva notizia, o almeno molto controversa, è che questo giusto riconoscimento è stato strumentalizzato con un’operazione di bassa politica per ottenere la proclamazione  del  politico, guerrigliero e rivoluzionario Abdullah Ocalan quale cittadino onorario di Reggio Emilia. Ocalan, in carcere all’ergastolo, è il leader del Pkk del Kurdistan turco: un partito considerato tuttora alla stregua di una  formazione terroristica non soltanto da Erdogan e dai governi turchi che opprimono il popolo curdo, ma anche dall’Unione europea, dagli Usa e altri Paesi indiscutibilmente democratici come Australia e Canada.

Questa cittadinanza onoraria  è il risultato una manovra politica concertata tra l’ala della sinistra radicale reggiana, rappresentanta dall’Anpi, e dalla corrente dossettiana (Delrio) del Pd attraverso l’associazione La Pira (e cosa c’entri il pacifismo totale di La Pira con la lotta armata, resta tutto da spiegare).

Sia come sia, ieri  Sala del Tricolore l’ha approvata  con 20 voti favorevoli (Pd, Movimento 5 Stelle, Sel) e i 3 voti contrari dell’avvocato Bassi, di Caccavo e Giuseppe Pagliani di Forza Italia, ma non senza assenze significative, come quella del Pd Pierluigi Saccardi, entrato in aula dopo il voto. I rappresentanti di Alleanza Civica, Bellentani e Cinzia Rubertelli, non hanno partecipato alla votazione.

Massimo D'Alema

Massimo D’Alema

Nel dibattito, la situazione in Turchia, il tentato golpe e le vendette di Erdogan sono rimaste sullo sfondo, segno di un’incertezza delle forze politiche a pronunciare un giudizio univoco: eppure prendere posizione sull’arresto dei giudici e il bagno di sangue deciso dal Sultano di Ankara sarebbe  l’unica cosa sensata da fare nell’assemblea citadina.  Nondimeno il voto per Ocalan è apparso come un segnale di ostilità del Pd nei confronti di Erdogan, a prescindere dal giudizio sul leader del Pkk.

Ocalan fu catturato dai servizi segreti turchi in Nigeria nel 1999, dopo che il presidente del consiglio Massimo D’Alema lo fece sloggiare dall’Italia – dove era arrivato accompagnato da un deputato di rifondazione comunista – sapendo che lo avrebbe consegnato ai suoi aguzzini. Ma all’epoca Ocalan propugnava la lotta armata anche con pratiche terroristiche. Condannato a morte dal 2002 (del collegio internazionale di difesa ha fatto parte anche l’avvocato reggiano Vainer Burani) fu letteralmente strappato dalle mani del boia dall’intervento dell’Unione europea, che impose alla Turchia l’abolizione della pena di morte. Da allora Ocalan detto Apo  è imprigionato all’ergastolo nel carcere di massima sicurezza dell’isola di Imrah, unico detenuto, in condizioni definite  “disumane” dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Nondimeno in questi anni Ocalan ha potuto scrivere libri e articoli (anche a sfondo antropologico e religioso) e dare direttive al Pkk. Dal 1999 ha compiuto una svolta ideologica radicale, propugnando la pacificazione tra Turchia e popolo curdo.

Oggi, con il contributo di sangue delle popolazioni e dei combattenti turchi contro la ferocia dell’Isis, è stato rilanciato il movimento internazionale per la liberazione di Ocalan. Una prospettiva che comunque sembra di nuovo tornata lontana, dopo il fallito colpo di stato in Turchia e il pugno di ferro adottato dal “sultano” Erdogan.

Giorni fa, nel corso di una seduta di commissione propedeutica al voto in consiglio  era intervenuto Ozlem Tanrikulu, presidente dell’Ufficio d’informazione del Kurdistan in Italia (Uiki), ch eaveva definito  “il presidente Öcalan quale legittimo rappresentante del popolo curda e simbolo della sua lotta di autodeterminazione, per la pace e la risoluzione della questione curda e del conflitto mediorientale”.

La cittadinanza onoraria – ha sostenuto fra l’altro  l’assessore Serena Foracchia – “viene conferita a Öcalan per il suo impegno nell’individuare una soluzione pacifica e non disgregativa della questione curda, attraverso il riconoscimento delle differenze culturali e nazionali dei curdi all’interno di uno Stato unitario. Una politica di fratellanza, dialogo e convivenza tra i popoli turco e curdo che il leader porta avanti da diversi anni, anche attraverso la richiesta, alle istituzioni curde, di fondare una ‘Commissione di verità e giustizia’ per investigare i crimini commessi dal Pkk (partito dei lavoratori del Kurdistan, di cui era leader) e dalle forze di sicurezza turche”.

Nondimeno questa deliberazione si basa su un equivoco insanabile: vale a dire il presupposto che Ocalan rappresenti tutto il popolo curdo, il che non è vero, come dimostrano i contrasti, a volte sfociati in veri e propri eccidi, tra il Pkk e altre formazioni del Kurdistan. Senza considerare che sino a quando l’Ue non toglierà il Pkk dall’elenco delle formazioni terroristiche, la decisione del consiglio comunale di Reggio Emilia appare innegabilmente come una forzatura.

Motivando il no di Forza Italia, il capogruppo Giuseppe Pagliani ha sottolineato la schizofrenia dell’atteggiamento del Pd, che evidentemente non ricorda, o fa finta di non ricordare, che a consegnare Ocalan al governo turco fu proprio D’Alema. L’eroismo del popolo curdo è indiscutibile, così come non può essere messo in discussione il suo anelito alla libertà e all’indipendenza, tuttavia, secondo Pagliani, non si può conferire la cittadinanza onoraria a un leader politico comunista che i paesi democratici continuano a considerare alla stregua di un terrorista. Senza contare che non esiste soltanto il Kurdistan turco, ma anche le parti siriana, iachena e iraniana, che non possono esser di certo rappresentate da Ocalan.

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani

Osservazioni che non sono state raccolte nè dalla maggioranza nè dalla Giunta: “Quanto avvenuto in queste ultime ore in Turchia fa acquisire ulteriori significati alla cittadinanza onoraria al popolo curdo — ha sostenuto ForacchiaÖcalan dal 1999 ha chiamato il popolo curdo al dialogo e alla pace, alla proposta di concedere alcune autonomie regionali nel rispetto dell’autorità nazionale turca. Il riconoscimento della ricerca del dialogo e della democrazia del popolo curdo trova il sostegno del nostro territorio anche grazie all’impegno di diverse associazioni: Anpi, La Pira e Rete reggiana per il Rojava”.

 

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Una risposta a 1

  1. giuseppe Rispondi

    20/07/2016 alle 09:28

    Nessun problema per il sostegno ad Ocalan. Ma che in questo momento proprio Reggio prenda tale decisione è un po’ assurdo. Significa , oltre ad Isis, alimentare anche un po’ di tensione turca nella nostra città. Forse con questa decisione si intende rafforzare a Reggio necessariamente le forze di polizia e paralizzare qualsiasi attività commerciale delle nostre imprese con la Turchia!Si vuole aiutare alla rovescio la nostra economia ?

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