“Basta con la logica del cemento prima che sia troppo tardi”

di Francesco Fantuzzi

1/7/2016 – L’informazione locale ha riportato il pensiero del nostro Sindaco  Luca Vecchi sulle priorità economiche per il territorio reggiano: investimenti in  grandi opere e infrastrutture, come le aree di sosta alla Mediopadana, la tangenziale nord, l’estensione della Campogalliano Sassuolo, senza dimenticare ovviamente Campovolo e Tecnopolo ex reggiane.

E intanto cinque nuovi cantieri stanno per partire, di cui uno, quello del Decathlon, già attivo.

Una visione dello sviluppo e degli assetti della città in netta antitesi con gli intenti fin qui declinati, che si ponevano l’obiettivo dello stop al consumo di suolo e della riqualificazione delle opere già esistenti.

Sul nostro territorio comunale esistono oltre 7.500 appartamenti inutilizzati (alcuni peraltro sostengono molti di più) e alcune aree rappresentano autentici cimiteri industriali dove, oltretutto, trova terreno fertile il degrado.

Si vuole dunque continuare a puntare su un simile modello di sviluppo, che ha dimostrato tutti i suoi limiti e le perniciose ricadute sulla nostra qualità della vita?

Le manifestazioni dei giorni scorsi dimostrano inequivocabilmente un fatto: centinaia di cittadine e cittadini non ne possono più degli scempi urbanistici delle gestioni Spaggiari/Delrio e chiedono a gran voce un reale stop al consumo di suolo, non manovre propangandistiche.

Occorre con urgenza, prima dell’autunno, un tavolo aperto alla città e ai quartieri interessati per rivedere seriamente i piani urbanistici e i cinque cantieri in partenza, uno purtroppo già iniziato, quello del Decathlon, per attenuare le devastanti conseguenze sul nostro territorio di scelte incomprensibili e insensate.

Un tavolo inclusivo e partecipato dove i soggetti attivi sul territorio possano portare il loro contributo e le loro proposte; un grande dibattito pubblico condiviso sul futuro di una città piegata agli interessi di una speculazione senza freni, che purtroppo non conosce la crisi.

Sindaco Vecchi, te lo chiedo nuovamente, abbi coraggio: compi questo gesto fondamentale, non solo per la tua generazione, ma per chi verrà dopo di noi, per i tanti bambini che ci guardano e non capiscono il senso di scelte che in poco più di dieci anni hanno cancellato quasi la metà del verde del nostro territorio.

Basta grandi opere: fermiamoci e ragioniamo assieme, prima che sia troppo tardi.

 

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