Bargiacchi buttato fuori del Pd, anche se non è più iscritto
“Ne colpiscono uno per educarne cento”. Come le Br

5/7/2016 -Il Pd di Reggio Emilia ha buttato fuori dal partito un vecchio militante, con salde radici nel Pci: è Paolo Bargiacchi, ex sindaco di Collagna e già candidato sindaco del nuovo comune di Ventasso.

Il provvedimento disciplinare è arrivato dopo che Bargiacchi è stato battuto per pochi voti dal sindacoato fuori  Manari, alla guida di una lista “civica” del Partito Democratico. La sospensione di un anno e mezzo dal partito (prorogabile) è stata decisa della Commissione provinciale di garanzia dopo soli sei giorni dall’avvio dell’istruttoria: l’impressione è che il verdetto fosse già scritto. In realtà il provedimento è come minimo curioso: perchè Bargiacchi nel 2016 non ha rinnovato la tessera del partito, quindi non è iscritto, come non lo erano tutti gli ex Pd della sua lista “Vivere Ventasso”. Ma forse gli elenchi erano gonfiati per mascherare in qualche modo il crollo delle adesioni.Paolo Bargiacchi - candidato sindaco Comune di Ventasso

Questa mattina Bargiacchi con un lungo intervento critica la quasi-espulsione, fa le pulci all’opportunismo di molti compagni e non si dichiara pentito: “Non rinnego e non mi pento “di averci messo la faccia” in tutte le mie scelte”. Inoltre accusa i vertici del partito di “averne colpito uno per educarne cento”: in pratica, di comportarsi che le Br degli anni Settanta, che giustificavano in questo modo i rapimenti e gli attentati contro i dirigenti d’azienda. Infine annuncia la nascita di un “comitato civico”, nuova formazione politica locale. La rottura, comunque sia, si è consumata.

 Scrive Bargiacchi: “Esprimendo rispetto per i componenti della Commissione e per l’inevitabile, ancorché intempestivo, provvedimento adottato, non posso tuttavia tacere del fatto che il Circolo di Ventasso e il suo Segretario, che hanno promosso e sollecitato il provvedimento stesso, avrebbero essi pure meritato un qualche “richiamo” dalla Commissione stessa, non solo per la minuscola entità degli iscritti dell’anno 2015 (meno di 100, circa il 2% della popolazione dei quattro Comuni tutti governati dalla sinistra), non solo per il mancato avvio, fino ad ora, del tesseramento 2016, non solo per l’improvvida gestione della fase elettorale (vorrei ricordare che la rottura vera è avvenuta sullo svolgimento o meno delle primarie reclamate da oltre 700 cittadini), che quanto meno ha creato una pesante frattura all’interno degli elettori di centro-sinistra, ma soprattutto perché hanno venduto la lista risultata vincente (ma non trionfante) come una lista dichiaratamente civica, salvo, dopo il risultato, reclamarne la paternità poco prima denegata”.

“Non mi stupisce la sospensione/espulsione fino a fine 2017, prorogabile di un altro anno e mezzo, per me e per un altro soltanto dei vari iscritti 2015 o di anni precedenti che si sono candidati o hanno aderito in maniera conclamata e pubblicamente alla lista “Vivere Ventasso” – aggiunge Bargiacchi – perché forse si è pensato che colpendone uno se ne possono educare cento, però mi lasciano perplesso, un poco e solo un poco, non le iniziative e le prese di posizione di Coli e C., da cui non mi sarei mai aspettato altro, ma il ritardo che ha accompagnato la pur doverosa pronuncia della Commissione: la mia adesione ad una lista alternativa a quella “appoggiata” dal PD risale, infatti, al 15 aprile (e in tale data per iscritto l’ho dichiarata e comunicata a tutti gli organi del PD stesso) e solo il 22 giugno il Segretario di Circolo ha tirato per la giacchetta la Commissione sollecitandone la decisione che, con velocità eccezionale, è stata adottata solo sei giorni dopo, comunque due mesi e mezzo dopo la nota marachella”.

“E dico marachella – sottolinea Bargiacchi perché di situazioni analoghe sono piene le cronache in mezza o tutta Italia e poi perché lo stesso Renzi, che notoriamente non è il mio vate, ha rinunciato ad espulsioni come operazione di antica e passata memoria.

Posso attestare comunque a mio favore che non ero iscritto per il 2016, come non lo era nessuno dei democratici di Ventasso che si sono candidati nella mia e nell’altra Lista”.

“La sanzione non mi ha privato di una iscrizione che non avevo né di cariche di partito che non ricoprivo (non ero, nonostante fosse previsto dalle norme, fra i Sindaci componenti del direttivo del mini-circolo del Ventasso): non posso nemmeno dire che mi ha restituito la libertà di decidere come ritengo al prossimo Referendum Costituzionale o per altre scelte, perché quella libertà me la sono sempre tenuta e l’ho usata sempre in tanti anni di milizia nel PD o in formazioni di sostegno al partito”.

E quella libertà di scelta e di azione è unanimemente condivisa dai candidati e dai numerosi supporters e sostenitori della Lista “Vivere Ventasso”, che hanno convenuto di restare uniti e coesi in un Comitato Civico che stiamo costituendo perché, attraverso riunioni periodiche fra di noi e incontri con i cittadini, possa fare sentire la sua voce e la sua opinione sui temi di maggior interesse per la montagna”.

Conclude Bargiacchi: “Non rinnego e non mi pento “di averci messo la faccia” in tutte le mie scelte: non credo possano fare o dire altrettanto quelli che esultano per l’attuale, conclamata presa di posizione della Commissione di Garanzia!

 

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Una risposta a 1

  1. maria Rispondi

    06/07/2016 alle 08:06

    E’ la fine di un partito che non ancora capito che i tempi sono cambiati; che c’è disoccupazione e previsioni ancor più nere, malgrado il riempirsi la bocca di termini inglesi per nascondere i limiti di una classe politica ormai obsolete e che , per il potere, è disposta a pagare qualsiasi prezzo ( leggi Alfano e C.)
    E’ il momento di mettersi attorno ad un tavolo, con le figure migliori senza ambizioni di potere o legami specifici, per ricercare una via per uscire dal tunnel della decadenza e della povertà in cui ci siamo messi.

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