Accordo Unigreen: tutti a Cremona con riduzione d’orario
Chiude la fabbrica di Roncocesi

21/7/2016 – Dopo venti giorni di sciopero e occupazione nella giornata di mercoledi, presso la sede della Provincia di Reggio, la Fiom e i rappresentanti della Maschio Gaspardo hanno trovato un’ipotesi d’accordo sul trasferimento della produzione della Unigreen di Roncocesi da Reggio Emilia a Cremona. Accordo che in serata è stato poi votato all’unanimità dall’assemblea dei lavoratori.

Fino alla fine l’azienda ha ribadito che non sarebbe tornata indietro dalla decisione della chiusura dello stabilimento reggiano di Roncocesi: “la lotta dei lavoratori ha portato ad un risultato che fino a tre settimane fa era insperato” – ha dichiarato Simone Vecchi della Fiom -. Abbiamo ribaltato le condizioni iniziali e la dove c’erano 35 famiglie per strada, oggi ci sono persino 37 posti di lavoro, perché abbiamo ottenuto l’assunzione dei due precari che hanno occupato la fabbrica coi colleghi“.

Ma l’accordo sindacale ha soprattutto garantito ai lavoratori condizioni di lavoro simili a quelle oggi esistenti attraverso una forte riduzione dell’orario di lavoro e la garanzia di un pullman con autista che ogni giorno li porterà a Cremona per riaccompagnarli a fine turno a Reggio.

La conferenza stampa della Fiom davanti ai cancelli Unigreen

La conferenza stampa della Fiom davanti ai cancelli Unigreen

“Abbiamo ottenuto un’ora di riduzione orario a parità di salario, quindi 7 ore pagate 8, e la possibilità di riorganizzare la produzione permettendo di ridurre la pausa pranzo di mezz’ora – ha spiegato Ciro D’alessio della Fiom che insieme a Vecchi ha gestito la vertenza Unigreen – .Dal primo gennaio i dipendenti partiranno in pullman alle 7:30 e saranno a Reggio realisticamente alle 17:30, che è l’attuale orario di uscita dall’officina“.

La salvaguardia delle condizioni di lavoro è uno dei cardini dell’ipotesi di accordo che prevede inoltre – altro nodo cruciale – la garanzia che la produzione di atomizzatori oggi presente nello stabilimento di Roncocesi venga mantenuta in futuro, ed in via esclusiva, nello stabilimento Cremonese. Assieme a ciò anche la garanzia per i lavoratori che si trasferiranno a mantenere le proprie mansioni e le attuali condizioni normative ed economiche.

Per i lavoratori che sceglieranno invece di non trasferirsi, o lo decideranno entro il 31 dicembre 2017, è stato concordato con l’azienda un incentivo di 30 mila euro lordi (uguale per tutti, anche per i part time) più l’indennità di mancato preavviso.

Quest’accordo salvaguardia l’occupazione aumentando persino gli addetti, e riduce al minimo il disagio per i lavoratori, tutelando quindi le loro condizioni di vita e il rapporto tra il tempo di vita ed il tempo di lavoro – sottoliena la Fiom – . L’insieme delle clausole richieste e ottenute dal sindacato di fatto riconducono le condizioni di lavoro a quelle attuali, pur dentro un trasferimento difendendo così la dignità del lavoro e le sue condizioni.”

“Un sbocco positivo – sottolinea Vecchi della Fiom- per una difficile situazione che ha visto i lavoratori reagire uniti, ha trovato la solidarietà della città e dei tanti singoli che ogni giorni si sono recati al presidio davanti ai cancelli della fabbrica: la determinazione di tutti i lavoratori ha portato un risultato che venti giorni fa era inimmaginabile“.

 

Il presidio dei lavoratori Unigreen a Roncocesi

Il presidio dei lavoratori Unigreen a Roncocesi

.“Insieme alle Istituzioni abbiamo cercato fino all’ultimo soluzioni che permettessero all’azienda di risparmiare e mantenere la produzione a Reggio” ha concluso Ciro D’alessio “e le avevamo anche trovate, ma questi 35 lavoratori, che per noi sono degli eroi di Reggio, si sono scontrati con l’ottusità e il cinismo della logica finanziaria che oggi determina le scelte aziendali“.

La Maschio Gaspardo infatti vanta ancora un debito di oltre 190 milioni di euro nei confronti di 24 istituti bancari, che di fatto oggi hanno in mano l’azienda e ne stanno determinando la riorganizzazione complessiva.

“In questi giorni è stata dura, non è facile occupare una fabbrica per venti giorni” ha sottolineato infine Marcello Vita, Rsu Unigreen “e vogliamo ringraziare le centinaia di persone che ci hanno sostenuto ed ci hanno permesso di salvare un lavoro, un lavoro dignitoso“.

Domani alle 14:30 l’incontro con l’azienda nella sede della Provincia di reggio Emilia di piazzetta San Giovanni per portare a termine l’accordo.

I lavoratori hanno fatto il possibile, e questo risultato è una loro vittoria: conservano il posto di lavoro e mitigano i sacrifici della mobilità, che è sempre dura. E’ una sconfitta invece per il tessuto industriale reggiano, che perde una produzione importante della meccanica agricola e non ha mosso un dito per mantenere a Reggio un’azienda in salute: è facile lanciare grandi proclami sul futuro, l’innovazione e l’industria come comunità, lo è molto meno passare dalle parole ai fatti.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *