L’avvocato del boss Nicolino Grande Aracri
in manette per usura a Roma

26/7/2016 – L’avvocato Benedetto Giovanni Stranieri, legale di fiducia del boss di Cutro Nicolino Grande Aracri – il cui clan domina gli affari della ndrangheta nel reggiano è finito di nuovo in manette questa mattina nell’ambito di un’operazione condotta dal centro operativo di Roma della Direzione investigativa antimafia (Dia), che hanno eseguito 16 provvedimenti di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari nei confronti dei presunti di una organizzazione che pratica usura e riciclaggio nel territorio romano. Effettuate numerose perquisizioni. Tra le vittime, oltre a commercianti e persone comuni, vi sarebbero anche esponenti politici. Fra gli indagati figura anche il direttore di una filiale romana della Bper.

L'arresto dell'avvocato Benedetto Stranieri

Benedetto Giovanni Stranieri, ex maresciallo dei carabinieri, 53 anni,   era già stato arrestato nel gennaio 2015 nell’ambito dell’inchiesta ‘Aemilia‘ ed è implicato nell’inchiesta Kyterion II della Dda di Catanzaro che, a seguito di una serie di intercettazioni, ha scavato nei rapporti del boss Mano di gomma  con presunte logge massoniche, ordini cavallereschi e alti gradi del Vaticano: filone che finirà per saldarsi con la nuova inchiesta sulla cupola superiore che governerebbe la ndrangheta.

Nicolino Grande Aracri, attualmente in carcere a Opera

Nicolino Grande Aracri, attualmente in carcere a Opera

Nell’inchiesta romana, gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’usura, al riciclaggio e all’estorsione: tra il 70 e il 150% gli interessi applicati sulle somme prestate. Tra le vittime dell’usura compare Antonio Aumenta (7.500 euro di «prestito»), candidato alle ultime amministrative nella Lista Storace a sostegno di Alfio Marchini. Vittime anche le titolari del drugstore di via Golametto, all’ingresso della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio, che in due tranche separate avevano chiesto agli strozzini 25 mila euro.

La Dia ha individuato in Roberto Castroni e Antonio D’Angeli quali “braccio operativo” dell’avvocato Stranieri sono due pensionati con vecchie amicizie nella mala romana, in particolare tra gli ex membri della banda della Magliana, mai finiti però nei guai con la giustizia. Infatti uno di loro è vantato al telefono: “Sono trent’anni che faccio sto mestiere (l’usuraio, ndr)”. Le indagini erano iniziate nel 2012 proprio da uno degli anziani, che conduceva operazioni immobiliari definite “importanti” dagli investigatori.

Nell’inchiesta sono coinvolti anche due direttori di banca e i gestori di alcuni bar. I primi, secondo le accuse, avrebbero agevolato l’emissione di mutui senza alcuna garanzia nei confronti delle vittime, per permettere all’organizzazione di recuperare il denaro prestato. Inoltre avrebbero omesso di segnalare operazioni sospette compiute da alcuni dei presunti usurai.

Uno degli indagati è Wladimiro Palaia, direttore della filiale della Bper (Banca Popolare dell’Emilia-Romagna) di via Filippo Niccolai. I proprietari dei bar,accusati di riciclaggio,  erano incaricati di riscuotere i titoli di credito degli usurati  sostituendoli con denaro liquido.

L’AVVOCATO STRANIERI, GRANDE ARACRI, LA GIORNALISTA E LE “PRESSIONI SUL VATICANO”

Il legale  di Nicolino Grande Aracri era stato arrestato nel gennaio 2015, nel filone calabrese dell’inchiesta Aemilia a seguito delle intercettazione dei colloqui con la giornalista Grazia Veloce, finalizzati a ottenere l’intervento di un monsignore (definito impropriamente “nunzio apostolico delle carceri”) per ottenere il trasferimento al carcere di Crotone di Giovanni Abramo, genero di Nicolino Grande Aracri .

Si legge in proposito nel Decreto di Fermo: “Particolarmente proficui si sono rilevati i servizi riguardanti VELOCE Grazia e SCARPINO Salvatore, entrambi collegati anche con filo diretto a GRANDE ARACRI Nicolino. (Questo Salvatore Scarpino non è il consigliere comunale del Pd di Reggio Emilia, ndr.)

VELOCE Grazia, giornalista residente a Roma di fatto ben conosciuta negli ambienti del Vaticano, si è preoccupata in più occasioni delle sorti giudiziarie di GRANDE ARACRI Nicolino e del genero ABRAMO Giovanni presentando loro come luminare in giurisprudenza tale STRANIERI Benedetto Giovanni, suo amico, di fatto all’epoca praticante Avvocato e Sottoufficiale dell’Arma dei Carabinieri, il quale cercherà di muovere ogni propria conoscenza per intervenire a favore della famiglia GRANDE ARACRI”.

I rapporti fra l’avvocato Stranieri e Nicolino Grande Aracri sono tornati a galla  all’inizio del gennaio 2016 con l’operazione Kyterion II, quando Grazia Veloce è finita ai domiciliari. In proposito il procuratore aggiunto di Catanzaro Giovanni Bombardieri aveva parlato di “intercettazioni inquietanti” dai quali è emergo che la cosca Grande Aracri avfrebbetentato di aprire dei canali per avvicinare personaggi autorevoli al fine di agevolare gli interessi della consorteria. Personaggi di ambineti ecclesiastici e inseriti negli ordini di cavalierato, sino a millantati rapèporti con la corte di Cassazione.

Tuttavia Bombardieri aveva chiarito che  “non sono emersi elementi per ritenere che vi sia stato effettivamente un intervento sulla Suprema Corte, per cui le parole dei legali potevano essere dovute a millanteria”.  In ogni caso “la partecipazione a logge massoniche o associazioni di cavalieri era vista dalla cosca Grande Aracri come uno strumento di incontro con persone per bene che potevano tornare utili agli interessi dello stesso clan”.

Uno schema sul livello superiore della cosca Grande Aracri nei presunti rapporti (non confermati) con livelli istituzionali (elab. Casa della Legalità e della Cultura)

Uno schema sul livello superiore della cosca Grande Aracri e i  presunti rapporti (non confermati) con livelli istituzionali (elab. Casa della Legalità e della Cultura CLICCARE SULL’IMMAGINE PER INGRANDIRE )

 

 

 

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4 risposte a L’avvocato del boss Nicolino Grande Aracri
in manette per usura a Roma

  1. Gian Paolo Rispondi

    26/07/2016 alle 20:05

    Salvatore Scarpino: è un refuso?

  2. Gian Paolo Rispondi

    26/07/2016 alle 20:07

    O è un omonimo?

    • Pierluigi Rispondi

      27/07/2016 alle 09:44

      E’ un’omonimia, già rilevata a suo tempo.

  3. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    27/07/2016 alle 01:09

    “Non è vero che tutti i massoni sono delinquenti, ma non ho mai conosciuto un delinquente che non fosse anche un massone ”
    Felice Cavallotti, patriota italiano.

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