Stu Reggiane, aumento di 12.952.000 euro. Comune sul filo del rasoio: trasforma i contributi pubblici in capitale sociale

13/6/2016 – Lo scorso primo giugno si è tenuta l’assemblea straordinaria di STU Reggiane SpA – la società che assieme a Iren Rinnovabili è l’attore principale degli interventi nell’area ex Reggiane –  che ha deliberato un aumento di capitale  di 12 milioni 952mila euro.

I soldi arrivano dal  Comune di Reggio Emilia,con un’operazione a dir poco ardita: Piazza Prampolini  conferisce a STU le somme percepite come contributi pubblici per l’operazione di riqualificazione urbana.

“Con questo atto e grazie alla piena possibilità di avvalersi del supporto dei tecnici del Comune, la STU rafforza la propria operatività che per altro si sta già esprimendo su due filoni di attività tra loro fortemente interconnessi – sottolinea una nota di STU Reggiane diffusa da palazzo Civico  – Il primo filone riguarda la messa in sicurezza e la bonifica dei capannoni 17 e 18 i cui lavori, appaltati per un valore totale di circa 3.300.000 euro, termineranno entro settembre 2016.

Parimenti si sono avviati i lavori di riqualificazione di piazzale Europa che porteranno a migliorare il collegamento tra il Parco Innovazione e il centro città, oltre che a trasformare piazzale Europa nel centro vitale di tutto il quartiere. Per questa attività è già stato appaltato il primo stralcio per un valore totale di circa 1.300.000 euro.

Il secondo filone di attività riguarda la ricerca di imprese interessate ad insediarsi nell’area avendo come stella polare il grado di innovazione e il legame con l’intera economia reggiana che queste imprese possono esprimere. Questa attività – rileva ancora STU Reggiane – ha portato ad oggi a raccogliere manifestazioni di interesse e/o contratti da parte di diverse imprese con una richiesta di circa 9.000 mq pari al 75% della superfice disponibile. Con ciascuna impresa vengono definiti puntualmente i fabbisogni in termini di spazi e di dotazioni impiantistiche sfruttando la grande elasticità del lay-out per dare soluzioni su misura”.

Inoltre “sono in corso ancora numerosi contatti e trattative con imprese nazionali e multinazionali, contatti coperti da una necessaria riservatezza, che ci confortano nella possibilità di esaurire gli spazi disponibili entro i prossimi mesi. Gli spazi vengono offerti alle imprese con diverse opzioni: acquisto, rent to buy, o affitto. Questo amplia le possibilità di attrarre le imprese maggiormente interessanti ed innovative ma, combinato con la disponibilità dei contributi pubblici che si materializza solo a valle della rendicontazione delle spese sostenute, richiede di dotarsi di un polmone finanziario che accompagni l’iniziativa. Per questo la STU sta procedendo alla selezione di uno o più istituti che affianchino finanziariamente la società”.

Il primo avviso di selezione è andato deserto, tanto che l’amministratore di Stu Reggiane Torri  ha dovuto prorogare il termine sino al 20 giugno. Vedremo presto se l’aumento di capitale ha rassicurato gli istituti di credito, hai quali viene richiesto un prestito di oltre garanzie reali, ma per operazioni immobiliari e impiantistiche che vengono realizzate in un ambiti (come i capannoni delle Reggiane) non di proprietà di Stu, bensì della Fantuzzi Immobiliare , a sua volta pesantemente indebitata con le banche (si parla di 120 milioni di euro). In sostanza le banche dovrebbero prestare i soldi a Stu per farsi pagare i debiti di Fantuzzi Immobiliare, ed è chiaro che il circolo vizioso non piace agli istituti di credito, che reclamano altre garanzie.

Analogamente il problema si pone per i contributi pubblici, ottenuti per scopi ben precisi, che diventano d’incanto capitale sociale di una società di diritto privato, ancorchè controllata dal Comune : sembra un tentativo di dribblare il rischio di danno erariale nel caso queste risorse pubbliche fosse investite su immobili e terreni di proprietà altrui, fra l’altro col rischio di procedure fallimentari o concordatarie, con relative vendite all’asta.

 

 

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