Solstizio d’estate
A San Lorenzo di Lerici si rinnova lo spettacolare fenomeno della Farfalla di Luce

di Pierluigi Ghiggini

21/6/2016 – Oggi, giorno del solstizio d’estate, all’ora del tramonto si rinnova lo spettacolare fenomeno della farfalla di luce, ai monti di San Lorenzo, nella cintura collinare di Lerici, Golfo della Spezia.

La “farfalla di luce” appare  su un menhir quando la luce del tramonto attraversa la feritoia formata dal quadrilite di un complesso megalitico astronomicamente orientato, situato a poche decine di metri dai resti della pieve medievale di San Lorenzo del Caprione.

Sono attese centinaia di persone (come sempre da quando il complesso megalitico è stato scoperto e recuperato alla fine degli anni novanta dal professor Enrico Calzolari,  per assistere alla nascita della “farfalla”: uno spettacolo di grande suggestione, e ancora  misterioso).

La farfalla di luce che si forma al tramonto del solstizio d'estate a San Lorenzo del Caprione, nelle colline di Lerici

La farfalla di luce si forma al tramonto del solstizio d’estate a San Lorenzo del Caprione, nelle colline di Lerici (foto Nadia Biso)

Se il cielo fosse nuvoloso e quindi il fenomeno non visibile, niente paura: la “farfalla” si forma tutte le sere  nel periodo delle due lunazioni comprese tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. Di conseguenza c’è tempo sino a luglio per godersi lo spettacolo.

Incerta la datazione del complesso megalitico, che comunque non è una formazione naturale (o almeno non completamente) perché il quadrilite col suo camminamento tagliato nella roccia, la grande tavola in pietra sottostante (un altare arcaico?) e i menhir di varie dimensioni situati nella piccola radura,  hanno tutti un orientamento astronomico, tanto che le pietre nella loro disposizione formano una bussola primitiva.

Sull’area non sono mai state condotte osservazioni archeologiche degne di tale nome. Lo stato del complesso rivelerebbe comunque una datazione molto antica, forse di migliaia di anni. Il nome “farfalla di luce” è recente: in realtà il simbolo che si forma al tramonto potrebbe essere una rappresentazione stilizzata della costellazione di Orione. C’è chi vi vede, inoltre,  una somiglianza impressionante con la rappresentazione simbolica dell’Asse del mondo. Di certo la feritoia attraverso cui passa la luce del tramonto è stata modellata in chissà quale epoca per proprio quel disegno, e nessun altro, sul menhir retrostante.

Anni fa, nel versante opposto del monte, sono stati rinvenuti i resti di una “farfalla” speculare al monumento di San Lorenzo, ma orientata verso il mar Tirreno all’alba del solstizio d’inverno.

Inoltre sul promontorio del Caprione sono stati individuati e documentati alcuni megaliti che formano la rappresentazione della costellazione di Cassiopea. Uno di questi tuttavia è stato distrutto alcuni anni fa, così come sono scomparsi numerosi “cavanei”, probabilmente sepolture arcaiche riutilizzate nei millenni per i lavori agricoli. I cavanei sono per lo più  astronomicamente orientati e talvolta segnalati da megaliti, triliti e anche ruote solari.

Raggiungere la farfalla di luce del Caprione è facile. Sulla provinciale Lerici-Sarzana, in località Guercio, si prende a destra la strada con l’indicazione Monti di San Lorenzo. La carreggiata è stretta e ripida. Quando la strada asfaltata termina tra le case di San Lorenzo, si prosegue a piedi a destra sulla sterrato per circa duecento metri. Arrivati ai ruderi della pieve di San Lorenzo, si gira a sinistra: dopo circa 50 metri si arriva al quadrilite.

Si raccomanda il massimo rispetto per il luogo (situato all’interno del parco di Montemarcello), per chi vi abita e per chi assiste al fenomeno, e di non intralciare con le auto i passi carrabili delle abitazioni.

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