Dopo le elezioni scoppia la guerra di Iren
Il sindaco Chiara Appendino vuole le dimissioni del presidente Peveraro

21/6/2016 – Dopo le elezioni comunali si apre il dossier degli assetti ai vertici di Iren. L’elezione a sindaco di Torino di Chiara Appendino, la grillina che ha rottamato Piero Fassino, segna la fine del potere assoluto del Pd nel gruppo Iren, che ha raggiunto l’apice negli ultimi mesi con la totale occupazione del consiglio di amministrazione della nuova società operativa Ireti, e che a Reggio Emilia è incarnato dall’avvocato Ettore Rocchi, presidente di Iren Rinnovabili, e dal consigliere di amministrazione Moris Ferretti. I sindaci M5S nel patto di sindacato ora sono due, considerato che Pizzarotti di Parma ha chiesto il rientro, e per ottenerlo ha persino accettato di togliere di mezzo il consigliere Lorenzo Bagnacani, inviso al sindaco Vecchi e ai Pd reggiani.

Paolo Peveraro

Paolo Peveraro

Subito dopo la sua elezione, il nuovo sindaco di Torino Chiara Appendino (ora principale azionista pro tempore della multiutility)  ha chiesto senza tanti giri di parole le dimissioni sia di Paolo Peveraro, appena eletto alla presidenza di Iren all’ultima assemblea di bilancio, sia di Francesco Profumo che dal vertice di Iren è passato alla dalla Compagnia di San Paolo, la fondazione di Banca Intesa.
Ildiktat di Appendino ha subito ricevuto il plauso dei Cinque Stelle di Reggio Emilia e del rappresentate dei piccoli azionisti Iren Francesco Fantuzzi.
Ilcapogruppo M5S in Comune, Ivan Cantamessi, e la consigliera Alessandra Guatteri  sottolineano che le due nome sono state effettuate “senza rispettare la richiesta di procrastinare a dopo il voto la scelta dei nuovi assetti. Ora queste partecipate devono rispettare la volontà popolare dei cittadini torinesi e del nuovo sindaco Chiara Appendino”.
Il sindaco 5 Stelle della Mole – aggiungono Cantamessi e Guatteri – “ha messo subito in chiaro che da ora in avanti le linee guida di Iren dovranno essere trasparenza, merito, rispetto dei cittadini utenti (a Torino l’acqua è pubblica e tale rimarrà, e si deve rispettare ovunque il referendum) e dell’ambiente. Deve iniziare un nuovo corso che dal Piemonte riguardi tutti i territori interessati dalla multiservizi. Reggio Emilia inclusa”.
Francesco Fantuzzi, da parte sua, sottolinea la situazione di conflitto d’interesse in cui si troverebbe il presidente Paolo Peveraro: 59 anni, un passato liberale con Zanone, poi vicepresidente della Regione con Mercedes Bresso, tenuto in grande considerazione da Fassino, il commercialista Peveraro è considerato il tessitore della fusione Torino-Genova che generò Iride che a sua volta, fusa con Enia, ha dato vita a Iren.
Secondo  Fantuzzi l’attuale presidente si trova nella posizione di chi era controllore e ora è controllato.
“Condividiamo e appoggiamo come Piccoli azionisti le importanti dichiarazioni del nuovo Sindaco di Torino che, oltre a invocare le dimissioni di Profumo dalla Fondazione San Paolo, ha chiesto un passo indietro anche all’attuale presidente di Iren Peveraro – scrive Fantuzzi –
Chi era presente all’assemblea del 9 maggio ha potuto prendere atto della nostra posizione nei confronti del Dott. Peveraro il quale, fino a 10 mesi prima era Presidente del Collegio Sindacale di Iren, e ora si è ritrovato Presidente del medesimo gruppo.
Non è in discussione la persona, tantomeno la sua competenza, quanto il fatto che il controllore si sia trasformato nel controllato: sono due ruoli evidentemente incompatibili, tanto che nel panorama delle società quotate si riscontra un solo caso come questo.
E altrettanto grave è stato l’avallo politico alla nomina da parte del Sindaco di Reggio Emilia che per di più, per la sue professione, ben conosce il conflitto di interessi incarnato attualmente in Peveraro.
Sottolineiamo peraltro un significativa responsabilità in capo all’ex Presidente del Collegio Sindacale e di tutto il cda Iren: la mancata stipula di un patto di non concorrenza con l’ex Ad De Sanctis, da qualche mese Presidente di E.on Italia, socio di Iren nella pessima operazione del rigassificatore Olt.

Il Comune di Torino è il principale azionista di Iren – conclude Fantuzzi –  Nominare un cda con il suo Sindaco in scadenza è stato un atto quanto meno discutibile. Per tutto ciò, anche noi chiediamo che ne ridiscuta”.

 

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Una risposta a 1

  1. marco Rispondi

    22/06/2016 alle 08:46

    Speriamo che riesca a tener duro e che mandi finalmente in pensione i “soliti noti” delle lobby.

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