Scontri di Chiomonte contro la Tav: obbligo di firma in Questura per attivista reggiano

Italy High Speed Train Protest

22/6/2016 – Un attivista No-Tav residente nel reggiano, che aveva partecipato alle protesta di Chiomonte il 28 giugno 2015, sfociata in azioni violente contro i lavori dell’alta velocità Torino-Lione, risulta indagato per  concorso aggravato in resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate, inosservanza dei provvedimenti dell’autorità e reati in materia di armi e materiali esplodenti.
Per questo dovrà presentarsi tutti i giorni a firmare in Questura, su decisione dal Gip di Torino che, in base alle richieste della procura della Mole,  ha emesso 18 ordinanze di applicazione di misura cautelare non carceraria a carico di esponenti del movimento anarchico e antagonista, nonché di alcune persone inserite nel movimento No Tav.

 

Gli scontri di Chiomonte del giugno 2015

Gli scontri di Chiomonte del giugno 2015

In particolare sono finiti agli arresti domiciliari nove indagati ritenuti responsabili delle condotte più gravi, mentre per altri nove attivisti è scattato l’obbligo di firma. Tra questi figura  G.G., di 24 anni, residente in provincia di Reggio Emilia.

Determinante il contributo alle indagini della Digos reggiana, i cui agenti ieri mattina si sono presentati a casa di G.G. (che non era presente) e hanno effettuato una perquisizione alla presenza dei genitori. ,La perquisizione – sottolinea la Questura di Reggiuo Emilia – “si è conclusa con esito positivo poiché  è stato rinvenuto e sequestrato materiale pertinente ai reati per cui si procede”.

Il 28 giugno 2015, nel comune di Chiomonte di Torino, per iniziativa del “Coordinamento Comitati No Tav” si era svolta la manifestazione  “Al cantiere tutti/e insieme contro TAV e grandi opere”, indetta per l’anniversario dei fatti accaduti il 27 giugno ed il 3 luglio 2011 sempre a Chiomonte. Vi avevano partecipato circa 1500 manifestanti, tra cui 500 aderenti all’area antagonista, provenienti asnche da varie città italiane: Alessandria, Bologna, Roma, Reggio Emilia e Modena. Un centinaio di attivisti violenti, per la maggior parte col volto travisato e vestiti di  scuro come i Black Block, diedero l’assalto al cantiere Tav e aggredirono le forze dell’ordine con oggetti contundenti, razzi e molotov provocando il ferimento di alcuni agenti .

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