Scandalo En.cor Il Pd blocca la discussione in consiglio e i 5 stelle vanno alla guerra
“La verità verrà a galla in Parlamento e in Regione”

28/6/2016 – “Mentre i danni provocati dalla sua scellerata amministrazione continuano ad aumentare, il PD fa di tutto per sottrarsi al confronto sul caso En.Cor. Ormai la loro strategia è chiara: riuscire in qualsiasi modo a sottrarsi al confronto ed evitare ogni tipo di responsabilità”. E’ l’accusa lanciata dai 5 Stelle, decisi più che mai a girare il coltello nella piaga dello scandalo En.Cor per mettere a nudo le responsabilità del Partito democratico, dopo le due sentenze del giudice civile di Reggio Emilia che ha condannato il comune di Correggio a pagare quasi undici milioni a Banca San Felice e 4 milioni al Banco Popolare. Un conto di quindici milioni che potrebbero diventare 28 con una la terza sentenza su una causa analoga intentata dalla Bnl.
La sede della En.cor di Correggio

La sede della En.cor di Correggio

Proprio pochi giorni fa il capogruppo M5S ha presentato una mozione per ottenere una seduta d’urgenza sull’affaire En.cor: ma il Pd ha negato l’iscrizione del punto all’ordine del giorno.
“Peccato però che come M5S siamo determinati ad andare avanti per far conoscere a tutti la verità con un’azione che partirà da Correggio per finire al Parlamento, passando per la Regione”, scrivono in una dichiarazione congiunta la deputata Maria Edera Spadoni, il capogruppo in regione Gianluca Sassi e lo stesso Niccolò Magnanini
 “Ormai il danno economico creato dalla scellerata amministrazione PD di En.Cor ha superato il tetto dei 15 milioni di euro. Cifra che però, come abbiamo ribadito in più di un’occasione, cadrà direttamente sulle spalle di tutti i cittadini di Correggio per una vicenda della quale sono completamente estranei. Una verità che al PD non piace tanto che stanno facendo di tutto per poter far calare il silenzio”.
Pochi giorni fa, infatti, Nicolò Magnanini – sottolineano – ha presentato una mozione per richiedere una seduta d’urgenza per affrontare la questione En.Cor, ma gli è stato negato l’inserimento nell’ordine del giorno ” per la mancanza di un consigliere di maggioranza”. “Il PD e la maggioranza stanno cercando in tutti i modi di prendere tempo ed evitare una discussione pubblica su quanto sta accadendo – concludono Spadoni, Sassi e Magnanini – ma noi non abbiamo nessuna intenzione di fermarci. Vogliamo fare chiarezza e percorreremo tutte le strade possibili, sia in Parlamento che in Regione, per far venire a galla la verità”.
 
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